Sin dal 2004 il Centro Oncologico,costituito da Regione ed Università già rappresentava una necessità in un sistema evolutivo con proiezione verso il futuro

Difatti fu tutto merito del prof. Salvatore Venuta, Rettore della Università Magna Grecia” di Catanzaro che dopo  la costituzione della “Fondazione Campanella “ebbe anche la possibilità di istituire, in Calabria,  un  Centro Oncologico di Eccellenza da consentire di  portare anche su tale  territorio, con il proprio entusiasmo, un sistema oncologico evoluto da contrastare ,con efficacia, il problema della migrazione sanitaria, con l’utilizzo di  risorse tecnologiche avanzate con proiezione anche nel futuro in modo da farlo crescere sino a costituire un  anello di congiunzione, in assoluta sintonia culturale ed operativa con tutte le altre realtà.

Pertanto il prof. Venuta riteneva che, con l’inserimento di un sistema evolutivo, anche la Calabria, avrebbe recuperato con la credibilità, la determinazione e la capacità ,la possibilità di essere parte integrante dell’accennato sistema da ottenere, in maniera tangibile, con la compattezza, anche la stessa competitività.

Difatti, sperava di poter operare in una Sanità dove ogni realtà trovasse spazio per adempiere in pieno tale missione.

 Percorrendo tutti i gradini della scala gerarchica universitaria aveva, pertanto, già lasciato ampie tracce dell’attività di ricerca condotta dalla sua equipe, essendosi occupato di particolari studi sui tumori ereditari da ottenere il riconoscimento del Centro oncologico  ad Istituto di ricerca scientifica per lo studio e la cura sui tumori.

Avendo lasciato al suo successore, nominato dal Rettore, tale prezioso patrimonio,se tale ricca documentazione scientifica fosse stata inoltrata  a tempo debito,al Ministero della Salute e delle Ricerche, assieme  ai  successivi studi e ricerche condotte dai professori Tassone e Tagliaferri sulle patologie oncologiche, da anni la “Fondazione”, costituita con l’apporto della stessa Università avrebbe potuto ottenere il riconoscimento ad Istituto di Ricerca Scientifica sui tumori!

Purtroppo, da tale disinteresse è poi è scaturita, con la liquidazione della “Fondazione”,anche la scomparsa del Centro Oncologico  pur se  individuato con la proposta di Legge regionale 593/9, non contestata dal Consiglio dei Ministri, “quale struttura idonea ad assumere il ruolo di Centro Oncologico di riferimento regionale da  richiedere l’accennato riconoscimento

 

Nell’aprile 2008 tutti i “nodi” vennero al pettine” con riscontri sulle responsabilità di Regione ed Università

Nell’ aprile 2008 venne al pettine anche il “nodo dei rapporti tra “Fondazione “ed Azienda ospedaliera universitaria poi  sciolto dalla Commissione ministeriale di indagine sulla sanità calabrese con un apposito documento indirizzato ai Ministeri della Economia e della Salute dal quale emersero anche le responsabilità della Regione e della Università in quanto per Statuto avrebbero dovuto sottoporre a vigilanza la “Fondazione” da evitare gravi irregolarità nella gestione dei fondi ,con reiterate violazioni  anche alle disposizioni impartite dalle  leggi statutarie.

  

Il Governo intanto si mantenne alla larga dai problemi della Calabria anche con una sanità da codice rosso !

Nel febbraio 2015 nel decreto Mille proroghe saltarono anche gli  emendamenti su la “Fondazione Campanella “ con la deputazione politica calabrese messa fuorigioco a causa dell’isolamento e dello scarso peso che la rappresentanza politica continuava ad avere in campo nazionale in quanto incapace di farsi ascoltare anche in tali drammatiche situazioni.

Difatti l’iter che avrebbe dovuto seguire il decreto Mille proroghe per un salvataggio in extremis del Polo Oncologico ,venne poi bloccato in Commissione istituzionale a causa del veto posto dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle.

