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BOCCIATURA ANCHE PER IL BILANCIO DELL’AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI CATANZARO

BOCCIATURA ANCHE PER IL BILANCIO DELL’AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI CATANZARO

A pochi giorni della bocciatura del bilancio 2018 per l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, tra l’altro sciolta per infiltrazioni mafiose e commissariata da una”triade “da oltre un paio d’anni,è seguita anche la mancata approvazione del documento contabile attinente al bilancio 2019 il quanto il Commissario Longo avrebbe riscontrato un disavanzo di oltre 32 milioni di euro con un’Azienda fortemente indebitata. Anche per l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro la perdita d’esercizio, rapportata alle risorse assegnate, evidenzia la mancata coerenza con gli obiettivi dell’equilibrio economico-finanziario. Cosa che è stata evidenziata anche dal parere negativo espresso dai Revisore dei Conti. Difatti, l’Ufficio Legale dell’accennata Azienda, come rilevato dal Collegio Sindacale, non avrebbe fornito né lo stato del contenzioso né la tabella riepilogativa per l’anno 2019. Pertanto, la dotazione dei fondi iscritti nello stato patrimoniale risulta insufficiente anche a parere del Collegio anche se lo stesso ha preso atto dell’integrazione documentale richiesta. Il Commissario Longo ha comunque confermato il rilievo sulla rilevazione concernente la fattura 10/19 della Casa di Cura “Sant’Anna Hospital “ di euro 6 milioni 433 mila rilevando che “le scritture in partita doppia relative alla rivelazione del debito in dare e la ricostituzione del fondo rischi cause civili nell’esercizio 2019 non sono regolari mentre la fattura n.10/2019 doveva essere pagata nel corso dell’accennato esercizio, anche per evitare i presumibili oneri legali”. Pertanto, il Commissario Longo ha invitato l’Azienda Sanitaria Provinciale “a provvedere al pagamento e di precisare meglio quanto registrato nelle strutture contabili al fine di escludere alterazioni delle risultanze contabili. E’ stato anche fatto notare che l’Azienda Sanitaria è fortemente indebitata nello specifico per circa 191 milioni di euro iscritti in bilancio anche se il debito complessivo è di gran lunga maggiore a causa del contenzioso i cui debiti in larga parte non contabilizzati e di esito sfavorevole rilevati al termine dei procedimenti giudiziari. Da tutto questo è emersa la decisione del Commissario Longo di “non approvare con prescrizioni le risultanze contabili del bilancio d’Esercizio 2019 adottato dalla Commissione Straordinaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale con la deliberazione dello scorso settembre.

BOCCIATO IL BILANCIO DELL’AZIENDA OSPEDALIERA "PUGLIESE –CIACCIO"

BOCCIATO IL BILANCIO DELL’AZIENDA OSPEDALIERA "PUGLIESE –CIACCIO"

Si accavallano le bocciature dei bilanci delle Aziende sia Ospedaliere che Sanitarie che riguardano gli anni 2018- 2019 a cui le principali criticità hanno interessato la costante perdita d’esercizio. Per l’Azienda ospedaliera “Pugliese -Ciaccio” s’è trattato di un’altra sonora bocciatura che è arrivata da Longo, Commissario straordinario ad Acta della Sanità calabrese, che ha decretato la non approvazione dei bilanci degli anni 2018-2019 registrando delle perdite d’esercizio che rapportato alle risorse assegnate hanno evidenziato “la mancata coerenza con gli obiettivi dell’economico finanziario”. Si tratterebbe di perdite di esercizio registrate che ammontano rispettivamente a 23 milioni di euro nel 2018 ,con un conto economico già rimodulato ed a 14 milioni e 500 mila euro nel 2019. Tra le principali criticità riscontrate all’esito della istruttoria della struttura commissariale e cristallizzate in due decreti i quali prevedono “che l’Azienda ospedaliera provveda ad una serie di prescrizioni per il contenimento della spesa pubblica, con misure da adottare, per come richiesto dalla Corte dei Conti, per rimuovere le criticità evidenziate. Con riferimento al bilancio 2018 è stato riscontrato dalla struttura commissariale “il mancato rispetto del disposto sul contenimento della spesa delle consulenze sanitarie e non sanitarie e di non aver operato nel rispetto delle disposizioni sul contenimento della spesa per il personale“. Dall’Ufficio Regionale delle criticità sono state anche riscontrate delle criticità già rilevate nei precedenti bilanci che si riferiscono agli anni 2015-2016-2017 mentre nel bilancio 2018, pur essendo state apportate delle rettifiche ai valori del Fondo Ammortamento di alcune categorie di beni le stesse non riportano i valori attesi da poter considerare superati i rilievi mossi sui criteri e metodi contabili operati nelle procedure degli ammortamenti. Difatti la bocciatura dei bilanci dell’Azienda ospedaliera è avvenuta anche con il “no” espresso dal Collegio Sindacale. La stessa “censura”, compresa quella del parere non favorevole espresso dai revisori è avvenuta da parte del Commissario Longo anche per il bilancio d’esercizio 2019 a causa di una perdita d’Esercizio sia pure minore rispetto all’anno precedente.

