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ALL’OSPEDALE “PUGLIESE” C’E’ L’ECCELLENZA PER PAZIENTI EMODIALIZZATI, IN DIALISI O TRAPIANTATI

L’Eccellenza del “Pugliese” sta emergendo anche nel Centro Dialisi ,utilizzando la chiave di lettura dei numeri ,dai quali è possibile anche trarre come ed in che modo vengono eseguiti i trattamenti dialitici su pazienti acuti ricoverati in tale reparto. Ciò a conferma che la buona Sanità è facile riscontrarla là dove prevale con la professionalità ,anche l’esperienza finalizzata alla cura dei pazienti critici . Questa volta a sottolineare l’Eccellenza riscontrata al “Pugliese” nel Centro Dialisi, è l’Associazione Nazionale per i Pazienti Emodializzati, in Dialisi e Trapiantati , con una apprezzata citazione al grande lavoro svolto, in emergenza, nell’accennato Centro Dialisi diretto dall’equipe del dottor Salvatore Chiarella. Pertanto,dai numeri dei trattamenti dialitici eseguiti su pazienti critici nel 2020 sono stati eseguiti circa 12 mila prestazioni Nello stesso Centro ,il personale della Nefrologia ha eseguito, per i dializzati ed i trapiantati anche i tamponi anti Covid 19.

IL NUOVO COMMISSARIO DELL’ASP DI CROTONE APPENA INSEDIATOSI HA SUBITO DATO PRIORITÀ A VACCINAZIONI

Il nuovo Commissario straordinario dell’Azienda Provinciale di Crotone dottor Domenico Sperlì, da manager di estrazione sanitaria, scelto dal Commissario della Sanità Longo, al vertice di un’Azienda sanitaria con alle spalle situazioni e problemi di non facile soluzione, appena si è insediato ,ha subito interpretato con ruolo assegnato anche il compito che in questo particolare momento, con una pandemia galoppante, avrebbe dovuto svolgere tant’è che si è subito preoccupato dell’apertura di un Centro vaccinale anti-Covid, discutendo, al tempo stesso, con i vertici dell’Azienda e del Presidio Ospedaliero sulla necessità di procedere all’apertura dell’accennato Centro vaccinale allestito nei locali della stessa Azienda Sanitaria Provinciale. Pertanto,utilizzando una macchina in grado di analizzare 96 tamponi molecolari a ciclo ha potuto assicurare che con tale attrezzatura sarebbe stato in grado di assicurare al territorio autonomia e velocità diagnostica sul fronte della battaglia contro il Covid 19. Trattasi di una lotta che si sta combattendo da poco con il vaccino Pfizer-Bionthec, per cui l’apertura del Centro vaccinale, allestito e potenziato con l’impiego di 11 medici, si è già riuscito a somministrare circa 400 dosi di fiale al personale sanitario sulle 1.175 fornite dalla Protezione Civile. Il Centro vaccinale anti Covid implementerà ulteriormente l’attività appena avrà la possibilità di ottenere altre dosi. Da tale “presentazione”, quale primo atto ufficiale, diventa anche facile valutare con l’esperienza professionale,anche la capacità di fornire il proprio apporto, in prima linea, nella lotta contro il Coronavirus!

SULLA CARENZA DI MEDICI DEL SERVIZIO “118” CI SAREBBE MOLTO DA RACCONTARE!

