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L’Università “Magna Grecia” è stata messa in moto, 1700 partecipanti alle professioni sanitarie

Il primo “colpo”tanto atteso da ben 1.700 candidati, ha interessato i test di ingresso alle aspiranti matricole della Facoltà di Medicina e Chirurgia ,di Odontoiatria e Protesi Dentaria con in palio579 posti da dividere in otto Corsi di Laurea. Pertanto, da parte del Rettore dell’Ateneo prof. De Sarro erano state impartite disposizioni concernenti le direttive anti-contagio ,con ingressi e parcheggi ben predisposti ,come è avvenuta anche la suddivisione dei candidati per data di nascita. Una sfida che non ha coinvolto solo aspiranti medici e dentisti ,ma anche tante altre figure dai fisioterapisti al logopedisti,sino ad interessare, con l’Assistenza Sanitaria anche la Infermieristica,l’Ortottica, le tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e le perfusioni sia vascolari che quelle di Laboratorio Bio-Medico e Neuro –Fisiopatologia. Per cui anche gli ingressi,come accennato,sono stati scagionati,con autocertificazione da parte dei candidati da escludere anche il rischio di contagio Covid. Per centrare l’obiettivo i candidati hanno avuto a disposizione i fatidici 100 minuti da poter azzeccare anche le risposte alle molteplici domande che hanno riguardato non solo la Cultura generale ,quanto anche il ragionamento logico che ha interessato la Biologia,la Chimica,la Matematica diverse da un Ateneo all’altro. Da tale situazione è scaturito però anche il rammarico ,da parte del Rettore dell’Università prof. De Sarro ,che ha interessato il calo dei posti per fisioterapia ,passati dai 75 dello scorso anno a 58 quest’anno anche se a concorrere sono stati ben 643 candidati. Pertanto solo un candidato su 11 ha avuto la possibilità di ottenere un posto in Facoltà. Per cui, anche con 50 posti in più,rispetto all’anno accademico 2019/2020, questa volta a concorrere sono stati ben 698 aspiranti infermieri con in palio solo 375 posti per ottenere l’ingresso alla iscrizione del Corso. Occorre però massima cautela perchè il coronavirus non è stato ancora sconfitto ! In tutte le Università, con il Covid 19 non ancora sconfitto, purtroppo, solo in ottobre si potrà parlare di normalità. Comunque è già qualcosa che ad ottobre si potrà parlare di “ripartenza”anche se occorrerà sempre massima cautela per fronteggiare l’emergenza. Pertanto,per tutto il mese di settembre, sia l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro che tutti gli altri Atenei le esigenze del Mondo Accademico non potranno coincidere con il ritorno alla normalità. Per cui tutto resta condizionato all’andamento dei contagi che, in alcune Regioni, la curva epidemiologica si sta, purtroppo, portando verso l’alto, da marciare anche controcorrente. Ora, però, c’è anche necessità di programmare, in Calabria, un aumento di posti di accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Tra i tanti problemi che si sono accavallati in questi ultimi mesi ,e che hanno anche necessità di rapide soluzioni, figura anche quello che interessa la riorganizzazione dell’Azienda ospedaliera universitaria “Mater Dei” ,anche se la “mossa “ operata dalla componente universitaria , pur ritenuta prioritaria,non è stata condivisa dalla CISL Medici. È opportuno, però, che tale indispensabile riorganizzazione venga ridiscussa, con serenità di giudizio, da ottenere, in tal modo, anche il consenso da parte dei medici, da fare chiarezza anche all’interno dello stesso Ateneo.