SUL NUOVO ATTO AZIENDALE  LA CISL MEDICI ATTACCA TUTTI E CHIAMA IN CAUSA IL COMMISSARIO LONGO

SUL NUOVO ATTO AZIENDALE LA CISL MEDICI ATTACCA TUTTI E CHIAMA IN CAUSA IL COMMISSARIO LONGO

Questa volta è la Cisl –Medici a sparare a zero “sulle contraddittorie osservazioni del Rettore dell’Università “Magna Grecia” prof. De Sarro sul nuovo atto aziendale redatto dal Commissario Giuliano da suscitare una serie di reazioni anche universitarie in quanto ritenuto in violazione sia delle norme che della programmazione regionale“. Scalpore ha anche destato lo scontro, sempre sull’atto aziendale, tra lo stesso Rettore dell’Ateneo ed il Commissario straordinario dell’Azienda “Mater Domini” Giuliano. Per la Cisl Medici “La Università, da componente indipendente del sistema diventerebbe parte dominante, configurandosi la fine delle prerogative del Servizio Sanitario Nazionale, fermo restando per quest’ultimo tutti gli obblighi connessi al finanziamento”. Comunque, già in passato la Cisl-Medici aveva alzato la voce, producendo numerose osservazioni e contestazioni al provvedimento aziendale deliberato nel mese di aprile con atto n.238. Per cui,al momento,per la Cisl - Medici “la vicenda ha assunto un aspetto grottesco che vede protagonista addirittura lo stesso Rettore della Università prof. De Sarro” la cui condotta poco lineare sull’atto prima condiviso, poi bocciato ,successivamente oggetto di rilievi, contro legge, appare incomprensibile“. A tal proposito la Cisl - Medici “ritiene incoerente anche lo stesso comportamento del Commissario Straordinario che sembra aver recepito nella quasi totalità le richieste del Rettore, evidenziando anche gli aspetti controversi dell’importante documento organizzativo. La Cisl - Medici ha anche “stigmatizzato il comportamento dei vertici Aziendali ed Accademici sulla redazione dell’Atto Aziendale riservandosi, in caso il Commissario ad acta Longo non provveda al ripristino corretto di principi e norme ,il ricorso ai Ministri competenti ed all’Autorità Giudiziaria” . “Panorama Sanitario,per correttezza e serietà professionale,attenendosi alle notizie pubblicate sul nuovo Atto Aziendale dell’Azienda “Mater Domini” ,ha ritenuto doveroso riportare anche la protesta della Cisl - Medici che ha riguardato soprattutto i medici ospedalieri che lavorano nel Policlinico universitario a cui occorreva dare un riconoscimento per il lavoro svolto, costituendo anche una solida piattaforma all’interno dello stesso Policlinico universitario. E’ un momento difficile quello attualmente vissuto all’interno della stessa Università “Magna Grecia”,che occorre valutare alla luce della realtà, a cui dovrà far testo anche il nuovo atto Aziendale, ponendo su di un immaginario tavolo anche la volontà di evitare mortificazioni a danno della stessa classe medica ospedaliera che lavora nelle varie strutture del Policlinico universitario. Riteniamo che di tanto se ne farà carico lo stesso Rettore dell’Ateneo prof. De Sarro in quanto non intenderà mortificare proprio i medici che si sono formati, professionalmente, nell’Ateneo , a cui è stato poi consentito di lavorare nel Policlinico mettendo a frutto la capacità e la esperienza acquisita in anni di lavoro.