La carenza di Medici convenzionati con il Servizio “118” ha provocato anche una sosta forzata delle Ambulanze. Difatti dalle 14 medicalizzate, alla data del 14 gennaio se ne contavano solo 11 che,tra l’altro, da circa 9 mesi viaggiano senza medico. Pertanto, la Commissione straordinaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro è stata costretta di dare il, con un avviso pubblico, per l’assunzione a tempo determinato, tramite l’utilizzo di una graduatoria, di dirigenti medici del sistema emergenza-urgenza anche se i medici convenzionati col 118 hanno aperto un contenzioso davanti al Giudice del Lavoro del Tribunale di Lamezia con un esposto sia in Procura che alla Guardia di Finanza dal momento che agli accennati medici convenzionati non solo era stata tolta l’indennità aggiuntiva quanto era stata chiesta anche la restituzione delle somme dal momento che per l’Azienda Sanitaria risultavano indebitamente percepite. Per i medici convenzionati del “118”,che hanno aperto la vertenza, se fosse stata mantenuta l’indennità aggiuntiva la stessa sarebbe costata all’Azienda appena 29 euro all’ora. Ora, invece, l’indennità aggiuntiva da 29 euro è passata a 50 euro che percepiscono non i medici convenzionati del “118” bensì quelli con contratto…”dinamico” che, viceversa dovevano essere utilizzati su attività eccezionali legate all’emergenza Covid, non per coprire i vuoti dell’organico del Servizio “118”. Difatti, tra vuoti di organico e vertenze, mentre un numero di ambulanze restano in sosta forzata ,le altre continuano a viaggiare senza medico ,per prestare soccorso a chi ne ha assoluta necessità! Pertanto tra denunce alla Procura, alla Guardia di Finanza ed al Giudice del Lavoro le ambulanze restano ferme ,e le poche che circolano sono anche senza la presenza di un medico. Ed il “118” resta solo da immaginare a servizio del “Pronto Soccorso”! Per cui anche il servizio “118”, almeno sul vasto territorio della Provincia di Catanzaro, è stato fatto rientrare sul circuito di una emergenza con ambulanze, senza medico ! Cosa ne pensano, di tale situazione, il Commissario alla Sanità Longo ed il Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute Bevere ? Alla ex Prefetto La Tella ,riconfermata Commissaria dell’Azienda Provinciale di Catanzaro ,ed agli altri due Commissari ,spetta il compito di garantire ,con un adeguato personale medico,anche il servizio del “118”.

TRA I PROPOSITI DEL NEO COMMISSARIO FIGURA LA ELIMINAZIONE DEI PRIMARI “DOPPIONI”

Che le idee ed i propositi del neo Commissario del Policlinico Universitario, sotto taluni profili sia organizzativi che economici possono anche giustificare il ricorso ad un nuovo atto aziendale per pervenire alla eliminazione di primari “doppioni” presumibilmente è una materia che riguarda la conduzione, da parte della Università, della rete che interessa la programmazione dell’assetto sui “primariati”. Difatti, con bilanci, risalenti anche al passato,”bocciati” e con le disfunzioni organizzative accertate e con un disavanzo addebitato a spese non in linea ,di cui abbiamo fatto riferimento nella stessa pagina, occorreva anche dare una svolta decisa e coraggiosa, da invertire anche il senso di marcia. Pertanto la predisposizione di un nuovo atto Aziendale con il preciso obiettivo di ricomporre i primariati, da poter risolvere ,in tal modo, anche i problemi di “duplicazione “di primari istituiti all’interno dello stesso Policlinico universitario, c’era l’assoluta necessità di tirar fuori un nuovo Atto Aziendale, da rivedere, in tal modo, la situazione, attenendosi sia ai limiti che alle linee guida ministeriali dettate per i Centri Hub come lo è anche il Policlinico universitario. Non sarà un problema di facile soluzione che va affrontato anche d’intesa con lo stesso Rettore della Università sia pure attraverso la predisposizione di un nuovo Atto Aziendale. Comunque ,in questa fase iniziale, emergono anche soluzioni da adottare ad atavici problemi, per eliminare soprattutto, con le disfunzioni organizzative anche le accertate spese non in linea con il bilancio.