 

Ad agosto 2015 venne data già per certa la integrazione tra i dipartimenti oncologici dell’ex “Campanella” e del Ciaccio” con la costituzione del nuovo polo oncologico regionale

Ad agosto dello scorso anno, la Commissione di esperti presieduta dal prof. Sacco, chiamata a valutare la fattibilità del progetto di realizzazione del Polo oncologico regionale frutto della integrazione tra i due dipartimenti dell’ex Campanella e del “Ciaccio” già dava per certa la posa dei primi mattoni del nuovo Polo oncologico da  consentire di porre finalmente le basi ,sia tecniche che logistiche, per un polo oncologico integrato con una metodologia indicata nello stesso progetto da  coprire il fabbisogno di un territorio  particolarmente esteso Pertanto venne anche indicato dalla accennata Commissione il percorso da seguire con previsione  anche di aumento di posti letto oncologici  ordinari ed in day hospital  per l’oncologia medica e la pediatrica mentre per la chirurgia oncologica si sarebbe dovuto fare affidamento sui 21 posti letto in regime ordinario provenienti dall’ex Campanella.

A novembre 2015 mancavano solo le firme per il definitivo OK della relazione che la sub-commissione oncologica incaricata di redigere, nell’ambito della integrazione,  la costituzione del nuovo polo oncologico dando  già per certa tale fusione.

In tale relazione,  approvata dalla sub-commissione , figuravano anche gli obiettivi da raggiungere da non  provocare alcuna frizione tra ospedalieri ed universitari.

Pertanto, tale nuovo polo oncologico sarebbe dovuto nascere al “Ciaccio” accogliendo  anche le unità operative provenienti dall’ex polo oncologico .

Dall’agosto 2015 ad ottobre 2016 non solo i primi mattoni del polo oncologico , ma non c’è ancora traccia del finanziamento del progetto  pur se il nuovo polo oncologico regionale risultava , da oltre un anno, già definito dalla Commissione da Regione-Università e Struttura commissariale  da  mettere  a punto anche le nuove metodologie operative! 

 

La integrazione va fatta tra territorio ed ospedale

Intanto la mobilità passiva continua a salire di un ulteriore 0,5% rispetto al dato del 2015 che aveva già toccato il tetto del 21%. dei ricoveri in altre regioni. Pertanto, dal 2011, con la gestione commissariale, la mobilità passiva è passata dal 17% al 21% con diminuzione dei ricoveri ospedalieri passati ad una soglia di 137 su 1.000 abitanti contro uno standard nazionale minimo di 160/1000. Tale grave situazione, per i tavoli ministeriali, rientra anche nei ritardi nell’attuazione del Piano di rientro, in particolare nell’implementazione della rete assistenziale territoriale.

Per Oliverio Scura non ha ancora capito la sua funzione di Commissario al Piano di rientro

Per il Presidente della Regione Calabria “Scura ha mal capito la sua funzione di commissario al Piano di rientro .

Difatti pensa di essere  un soggetto costituzionalmente determinato che ritiene di sostituirsi sia all’Esecutivo che al Consiglio regionale sino a proporre anche Leggi”

Per Oliverio “tutto questo non esiste  ed è bene che Scura se ne renda conto dal momento che la Costituzione non ha previsto la figura del Commissario per proporre leggi ed atti che abbiamo i connotati legislativi riconosciuti dagli organi di governo democraticamente eletti”

“Scura deve capire che c’è un limite a tutto e che anche in Calabria  valgono le leggi regionali,come in Lombardia ,in Emilia,in Toscana ed in Sicilia”

Nello scontro sulla Sanità tra Regione e Struttura commissariale, per Oliverio, Scura ed Urbani avrebbero  assunto,utilizzando la delega, anche iniziative “politiche” che non rientrano nella sfera di competenza  con metodi da far…impallidire anche i più avveduti osservatori  sino a bypassare  sia l’esecutivo che il Consiglio regionale !

Nelle anticipazioni del Piano Operativo 2016/2018 figuravano 531 posti letto in più

Essendo,nel Piano Operativo rientrati anche i tre maggiori ospedali oltre che il Policlinico universitario nella “bozza” del Piano Operativo 2016/2018 figuravano anche 531 posti letto  in da portare,in tal modo, la dotazione di posti letto ospedalieri pari a 6.494 per acuti e post acuti a fronte di 5.953 attualmente attivi il tali ospedali.