IL NUOVO ATTO AZIENDALE DEL “MATER DOMINI” "MORTIFICHEREBBE" I MEDICI CHE LAVORANO NEL POLICLINICO

IL NUOVO ATTO AZIENDALE DEL “MATER DOMINI” "MORTIFICHEREBBE" I MEDICI CHE LAVORANO NEL POLICLINICO

Dopo che la proposta del nuovo atto aziendale del “Mater Domini” recepisce le ultime modifiche richieste dal Rettore dell’Università prof. De Sarro di “ospedaliero” è rimasto ben poco “da mortificare totalmente la professionalità dei medici ospedalieri che lavorano da diversi anni nel policlinico universitario da costituire anche la spina dorsale dell’assistenza prestata nell’Azienda “Mater Domini”. Ad evidenziare tale situazione sono i sindacati della categoria i quali ritengono che “ medici ospedalieri si vedono relegati a poter accedere ad appena tre strutture complesse su 43 in quanto 38 delle quali sono ad esclusiva Direzione universitaria mentre le strutture cliniche a valenza dipartimentale riservate agli ospedalieri sono appena 3 su 10, di cui 8 riservate ai docenti universitari, mentre le 16 strutture semplici potranno essere a direzione sia universitaria che ospedaliera. E’ stato anche fatto notare che “ dentro l’attività condotta dai medici ospedalieri dell’Azienda “Mater Domini” ci sono decine di migliaia di pazienti presi in carico ,con procedure assistenziali ad altra complessità ,professionalità e competenze sviluppate negli anni .Difatti, non a caso la dinamica così preconfezionata discute di merito senza mai parlare di metodo. Come, in sostanza, i medici ospedalieri potrebbero accettare una simile stortura ? Né, di fatto, è possibile citare la legge 517 che risale ad un decennio addietro, con un accordo Regione-Università che pur scaduto non è stato mai rinnovato “. Si tratterebbe, per i medici ospedalieri, “di un declassamento inaccettabile specie se si rapporta al grande lavoro svolto dal Docente nel creare una squadra di medici che sapesse e potesse intervenire anche in assenza del titolare con le medesime qualità nonché alle criticità accusate dal sistema assistenziale sanitario”.

A METÀ GIUGNO S’ERA GIÀ VACCINATO IL 30% DEI CALABRESI

A METÀ GIUGNO S’ERA GIÀ VACCINATO IL 30% DEI CALABRESI

Con i vaccini ci si sta avviando alla normalità con un saliscendi di dati che fotografano numeri, che confermano lo sforzo che anche in Calabria si va conducendo contro il Covid. Difatti, dal monitoraggio aggiornato, sino a metà giugno s’era già vaccinato il 30% dei calabresi. Una percentuale perfettamente in linea con quella della popolazione nazionale Tutto ciò mentre serpeggiano i dubbi sui tempi della seconda fase per gli under 60. Anche se i numeri che riguardano sia i contagi che decessi sono in fase decrescente, occorre rispettare sempre le norme che vietano, soprattutto, assembramenti nei periodi estivi con la complicità delle belle giornate.