SULLA IMMAGINARIA “PISTA” DEL CAMPUS CON L’ULTIMO…”VOLO” È ARRIVATO GIUSEPPE GIULIANO

Giuseppe Giuliano, ultimo dei Commissari straordinari a cui il Consiglio dei Ministri ha assegnato il compito di manager del Policlinico Universitario appena s’è insediato, è andato incontro ad una sgradita “sorpresa” raffigurata dalla “bocciatura” del bilancio risalente al 2018, con perdite per 15 milioni di euro, presumibilmente provocate dalle disfunzioni organizzative a causa di spese non in linea. Difatti, dalla chiave di lettura del bilancio lo stesso Commissario Giuliano ha già avuto la possibilità di notare che l’accennata perdita ha, purtroppo, anche evidenziato, come ha tenuto a rimarcare Longo, Commissario straordinario alla Sanità per la conduzione del Piano di rientro -“la mancata coerenza con gli obiettivi dell’equilibrio economico-finanziario sanciti nell’Intesa Stato-Regioni del 2005 tant’è che l’Azienda Universitaria non ha operato nel rispetto delle disposizioni sul contenimento della spesa delle consulenze sia sanitarie che non sanitarie per l’anno 2018 e della spesa per il personale“. Pertanto, per il Commissario Longo “anche il valore degli ammortamenti non risulta essere corrispondente a quello rideterminato dall’Ufficio in fase di verifica, tant’è che le criticità riscontrate sulle procedure operate alla immobilizzazioni materiali nei precedenti bilanci“. Difatti,il bilancio del 2018 aveva già incontrato ostacoli nell’ottobre 2019 con un parere sfavorevole. Pertanto sarà compito di Giuliano, Commissario straordinario del Policlinico Universitario ad occuparsi anche dei rilievi mossi dalla Corte dei Conti e dal Commissario Longo da poter rimuovere anche le criticità che si riferiscono ai precedenti bilanci(dal 2016 al 2019) dando, al tempo stesso, priorità sia alla verifica che al pagamento del debito pregresso pari a 125 milioni di euro. Presumiamo,però che con tali negative premesse si accentueranno anche le distanze finalizzate all’unificazione delle Aziende Universitaria ed Ospedaliera. IL COMMISSARIO GIULIANO, APPENA INSEDIATOSI, S’ E’ POSTO SUBITO AL LAVORO CON IDEE E PROPOSITI DA POTER DARE UNA SVOLTA ALL’ATTUALE SITUAZIONE Dopo aver trovato sul suo tavolo ,con il bilancio del 2018 “bocciato” dal Commissario Longo anche i rilievi mossi dalla Corte dei Conti sulle criticità accusate nei precedenti bilanci a tal punto è stato costretto a far ricorso, con le sue idee e propositi, anche a stilare, in tutta fretta il programma ponendo in scaletta, tra i primi gradini, gli obiettivi da raggiungere, dando, soprattutto, priorità ad un nuovo, aggiornato Atto Aziendale, ritenendo, in tal modo, con una chiara visione del lavoro da svolgere, di avere la possibilità, in tempi ragionevoli, di dare risposte adeguate alle criticità ai bilanci mosse sia alla Corte dei Conti che, in prima battuta, dal Commissario Longo con la bocciatura del bilancio del 2018. Difatti, tra i posti di una immaginaria scaletta delle priorità, ha individuato con il miglioramento strutturale, anche di poter raggiungere taluni obiettivi, quale, ad esempio, la realizzazione di un Pronto Soccorso, ritenuto indispensabile in un Policlinico Universitario presumibilmente, individuando anche l’area da utilizzare da consentire il rapido accesso a tale fondamentale struttura finalizzata all’emergenza.