Occorre piú’ attenzione nei confronti della sanitá

Sanità e Politica: due “facce” della stessa “medaglia” sino a lasciarla immaginare due “mondi” solo, però, apparentemente distanti, che, purtroppo, nella cruda realtà, continuano a vivere in simbiosi, nei confronti della Sanità, anche dopo un decennio di commissariamento, da compromettere la stessa qualità dei servizi. Difatti, si continua a parlare di un Piano per mettere in sicurezza il Servizio Sanitario Nazionale, di risorse, di programmi, di rete anti- Covid ,di assunzioni di medici, infermieri ed operatori sociosanitari, di posti letto negli ospedali sia di terapia intensiva che sub-intensiva, per fronteggiare l’emergenza ma ancora non si punta sulla medicina territoriale ,da creare anche dei poli distaccati che consentirebbero. In Calabria, però, ancora non c’è traccia di un percorso reale, che resti finalizzato al rinnovamento del Servizio Sanitario Regionale. Ecco il motivo per cui, per cambiare davvero passo, occorre ristabilire anche una leale collaborazione tra la Regione e la Struttura Commissariale, da recuperare anche la Medicina Territoriale. Pertanto, solo creando una struttura capillare, che possa direttamente interessare l’intero territorio, si potrebbe pervenire alla qualificazione anche di tali servizi. Occorre,però,passare dalle enunciazioni a fatti concreti, da concentrare anche tali Poli sanitari territoriali su di una rete facente capo anche all’Azienda ospedaliera universitaria. Dovrebbe, però, trattarsi di Poli Sanitari di qualità e di efficienza sia sotto il profilo professionale che tecnologico, da meritare l’interesse da parte dell’utenza territoriale. In tal caso, potrebbero anche essere riconvertiti negli accennati Poli, quei piccoli ospedali buona parte dei quali, al momento, sono utilizzati solo da “parcheggio” di pazienti, in attesa di recuperare, in caso di necessità con il Reparto anche il posto lieto. Ecco perché c’è necessità di porre maggiore attenzione nei confronti della Sanità, da evitare il malfunzionamento della medicina territoriale. Anche i medici di base hanno ripetutamente denunciato la disorganizzazione a livello di Medicina del Territorio sino a mettere a rischio gli stessi Livelli Essenziali di Assistenza- Per cui, dopo anni di palese sofferenza, ancora non si è riusciti ad incidere sulla qualità dei servizi territoriali, con limiti organizzativi e di dotazione di organico, da accentuare in tal modo anche la costosa migrazione sanitaria!

Ecco la chiave di lettura utilizzata dalla Santelli da richiamare l’attenzione del presidente Conte

Per dovere di obiettività ,che rientra anche tra i compiti istituzionali di chi intende informare l’opinione pubblica ,a tal punto occorre far ricorso alla originale chiave di lettura che viene utilizzata per trattare,alla luce del sole, ogni avvenimento. Pertanto, sulla scorta delle notizie acquisite, come in altra pagina ci siamo soffermati ,sino ad indicare il contenuto del Piano di ristrutturazione che Cotticelli, da Commissario alla Sanità ,ha inteso condurre in quanto presumibilmente convinto di aver centrato, con tale Piano, anche gli obiettivi dai quali sarebbe stato poi possibile anche ricostruire, con il sistema sanitario, anche la lotta al coronavirus. Per cui, faremo di tutto,con l’accennata obiettività, di far conoscere anche il motivo della dura presa di posizione assunta da parte della Santelli,da chiamare addirittura in causa il Presidente del Consiglio, perché intervenga nei confronti di Cotticelli per aver “calpestato il diritto alla Salute dei calabresi”. A tal punto occorre anche accertare la “vera” causa dalla quale sarebbe scaturito tale sdegno, da parte di una rappresentante della Istituzione regionale, nei confronti di un Commissario, indicato dal Governo, proprio a sostegno del diritto alla Salute -Perché, dopo “mesi di leale collaborazione” la Santelli ha assunto una posizione diametralmente opposta, da sovvertire anche la stessa premessa di “leale “collaborazione ? Per la Santelli,la responsabilità addebitata a Cotticelli ricadrebbe sul nuovo piano di emergenza ,che sin dal mese di giugno ,la struttura commissariale avrebbe ridisegnato da “sola” tra l’altro,senza inserire,nello stesso, la rete oncologica sul tumore alla mammella , nonostante le proteste della Regione ,da provocare ,in tal modo,una nuova pesante situazione di migratoria sanitaria ,a causa dello blocco delle radioterapie per esigenze di budget ,da rendere ,in tal modo, impossibile ai calabresi di curarsi nella propria terra sino a costringerli di emigrare in altre Regioni per la terapia salvavita. Non v’è dubbio che per fronteggiare il coronavirus, si sarà stati costretti , presumibilmente, anche a ridimensionare altre patologie. Presumiamo, però, che la ricerca oncologica sia da parte della politica istituzionale (la Regione) che dello stesso Mondo Accademico, dopo la scomparsa del prof. Salvatore Venuta si è fatta gradatamente disperdere anche la sua eredità. Difatti, pur avendo impresso la Sua immagine sulla istituzione del Polo oncologico, purtroppo, anche la Università ha perduto, con la sua scomparsa, la possibilità di far rientrare la Calabria sul pianeta scientifico finalizzato alla ricerca. Pertanto, il riferimento fatto dalla Presidente della Regione sulla pesante situazione della migrazione sanitaria ,avrebbe dovuto però anche chiamare in causa la stessa Regione, in quanto, pur avendo fondato, con la Università, una “Fondazione” ,finalizzata alla istituzione di un Centro per la Ricerca, lo Studio sulle patologie oncologiche purtroppo, l’hanno poi abbandonata al proprio amaro destino, sino a farla addirittura scomparire dalla scena scientifica !