INTERESSANTE CONVEGNO A CATANZARO SULLE MALATTIE RENALI

INTERESSANTE CONVEGNO A CATANZARO SULLE MALATTIE RENALI

La dimensione epidemiologica delle malattie renali e le annesse tematiche fisiopatologiche , cliniche e terapeutiche è stata al centro di un interessante convegno, svoltosi a Catanzaro, promosso ed organizzato dal Comitato speciale prevenzione Malattie renali in occasione della giornata mondiale del rene. Il dibattito sul tema “vivere bene con la malattia renale” s’è sviluppato con il confronto di esperti altamente qualificati, i quali hanno fornito il loro prezioso apporto anche in materia di malattie renali croniche. A coordinare i lavori il dirigente nazionale dell’Associazione Emodializzati Dialisi e Trapianto Pasquale Scaramozzino. Tra i relatori il Presidente della Società Italiana di Nefrologia della Lombardia dott. Giuseppe Rombolà , il Direttore del Centro Regionale Trapianti dott. Mancini, il Direttore del Reparto Nefrologia e Dialisi dell’ospedale “Pugliese” dott. Chiarella , il Direttore f.f. del Reparto Nefrologia Dialisi e Trapianti dell’Ospedale di Cosenza dott. Papalia, la dietista del “Pugliese” dott.Capellupo, la vice segretaria dell’Associazione regionale Dializzati dott. Larosa e lo psicologo consulente dell’Associazione calabrese Dializzati dott. Pelle. Ai lavori del Convegno hanno anche partecipato il Commissario alla Sanità Longo ed il Direttore Generale del Dipartimento Salute dott. Brancati.

AD AGOSTO IL “PUGLIESE” POTRÀ CONTARE SU DI UN PADIGLIONE  DEDICATO ALLE “MALATTIE INFETTIVE”

AD AGOSTO IL “PUGLIESE” POTRÀ CONTARE SU DI UN PADIGLIONE DEDICATO ALLE “MALATTIE INFETTIVE”

È stata già predisposta una tabella di marcia che resta finalizzata alla realizzazione di un padiglione da utilizzare per le malattie infettive nel “Pugliese”. Pertanto, dovrebbe costituire un preciso riferimento con l’implementazione della Rianimazione, della Sub- intensiva e del Pronto Soccorso. A tracciare le linee del progetto è stato il Commissario straordinario dell’Azienda “Pugliese –Ciaccio” Francesco Procopio il quale ha anche fatto riferimento alla tempistica giusta seguita nell’esecuzione deI lavori, con la rimodulazione del progetto lasciando intravedere anche un miglioramento della situazione. La cosa più importante resta quella di definire anche il numero dei posti letto in emergenza per i ricoveri attorno alle 20 unità. Un padiglione delle Malattie Infettive che in tempi di pandemia costituirà un’occasione utile e cruciale per il futuro da poter assicurare anche una risposta sanitaria adeguata alla esigenza dei tempi. Una struttura valida tra le priorità!

L’OBIETTIVO DEL “PUGLIESE-CIACCIO” RESTA QUELLO DI GARANTIRE LA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE

L’OBIETTIVO DEL “PUGLIESE-CIACCIO” RESTA QUELLO DI GARANTIRE LA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE

L’emergenza sanitaria continua ad essere, in Calabria, il…tallone d’Achille di una Sanità, da oltre un decennio in Piano di rientro, già debole prima della pandemia. Pertanto, il progetto che interessa il percorso diagnostico, che resta finalizzato a garantire la continuità assistenziale “oltre” l’ospedale, seguendo un percorso diagnostico terapeutico dedicato ai pazienti con molte criticità, di cui si è assunta la “paternità” il dottor Giovanni Ruotolo, Direttore della Unità Operativa di Geriatrica dell’ospedale “Pugliese”.raffigura un’autentica sfida da garantire l’accennata continuità assistenziale oltre l’ospedale. Un lavoro di “equipe”che ha coinvolto, in termini di formazione, anche due medici, 2 infermieri e 2 assistenti sociali, che mira ad un cambiamento di percorso, sulle richieste di prestazioni sanitarie con un progressivo incremento dei ricoveri ospedalieri di persone anziane, spesso fragili e con più patologie. Per cui occorre evitare che il ricorso all’ospedale sia la soluzione migliore, mentre con tale progetto la migliore garanzia la si ottiene, con la continuità assistenziale nel percorso domicilio–ospedale, col ritorno a casa con l’assistenza sanitaria territoriale. Il progetto ha previsto, in scaletta, anche il “protocollo di dimissioni protette” che prevede il coinvolgimento delle Aziende Sanitarie Provinciali di ogni capoluogo, dei medici di base, con un’attività sinergica indispensabile per raggiungere gli obiettivi prefissati. Il blocco dei ricoveri ospedalieri, a causa della pandemia, ha consentito di eseguire il meccanismo delle dimissioni “protette”, considerato essenziale per garantire la continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Tale obiettivo potrà essere raggiunto solo attraverso un nuovo concetto di sistema o di integrazione ospedale-territorio. Pertanto,sono tutti elementi che richiederanno un percorso lungo e complicato che potrebbe anche diventare una sfida a tutela della stessa salute.