CI SARÀ MOLTO DA FARE SULLE CRITICITÀ ACCUSATE DELLA SANITÀ CALABRESE

Chi si occupa professionalmente di informare l’opinione pubblica sulle tante diagnosi fatte che hanno interessato le criticità, purtroppo anche facilmente riscontrabili sull’intero pianeta della Sanità calabrese deve essere anche nelle condizioni di utilizzare un linguaggio che deve restare finalizzato al miglioramento della situazione. Pertanto,anche se è compito di chi si occupa di Sanità individuare la terapia giusta è altrettanto, però necessario anche dare sostanza ai fatti da consentire ai calabresi di curarsi la salute nella loro Regione. Cosa, tra l’altro, possibile sempre che per la Sanità alle enunciazioni seguono i fatti. Difatti, se insistiamo, pur non avendo ancora avuto la possibilità di incontrare il Commissario alla Sanità Longo, ciò lo è perché abbiamo già avuto certezza sulla sua disponibilità di affrontare, situazioni e problemi. sia con la capacità che con la determinazione nell’esclusivo interesse di migliorare lo stesso sistema sanitario. Pertanto, consapevole dell’interesse che accomuna gli intenti del Commissario Longo che riguardano un costante aggiornamento soprattutto su talune situazioni che lo riguardano, “Panorama Sanitario” a tal punto si permette di porre su di una immaginaria scaletta anche la traccia(che tale, purtroppo, è rimasta!) di un decreto emesso dal Primo Commissario delegato dal Governo alla conduzione del Piano di rientro sin dal lontano 18 ottobre 2010 col quale veniva previsto, con il riordino della rete Urgenza-Emergenza anche quello delle strutture attinenti alle Centrali Operative “118”, all’Elisoccorso, alle Postazioni di Emergenza Territoriale, ai Punti di Primo Intervento, da assicurare, in tal modo, anche una continuità assistenziale sull’intero territorio. Purtroppo, anche dopo un decennio lasciato alle spalle ancora mancherebbe lo schema operativo di una nuova rigenerata rete ospedaliera, con dentro sia gli Ospedali sede di HUB che di SPOKE, né di Ospedali Generali e di Montagna da migliorare, in tal modo, anche i percorsi Assistenziali quali, ad esempio, quelli che interessano la semplificazione degli accessi alle prestazioni, con conseguente appropriatezza della spesa sanitaria, con un progetto organizzativo in modo da garantire a tutti i cittadini adeguate risposte sanitarie. Pertanto, alla soluzione di tali problemi ,certamente sarà interessato, con il Commissario Longo, anche il Direttore Generale del Dipartimento Tutela Salute Bevere, dal momento che sono situazioni che meritano la massima attenzione anche da parte dell’accennato Dipartimento. Per cui ai decreti emessi,per ottenere credibilità occorre far seguire l’attuazione. Cosa che purtroppo,non è coincisa col decreto emesso dal Commissario al Piano di rientro sin dal 18 ottobre del 2010. Trattasi di una “segnalazione” che “Panorama Sanitario” l’ha indirizzata sia a Longo Commissario che a Bevere, Direttore Generale del Dipartimento Tutela Salute,dal momento che anche un organo di informazione ha il dovere di fare la sua parte, indicando,sia pure con il dovuto garbo ,una traccia di un decreto emesso ,ma che anche a distanza di un decennio s’è, purtroppo, trasformato in…carta straccia!