Il diritto alla salute con tale piano avrebbe anche consentito di contrastare il coronavirus!

Presumiamo che sia stata la scarsa informazione ricevuta, che andava finalizzata sulla riorganizzazione del Piano di emergenza, a spingere la Santelli, Presidente della Regione, ad accusare Cotticelli, di averlo elaborato da solo, mentre sin dallo scorso giugno,gli organi di informazione, ne erano a conoscenza dei contenuti. Pertanto non può essere addebitata la responsabilità al Commissario Cotticelli, se le misure anti- Covid siano rimaste ferme al palo. Difatti, nella scaletta di tale Piano di emergenza, figurava anche la sua riorganizzazione, che rientrava nei “Pronto Soccorso” dei vari ospedali: quello di Castrovillari, localizzato al Piano Terra con Tac già disponibile; di Rossano (con 10 posti in Cardiologia )e di Cetraro (con 10 posti in Medicina Generale )mentre sull’area adiacente dell’ospedale di Paola sarebbe dovuto sorgere invece la struttura mobile. In tale Piano di ristrutturazione figuravano ancora altri presidi .Ad esempio,sull’area dell’”Annunziata” di Cosenza era prevista la costruzione di un fabbricato sia con l’adeguamento degli impianti già esistenti ,sia per aree per pazienti infetti che per la qualificazione degli spazi ,con una Tac e spazi di attesa. Sempre in tale Piano ,per la riorganizzazione dei “Pronto Soccorso”,figuravano già disponibili una quarantina di milioni di euro di cui 7milioni e 500 mila euro per nuove assunzioni e 9 milioni 200 mila euro per tale accennata ristrutturazione ! Pertanto, da parte del Commissario Cotticelli, non è mancato n’è l’interesse né la capacità dell’elaborazione di tale Piano di emergenza. Ora, invece ,occorre accertare quali siano davvero le misure anti- Covid ferme al palo !

Scontro istituzionale tra Santelli, Presidente della Regione e Cotticelli commissario alla Sanitá