L’EPIDEMIA DA COVID 19 HA AMPLIFICATO I DIFETTI ANCHE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

L’EPIDEMIA DA COVID 19 HA AMPLIFICATO I DIFETTI ANCHE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

L’epidemia da Covid 19 ha ha inferto un duro colpo al Sistema Sanitario Nazionale da amplificare i difetti sino ad evidenziare gli stessi limiti del sistema anche a causa di alcune innovazioni rimaste, a distanza di anni, sulla carta, quale, ad esempio, quella del potenziamento della medicina territoriale. Pur cui essendo mancata, soprattutto da parte delle istituzioni locali, una visione realistica della politica sanitaria, ha subire, purtroppo, le negative conseguenze sono state anche le Regioni in Piano di rientro, alcune delle quali, come, ad esempio, la Calabria, commissariata da oltre un decennio, vittima di durissimi tagli subiti a causa di una profonda crisi finanziaria, continua ad andare incontro anche ad una forte emigrazione sanitaria. Alla luce di tutto questo, occorre ridisegnare, in Calabria, un nuovo sistema sanitario regionale, con una chiara progettualità, secondo un modello indirizzato alla prevenzione, ad una innovazione tecnologica, soprattutto al superamento delle disuguaglianze tra le stesse Regioni nella ripartizione del fondo sanitario nazionale. La pandemia, che ha rilanciato e legittimato, il ruolo degli esperti, da mettere in campo più vaccini per contrastare sia il virus che le varianti, richiede un coinvolgimento delle stesse istituzioni, in considerazione delle specificità locali. Occorre, pertanto, un tavolo permanente, quale nuovo strumento, capace di generare risultati positivi da affrontare anche le grandi sfide del Servizio Sanitario Regionale ponendo sul piatto di una immaginaria bilancia da una parte il controllo della spesa sanitaria e dall’altra il miglioramento della salute, a cominciare col garantire, prioritariamente su tutto il territorio regionale i Livelli Essenziali di Assistenza. Solo in tal modo potrà anche esserci il ritorno alla normalità con il pianificare ed anche ragionare sulla politica sanitaria. CHI CONTROLLA LA QUALITA’ DELLA SANITA’ REGIONALE IN PIANO DI RIENTRO ? Chi controlla la qualità della Sanità regionale in Piano di rientro ? Se le cure sono sicure ed appropriate; se i servizi offerti ai cittadini rispondono ai canoni di adeguatezza; se i Livelli Essenziali di Assistenza ,rispetto alle altre Regioni sono efficienti ed efficaci e vengono, soprattutto, rispettati ? Qual’ è il ruolo che, attualmente, svolge l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali anche se la stessa era nata per radicarsi sul territorio, monitorare e vigilare, persino sugli interessi dei potentati locali? Almeno in Calabria, l’accennata Agenzia, non essendo partita col piede giusto, sin dall’inizio non ha effettuato interventi di rimodulazione e riqualificazione di strutture ospedaliere né è stata coinvolta a vigilare sulla riorganizzazione delle strutture sanitarie interne né sull’andamento economico-finanziario delle Aziende da controllare anche i bilanci di ognuna, in collaborazione con la Corte dei Conti. Difatti, nell’ultima relazione, non erano mancati i rilievi per l’insoddisfacente capacità programmatoria dell’Agenzia che ha accentuato la crescita del disavanzo.

SARÀ DAVVERO UN RITORNO ALLA NORMALITA ?

SARÀ DAVVERO UN RITORNO ALLA NORMALITA ?