La soluzione del problema restava,però,ancora legata alle criticità di personale ,il cui utilizzo avrebbe consentito di affrontare ,in termini di maggiore risposta, ai bisogni dei cittadini calabresi. Però, per  abbattere l’emigrazione sanitaria occorreva –per il Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute.. “un piano industriale che avrebbe consentito di raggiungere importanti obiettivi proprio per riuscire ad aggredirla”.

Siamo a metà ottobre ed ancora del Piano Operativo 2016/2018 resta tuttora solo la traccia con una ricostruzione della nuova rete ospedaliera ancora contestata sia dalla Regione che dalle Istituzioni locali.

Nuovo ospedale di Catanzaro La procedura va avanti

Il commissario dell’Azienda ospedaliera “Pugliese- Ciaccio” Giuseppe Panella ha deliberato di far propria la proposta presentata dal dirigente responsabile  dell’area Risorse tecniche, architetto Luigi Matarese che ha chiesto ed ottenuto di approvare la relazione sulle criticità  di carattere edilizio,impiantistico, funzionale e sanitario dell’attuale ospedale “Pugliese” già trasmessa alla Regione Calabria sin dal settembre scorso,per la nomina di professionalità interne di specifica competenza ed esperienza, per indicato dall’Ufficio del Commissario straordinario, che dovranno svolgere un ruolo finalizzato a garantire un’adeguata collaborazione mettendo a disposizione il proprio personale tecnico competente in materia di edilizia sanitaria. E’ stato, pertanto, chiesto ed ottenuto di delegare alla Regione Calabria, -Dipartimento Infrastrutture-Lavori Pubblici-. Mobilità. per l’attuazione della procedura  per l’acquisizione del progetto di fattibilità tecnica ed economica  relativo al nuovo ospedale ,tramite procedura aperta atta a regolarizzare i rapporti di collaborazione tra l’Azienda ospedaliera “Pugliese- Ciaccio”ed i Dipartimenti regionali n.6 Infrastrutture e Lavori Pubblici –Mobilità n.8-Tutela della Salute e politiche Sanitarie. Nella proposta di delibera  si premette “che, con nota n.1596 del 28 gennaio 2016, l’Azienda ospedaliera “Pugliese- Ciaccio”ha informato il Dipartimento Infrastrutture  -Lavori Pubblici- Mobilità della Regione Calabria dei nuovi orientamenti assunti in  merito al mantenimento della localizzazione delle strutture ospedaliere esistenti e,in particolare, della necessità di procedere ad una ristrutturazione e conseguente adeguamento delle stesse, rendendo necessarie la redazione di un approfondito studio di fattibilità sulle possibili alternative di intervento da conseguire mediante ricorso a professionalità esterna all’Azienda,per la carenza di personale interno che, già ridotto numericamente, è quotidianamente impegnato nella gestione degli appalti e servizi in corso e nelle conduzioni delle attività manutentive ordinarie e straordinarie “Nella stessa nota l’Azienda ospedaliera ha richiesto alla Regione Calabria di voler adottare azioni a sostegno della stessa nella procedura di acquisizione dello studio di fattibilità, con particolare riferimento ai connessi aspetti finanziari delegando alla Regione Calabria – Dipartimento Infrastrutture- Lavori Pubblici- Mobilità – le procedure di adozione degli atti relativi alle procedure di gara per l’affidamento dello studio di fattibilità”. Per questo motivo “il Dipartimento Infrastrutture-Lavori  Pubblici. Mobilità della Regione Calabria con nota n.169950 del 25 maggio 2016 ,ai fini della definizione del quadro esigenziale ha richiesto all’Azienda ospedaliera una specifica relazione sulle criticità di carattere edilizio ,impiantistica ,funzionale sanitario dell’attuale presidio “Pugliese”. Il Commissario Straordinario dell’Azienda con nota n. 15115 del 25 luglio 2016 ha trasmesso la relazione sulle criticità richiesta. Per cui ora è necessario regolarizzare i rapporti tra il Dipartimento e le Politiche sanitarie della Regione Calabria e l’Azienda ospedaliera attraverso sottoscrizione di apposita convenzione oltre ad individuare le apposita professionalità interne in materia di edilizia sanitaria che, insieme al personale individuato alla Regione Calabria, ponga in essere ogni misura necessaria per la pianificazione, programmazione e realizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro“ Un altro tassello per la ristrutturazione del Presidio “Pugliese”.

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