Mentre,a tutti i livelli istituzionali, si invita a non mollare la presa sul Covid , da tenere, pertanto, la situazione sotto controllo, sperando che la stessa resti tale, si sta , purtroppo,correndo il rischio ,con lo scontro istituzionale ,che anche le misure anti-Covid restino al palo. Pertanto, mentre occorre evitare che tale situazione possa alimentare un eventuale ritorno virulento del coronavirus,viceversa Jole Santelli,Presidente della Regione, accusa Cotticelli ,Commissario della Sanità per la conduzione del Piano di rientro di aver “calpestato il diritto alla Salute dei calabresi per aver elaborato da solo un nuovo piano sull’emergenza” – Per cui, seguendo le tracce avute in eredità dal suo predecessore (Oliverio), il quale, tra l’altro, aveva anche minacciato di incatenarsi davanti Montecitorio se non fosse sottratto a Scura, la delega di Commissario per la conduzione del Piano di Rientro questa volta, la Santelli, che l’ha sostituto, per il solo fatto che Cotticelli ha elaborato un Piano di emergenza da solo,ha approfittato di tale occasione per addebitare al commissariamento della Sanità calabrese,risalente al lontano 2009 anche la “distruzione di tale settore”. Difatti , uscendo allo scoperto, la Santelli ha scritto a Conte ,Presidente del Consiglio dei Ministri, da richiamare, in tal modo, la sua attenzione sul comportamento tenuto da Cotticelli nel momento in cui ha elaborato da solo tale accennato Piano di emergenza, sino a giudicare tale suo operato, addirittura lesivo al “diritto alla Salute “? Nel momento in cui la Santelli, Presidente della Regione,con una Sanità da un decennio in Piano di rientro,ha addirittura addebitato a Cotticelli “di aver calpestato il diritto alla Salute” da giudicare il Commissariamento anche responsabile di aver “distrutto il settore” a tal punto è bene fare chiarezza sull’attuale sistema sanitario, facendo anche riferimento alle misure anti- Covid che, a giudizio della Santelli sarebbero ancora rimaste ferme al palo. A tal proposito ,presumiamo che la elaborazione del Piano di emergenza ,da contrastare il coronavirus, se al momento,come ha affermato la Santelli ,sarebbe rimaste al palo , lo è perché è stato lo stesso Cotticelli a procedere alla riorganizzazione dei “Pronto Soccorso” nei quattro grandi ospedali da creare anche delle strutture mobili di emergenza. Ciò , però,sarebbe dovuto coincidere con la ristrutturazione di tali presidi che riguardavano, soprattutto,il mantenimento di aree separate, da con la creazione di ambulatori da utilizzare per i “sospetti” contagiati dal virus ,in attesa di avere certezza sulla diagnosi ,negativa scaturita dal tampone. Pertanto, quello di Cotticelli, dalle indicazioni in nostro possesso, avrebbe dovuto costituire un Piano di emergenza, nel quale figuravano tutte le indicazioni ,finanziate,soprattutto al potenziamento dei “Pronto Soccorso”. Difatti,con il decreto n.91 la struttura commissariale (con chiaro riferimento al Covid 19) aveva fatto riferimento al riordino della rete ospedaliera calabrese in emergenza per il potenziamento dei “Pronto Soccorso” con relative assunzioni sia di personale sanitario ( medici,infermieri ed operatori sociosanitari) che con l’acquisto di nuove ambulanze. Pertanto,con tale Piano di emergenza ,con il potenziamento dei “Pronto Soccorso” ,si sarebbero potuti anche aumentare , nel limite del possibile,i posti letto in Terapia sia Intensiva che Semi-Intensiva tale da riconvertire anche quelli già esistenti. Contale riorganizzazione , erano state anche previsti intale Piano dei percorsi finalizzati alle ristrutturazioni dei plessi ospedalieri.

Deciso l’ampliamento del fondo delle borse di studio per studenti capaci e meritevoli

Tutti gli studenti, presenti nelle graduatorie per l’anno accademico 2019/2020 che per capacità ed impegno hanno meritato il conferimento della Borsa di Studio, con l’ampliamento di tale fondo hanno ottenuto l’ambito riconoscimento. Pertanto, per Valerio Donato, Presidente della Fondazione Università “Magna Grecia”,”s’è trattato di un grande successo ottenuto dall’intera comunità accademica ,col significativo contributo offerto dal Rettore De Sarro. Difatti, ha deciso di erogare un consistente finanziamento, con l’ampliamento del fondo finalizzato alle Borse di Studio per l’anno accademico 2019/2020, sia in presenza di rigidi vincoli di bilancio che delle tante necessità a cui la Università è tenuta a farvi fronte “ Sarà, pertanto,anche possibile realizzare lo scorrimento delle graduatorie in un momento tanto difficile per l’Università. Ciò s’è reso possibile, da parte del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo,con uno sforzo intelligente ed appassionato ,da ottenere un tale importante risultato. Per cui ,con tali premesse, anche il nuovo anno accademico 2020/2021 inizierà sotto i migliori auspici.