Con una campagna vaccinale entrata nel vivo; con le Regioni passate tutte in zona “bianca” e con l’addio al coprifuoco sarà davvero un ritorno alla normalità ? Avrà davvero un significato anche la tranquillità nelle famiglie ? Non v’è dubbio che a tanto ci si è arrivati con le restrizioni imposte dalla pandemia, da consentire anche di spostarci tra le Regioni liberamente e di incontrare altre persone rispettando sempre la distanza minima di sicurezza. Pertanto, dopo quindi mesi, col timore di contagio, rimasti a casa, limitando anche i contatti col mondo esterno, se non quelli assolutamente necessari, tra l’altro vissuti in un clima di incertezza, di angoscia, con situazioni difficili da affrontare, si ritorna alla normalità, con la campagna vaccinale. Ora, di quel passato, resterà solo il ricordo della “gestione” del rientro,senza avere più paura, dopo un lungo periodo di stress, condizionato dagli eventi che ci hanno accompagnato per ben 15 mesi. Il ricordo del dito puntato sulla, cosiddetta “movida” mentre i protocolli per la “gestione” del rientro tardavano ad arrivare o, peggio ancora, ad essere applicati. Anche se i dati dei contagi scivolano nelle pagine centrali dei giornali ed i vaccini occupano gran parte delle nostre conversazioni non dobbiamo, però, commettere l’errore di credere che sia davvero tornato tutto come prima perché occorre sempre fare i conti con le “varianti”, patrimonio di un virus sempre da temere.

TUTTE LE REGIONI ENTRO GIUGNO CON L’IMPATTO DELLE VACCINAZIONI SI TINGERANNO DI BIANCO "INTEGRALE"

TUTTE LE REGIONI ENTRO GIUGNO CON L’IMPATTO DELLE VACCINAZIONI SI TINGERANNO DI BIANCO "INTEGRALE"

L’esodo delle Regioni verso il “bianco” è la conseguenza di una decrescita ormai costante della pandemia con una incidenza nazionale di 32 casi per ogni 100 mila abitanti. Difatti, con il tasso di occupazione delle terapie intensive passato dal 14% al 12%. Pertanto ben al disotto della soglia critica del 30% ,e quello dei reparti ordinari dal 14% all’11% con una soglia di attenzione del 40% anche l’RT scende allo 0,68%. La consistente discesa dei contagi e l’andamento della campagna vaccinale sono i principali ingredienti di un periodo che comincia anche a diventare tranquillo che però non deve spingere ad abbassare la guardia perché deve essere sfruttato per trovarsi pronti anche dopo l’estate. Al momento si stanno vivendo situazioni che lasciano ben sperare per il futuro ,tant’è che negli ospedali resta attivo solo il reparto di Malattie Infettive con diminuzione di ricoveri per covid. Per cui, con i numeri della pandemia che in Calabria continuano a migliorare dopo che le persone che si sottopongono alla vaccinazione sono in crescente aumento ora occorre pervenire alla copertura di gregge con la seconda fase. Pertanto, tutto ciò consente di guardare all’estate con ragionevole tranquillità, da cacciare anche le previsioni più pessimistiche da parte di chi ritiene ancora possibile un colpo di coda dell’epidemia in autunno. Comunque, al momento, non sembrano esserci le basi per un rialzo imminente dei contagi. La campagna vaccinale resta sempre tra le priorità perché le varianti” ,in campo,impongono prudenza, dal momento che nascondono sempre…l’imprevedibile. Ora occorre, col drastico ridimensionamento dei contagi, anche l’attuazione di un piano di riordino della rete ospedaliera, approvato dall’ex commissario alla Sanità Cotticelli, ma, che dopo un anno, resta ancora “congelato”, con il rialzo dei posti letto in Rianimazione e Terapia Intensiva per farsi trovare sempre pronti in caso di emergenza come la creazione a settembre di un”Pronto Soccorso” in un padiglione del “Pugliese” dedicato al covid

Nuovo Atto Aziendale potenzia i servizi sanitari e ripristina reparti chiusi nel presidio di Lamezia

Nuovo Atto Aziendale potenzia i servizi sanitari e ripristina reparti chiusi nel presidio di Lamezia