Riaperti i termini d’iscrizione al bando per l’attivitá didattica di sostegno

Appena ne ha avuto la possibilità il Rettore della Università ha riaperto anche i termini d’iscrizione al bando di ammissione ai percorsi formativi per il conseguimento della specializzazione per l’attività didattica di sostegno agli alunni con disabilità . Lo stesso Rettore ha anche fissato i termini per l’effettuazione delle prove selettive che avranno luogo il 27 settembre che interessa la Scuola primaria e 29 settembre la (Secondaria di Primo Grado mentre il 1° ottobre quella Secondaria di secondo grado. Con lo stesso decreto il Rettore prof. De Sarro ha inteso anche precisare che i candidati, qualora nei dieci anni scolastici precedenti abbiamo almeno svolto tre annualità di servizio sullo specifico posto di sostegno del grado cui si riferisce la procedura d’iscrizione, saranno esonerati al sostenere il test preselettivo. Pertanto, verranno ammessi a partecipare, in sovrannumero, alle successive prove scritte solo se hanno integrato la domanda di iscrizione con una esplicita richiesta scritta. Occorre, però, presentare la istanza di partecipazione in una sola Università per ciascuna delle distinte procedure concernenti la Scuola d’Infanzia, Primaria, Secondaria di Primo e Secondo Grado . Difatti, la graduatoria degli ammessi al bando di ammissione è formata,in base ai posti limitati, sommando i risultati delle prove, purché superate ognuna con il conseguimento di una valutazione non inferiore a 21/30 al punteggio attribuito all’esito dellavalutazione dei titoli.

I RISULTATI DELLO STUDIO PRESENTATI AL CONGRESSO DELL’EUROPEAN OF CARDIOLOGY 2020

Con lo studio condotto dalla Divisione di Cardiologia e dal Centro di Ricerche in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro presentato al congresso dell’European Of Cardiology 2020 ,pubblicato da prestigiose riviste, si è potuto anche dimostrare che gli Ecocardiogrammi portatili possono essere utilizzati anche per la diagnosi precoce di infarto. Difatti, fino ad oggi , lo smartwatch permetteva solo di fare un’autodiagnosi delle aritmie .Cioè delle alterazioni del ritmo cardiaco. Ore è invece,possibile realizzare un elettrocardiogramma a nove derivazioni anche per la diagnosi precoce di infarto mettendo sul petto del paziente ,con una sensibilità che arriva al 94%.t. Tale nuova funzione, però, potrà essere utilizzata esclusivamente dal medico o dall’infermiere in condizioni di emergenza.

Università “Magna Grecia“, riconoscere subito un infarto con elettrocardiogramma a nove derivazioni