COMUNICATO STAMPA Asp Catanzaro: nuovo Atto Aziendale potenzia i servizi sanitari e ripristina reparti chiusi nel presidio di Ospedaliero di Lamezia Terme (ASP) - Lamezia Terme, 9 giugno 2021 – Il nuovo Atto Aziendale varato dalla terna Commissariale dell’Asp di Catanzaro, guidata dal Prefetto Luisa Latella, ed in fase di valutazione da parte del Commissario ad Acta Prefetto Guido Longo, ha come obiettivo di riportate ordine all’interno del sistema assistenziale sanitario nella provincia di Catanzaro, mettendo al centro il cittadino, con l’intento di potenziare la rete dei servizi di prossimità. Inoltre viene ridata dignità ai tre presidi ospedalieri presenti sul territorio, adottando un modello dipartimentale onde consentire la razionalizzazione delle risorse umane, tecnologiche e strutturali disponibili, ma soprattutto vengono valorizzati servizi precedentemente soppressi senza motivo ed il tutto a vantaggio dei cittadini. Questo nuovo Atto Aziendale, una volta approvato dal Commissario Longo, andrà a sostituire quello attualmente in vigore che era stato realizzato e approvato dalla gestione sciolta per infiltrazione mafiosa. Andando nello specifico, con il nuovo Atto Aziendale nel livello territoriale si è adottata la medicina di prossimità grazie alla struttura dei Poli Territoriali e UCCP ed AFT ricadenti nei Distretti Sanitari, questo permette di ascoltare i bisogni della popolazione assistita attraverso un “ponte” che colleghi il territorio alla struttura sanitaria dove l’assistito ha la migliore erogazione in sinergia con la parte ospedaliera. Viene riorganizzata la rete dei laboratori, in osservanza al DCA 62/2020, ripristinando il servizio di Microbiologia e Virologia nell’ambito del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme, salvaguardando le attività di Laboratorio di Patologi Clinica del PO di Soverato, cosi come quelle Presidio Ospedaliero di Soveria Mannelli. Inoltre sarà potenziata la cardiologia del Presidio Ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme con l’attivazione dell’Elettrofisiologia e della riabilitazione cardiologica presso il Presidio Ospedaliero di Soveria Mannelli, presso cui sarà realizzato il reparto per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentari H24, fortemente voluto dal Direttore Sanitario Aziendale Dott. Ilario Lazzaro, implementando un percorso diagnostico terapeutico assistenziale, multi-professionale e multidisciplinare. E ancora: nel Presidio Ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme verrà ripristinato anche il reparto di Malattie Infettive così come previsto dal DCA 64/2016, che la precedente gestione aveva soppresso senza motivo. E’ prevista nell’ambito Riabilitazione e Centro Protesi INAL la degenza ordinaria, grazie anche alla collaborazione scientifica l’U.O. Medicina Fisica e Riabilitativa della Azienda Ospedaliera Universitaria “Mater Domini”. Inoltre nell’Atto Aziendale, nell’ambito del Dipartimento Materno-Infantile, è stata rivolta una particolare attenzione al ruolo dei Consultori che, anche nel periodo COVID, hanno assicurato la realizzazione di percorsi di prevenzione, diagnosi e cura, al fine di garantire la tutela della salute della donna e dell’unità madre-neonato, contribuendo così a contenere, per quanto possibile, l’afflusso ai PS dei Presidi Ospedalieri. Nel Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze trovano nuova allocazione i servizi di Neuropsichiatria Infantile secondo quanto riportato dalla Presidenza Consiglio dei Ministri Conferenza Unificata Rep. Atti n. 4/CU del 24.01.2013. Sicuramente è un Atto Aziendale molto articolato e complesso, considerata la gestione di un territorio molto vasto, che ha il suo punto di forza nella valorizzazione delle competenze tecnico-professionali, nel potenziamento delle attività di prevenzione e dell’emergenza urgenza e nell’integrazione sinergica ospedale territorio. Certamente può essere ulteriormente migliorato, ma ciò è possibile solo attraverso una riorganizzazione regionale del sistema sanitario che riveda il ruolo fondante del territorio. F.to la Commissione Straordinaria ASP di Catanzaro