Se, sino ad oggi, lo Smartwatch permetteva al cardiologo solo di fare un’autodiagnosi delle aritmie. Cioè solo delle alterazioni del ritmo cardiaco, ora è invece possibile anche realizzare un elettrocardiogramma a nove derivazioni per la diagnosi precoce d’infarto mettendolo sul petto del paziente ,con una sensibilità che arriva al 94% . Ha tale risultato è pervenuto uno studio condotto dalla Divisione di Cardiologia e Centro Ricerche in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università “Magna Grecia “di Catanzaro diretto dal prof. Ciro Indolfi, Presidente della Società Italiana di Cardiologia ed autore della ricerca . “In caso di dolore toracico ,soprattutto se si associa a sudorazione e difficoltà di respirazione ,e indispensabile effettuare subito un Elettrocardiogramma per l’eventualità di un infarto in corso per l’eventualità di un infarto in corso .” “Le Linee Guida consigliano,infatti,di eseguire subito un Elettrocardiogramma entro 10 minuti dal primo contatto medico.” “La tempestività ,pertanto,diventa decisiva. Difatti i pazienti con infarto miocardico più grave , devono essere trasferiti rapidamente in emodinamica per impiantare uno stent, altrimenti si vanifica il beneficio dell’intervento,” “Negli ultimi anni- ha aggiunto il prof. Indolfi – proprio grazie all’angioplastica primaria la mortalità si è ridotta del 50%, a patto che la procedura venga effettuata entro 90-120 minuti dalla diagnosi con un Elettrocardiogramma.” “Gli smartwatch potrebbero, pertanto, essere d’aiuto per accorciare ulteriormente i tempi di intervento da salvare,in tal modo,la vita ad un maggior numero di pazienti” Sulla stessa lunghezza d’onda s’è inserita la dottoressa Carmen Spaccarotella, componente dello stesso staff condotto dal prof. Indolfi la quale ha confermato che “Un Elettrocardiogramma tempestivo è fondamentale per la diagnosi di infarto ,ma non sempre,però, è disponibile in caso di sintomi sospetti”. “L’Apple Watch ,che abbiamo utilizzato, in tale sperimentazione, è uno dei più diffusi al mondo, programmati per esplorare l’attività elettrica di una parte soltanto del cuore” “ Pertanto, il nostro studio ha dimostrato che è possibile spostare l’orologio in diverse posizioni del corpo, da effettuare in tal modo una misurazione a nove derivazioni analoga a quella di un elettrocardiogramma standard" PER TALE INDAGINE SONO STATI UTILIZZATI 100 SOGGETTI DI CUI L’80% CON SINTOMI DI INFARTO ED IL 20% ASINTOMATICI DI CONTROLLO Solo con un’indagine condotta a tappeto dalla Divisione di Cardiologia e Centro Ricerche in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università “Magna Grecia “ di Catanzaro si è riusciti ad ottenere tale risultato, con l’utilizzo idi 100 soggetti di cui l’80% con sintomi di infarto ed il 20% asintomatici di controllo. Pertanto ,dall’accennata indagine,s’è riusciti ad avere conferma del risultato raggiunto con tale studio. Difatti, essendo stati registrati per tutti i controlli, s’è potuto anche accertare che nei pazienti colpiti da infarto la sensibilità dell’Apple Watch ,la proporzione dei casi di cui in cui veniva effettuata la diagnosi corretta ,è stata del 94%. Per cui la specificità del test ,cioè la probabilità che un soggetto sano abbia un Elettrocardiogramma su smartphone è stata del 92%. Ciò significa che con l’Apple Watch è possibile effettuare un Elettrocardiogramma a nove derivazioni con la stessa affidabilità dell’Elettrocardiogramma standard nella diagnosi di infarto al miocardio. In sostanza,non esiste ancora alcun programma, da tale indagine, che possa consentire ,ad oggi, la diagnosi automatica con l’Elettrocardiogramma effettuato con l’Apple Watch per cui è indispensabile che i dati vengano valutati da un medico. Probabilmente, in futuro, è anche possibile che siano resi disponibili software in grado di fare automaticamente la diagnosi di infarto come, tra l’altro, già accade, per la fibrillazione atriale. Pertanto, la possibilità di individuare un infarto in corso, con rapidità e semplicità, è dovuta grazie all’uso di un semplice smartphone di grande aiuto, specie in determinate situazioni.

Il Rettore” prof. De Sarro ha emanato il decreto per una ripresa delle attività dal 15 settembre

Il Rettore della Università “Magna Grecia “ prof. De Sarro ad agosto ha emanato il decreto col quale dal 15 settembre prossimo dovrebbe ricominciare la ripresa, sia pure graduale, dell’attività sia didattica che scientifica nell’Ateneo sia pure con tutte le precauzioni. Pertanto, si ritornerà all’attività da riconquistare anche gli spazi del confronto, con la modalità mista per i tirocini formativi, la cui normalità non potrà avvenire prima del prossimo mese di febbraio. Al momento, però, tutta resta ancora condizionato all’andamento altalenante della curva epidemiologica dal momento che la pandemia non è da ritenersi ancora sconfitta. Comunque, con tale decreto, da martedì 15 settembre, dovrebbe esserci la tanto attesa svolta a cominciare dalle prove tecniche. Difatti, da tale giorno, la ripresa dell’attività didattica dovrebbe concretizzarsi nel segno di un confronto fisico non più con adempimenti a distanza. Naturalmente, occorrerà ancora del tempo per lasciare alle spalle l’emergenza causata dal Coronavirus ,da evitare di commettere errori , lasciando alle spalle la necessaria cautela anche se il Mondo Accademico scapita per far tornare alla normalità anche sia i tirocini che le lezioni. Ora occorre, però, che la data del 15 settembre possa davvero rappresentare un banco di prova da poter dimostrare che alla determinazione vi sia anche la preparazione ad affrontare la situazione, usando, in tal modo, anche la logica imposta in tale confronto. Pertanto, anche il Mondo Accademico sarà costretto ad osservare le disposizioni entrate in vigore da mettere al primo posto la tutela della Salute. Un’attenzione che dovrà costituire il primo segnale finalizzato alla ripresa dell’attività accademica soprattutto per la modalità dei tirocini. Trattasi, in sostanza, di una logica mista con gruppi però che non superino i tre allievi. Difatti, per evitare tale assembramento, l’Università ha inteso anche velocizzare la istituzione dello sportello virtuale, da poter agevolare sopratutto gli studenti fuori sede con il bando per l’anno accademico 2020/2021, con una concreta materializzazione della domanda di accesso e dei relativi allegati.

CON UN ORDINANZA SONO STATE IMPARTITE ANCHE DISPOSIZIONI IN MERITO ALLA CAMPAGNA ANTINFLUENZALE

Ad anticipare la campagna antinfluenzale, con un’apposita ordinanza (la 47/2020) ,è stata la Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ad impartire precise disposizioni in merito alla vaccinazione antinfluenzale, tale da predisporre anche un programma di vaccinazione anti-pneumococcica per la stagione 2020/2021 disponendo, anche la obbligatorietà della vaccinazione per la popolazione di età eguale o superiore ai 65 anni per i medici ed il personale sanitario, sociosanitario con una forte raccomandazione di sottoporre, a vaccinazione antinfluenzale, tutti i bambini di età compresa tra i 6 mesi ed i 6 anni, e i gruppi target e quelli soggetti a rischio fin o all’età di 14 anni, coinvolgendoli nell’offerta gratuita. Il Ministero della Salute, invece, per ridurre significativamente la morbosità dell’influenza e le sue complicanze, nonché la mortalità, ha ritenuto necessario raggiungere coperture elevate nei gruppi di popolazione target della vaccinazione, con particolare riferimento a quelli ad alto rischio di tutte le età definendo anche gli obiettivi di copertura, per tutti i tipi di target, indicando, come obiettivo minimo perseguibile il 75% ed il 95% come ottimale. L’impegno economico assunto dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro e di circa 800 mila euro per i Medici di Famiglia (6,16 euro a dose) e di poco meno di 220 mila euro per i pediatri ( 12 euro a dose).

Occorre una regia regionale per individuare e affrontare la campagna di vaccinazione antinfluenzale

Poiché il problema investe gli ospedali ,ancora in emergenza sanitaria del post Covid, ora occorre, per snellire la programmazione finalizzata ai tempi di attesa, una “regia” regionale che possa consentire la riapertura dei percorsi ospedalieri, dopo lunghe settimane di attesa, con reparti rigidamente contingentati per timore del diffondersi del virus da una parte, mentre dall’altra la richiesta urgenza del rientro nella normalità. I cittadini non ne possono più di questo non governo” della loro Salute. Occorre anche tener conto che il vero nocciolo del problema resta quello di smaltire un arretrato risalente a mesi addietro. Comunque, le liste di attesa, anche prima dell’emergenza, sono sempre stato un problema perché le stesse urgenze, non sono mai state assicurate per come previste dal codice “rosso”. l’ospedale “Pugliese”, oltre alle urgenze del “Pronto Soccorso”, deve anche preoccuparsi del posto-letto. Pertanto occorre una ricognizione, un po’ in tutte le Aziende Sanitarie Provinciali, perché incarichino pediatri e medici di base per preparare, in tempo, la campagna antinfluenzale. Difatti, nel prossimo autunno sarà importante procedere ad una massiccia campagna di vaccinazione antinfluenzale da poter, in tal modo, anche “gestire” i casi sospetti, dal momento che è anche probabile una co- circolazione di virus influenzale Covid 19. Pertanto, c’è anche qualche Azienda Sanitaria, quale, ad esempio, quella di Catanzaro, che si è attrezzata ,già da tempo, siglando un accordo con i pediatri di libera scelta da assicurarsi che la copertura sia la più alta possibile, da coinvolgere anche i Medici di Medicina Generale. L’intesa tale Azienda Sanitaria l’ha sottoscritta è resta finalizzata a consentire alle categorie a rischio di poter ottenere la somministrazione del caccino antinfluenzale nella maniera più semplice possibile ,potendosi recare nonsolo negli ambulatori dell’accennata Azienda Sanitaria ma anche nell’ambulatoria del proprio medico di assistenza primaria da rendere in tal modo la vaccinazione a diffusione capillare. Difatti, verranno coinvolti il maggior numero di operatori sanitari, in particolar modo i pediatri di libera scelta che operano nel terrori rio della stessa Azienda sanitaria.

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