LA SANITÀ PUBBLICA RESTA ANCORA COLPITA DAI FUMINI ABBATTUTASI SULLA CONDUZIONE DEL PIANO DI RIENTRO

Non v’è dubbio che il Commissario Longo, utilizzando un’immaginaria “cabina” di regia farà di tutto per salvare la Sanità dall’incessante fuoco causato dai rigori del Piano di rientro. Pertanto, siamo certi che, rispetto al passato non gli mancherà, con l’utilizzo del monitoraggio continuo e costante della spesa, anche quello di garantire a tutti i calabresi il diritto, imposto dalla stessa Costituzione, alla tutela della Salute. Difatti, con capacità ed intelligenza, sarà anche in grado di attenersi ai parametri degli indicatori preposti alla vigilanza che resta finalizzata sulla erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, perché tale dovrà costituire la premessa, per una realistica conduzione del Piano di rientro. Dal momento che sin dal suo insediamento da Commissario alla Sanità ha dimostrato esperienza questa volta seguirà, con tempestività, la immaginaria traccia che interessa sia il monitoraggio che il sistema informativo, da tenersi, in tal modo, informato, giorno dopo giorno, come procede, con il recupero del disavanzo, anche la garanzia della tutela della Salute. A tal punto, occorre però fare anche una premessa, che interessa la revisione dello stesso Piano di rientro, da poter ottenere, in tal modo, con la stessa revisione sia una realistica proiezione generale del sistema sanitario collegato alla conduzione del Comparto della Sanità, tenendo però sempre sotto controllo sia la spesa che l’accennato diritto dei cittadini di avere garantita la cura della Salute. Pertanto, rispetto al passato, siamo certi che il Governo ha affidato a Longo, da Commissario, la “regia”, da poter condurre il Piano di rientro, sino ad eliminare il persistente cortocircuito a danno della Sanità. Longo, pertanto, dovrà evitare che per una carenza degli aspetti organizzativi del sistema sanitario, vadano danneggiate anche le linee di indirizzo organizzative. Per cui da Longo, Commissario, a differenza dei predecessori, si attende ,con la graduale sistemazione del disavanzo, da tenere sempre sotto controllo la spesa, anche ridurre, all’indispensabile sia i “tagli” che un ossessivo turnover. Poiché riteniamo che Longo, dopo essersi accertato che sull’intero territorio calabrese sia anche possibile garantire, con i Livelli Essenziali di Assistenza, anche la universalità del diritto di cure, farà di tutto per scongiurare, in tal modo, l’abbassamento degli standard sia di qualità, che di efficienza oltre che dare sicurezza ai servizi sia ospedalieri che territoriali. Difatti, dopo essersi immedesimato della situazione, sarà certamente in grado di dimostrare anche l’avvio di un processo sia di risanamento che di una organizzazione strutturare del sistema sanitario. Pertanto l’obiettivo prioritario resta quello del rientro del disavanzo pregresso ,cercando, possibilmente di utilizzare, solo in casi estremi, la “forbice” da ridurre al minimo i “tagli” lineari e lo stesso turnover.

CONTINUA LA “FAVOLA” SULLA COSTRUZIONE DI NUOVI OSPEDALI CON UN PERCORSO ANCORA TUTTO IN SALITA !

Tra ospedali, da oltre un decennio chiusi o in parte utilizzati a.… mezzo servizio, solo da “parcheggio” momentaneo di malati, in attesa di un posto letto in un ospedale, purtroppo ancora non c’è traccia sulla costruzione di nuovi ospedali (Sibaritide, Vibo Valentia, e Gioia Tauro). Pertanto, tali insediamenti, finanziati e progettati da diversi anni, al momento sono solo rientrati nel libro delle...“favole”. Difatti, se la Calabria, ha avuto assegnati i colori dal “rosso”,all’”arancione “con le ben note conseguenze, ciò va addebitato soprattutto alla mancanza di posti letto negli ospedali da rendere, in tal modo, difficile anche fronteggiare, con i ricoveri dei contagiati dal virus sia in terapia intensiva e semi intensiva ,che in rianimazione, con una crescente emergenza Covid. Difatti, da oltre dieci anni,parallelamente alla chiusura di ben 14 presidi, sono stati solo emessi con ordinanze e decreti, anche la predisposizione di finanziamenti per la costruzione dei tre nuovi ospedali. Purtroppo,anche dopo aver lasciato alle spalle un decennio abbondante, ,ancora non c’è traccia di ..spiffero di vento che possa sollevare dubbi ed incertezze. Pertanto, mentre il vento continua a soffiare al contrario,diventa anche difficile azzardare qualche previsione se non, il frutto di illazioni. Difatti,se non c’è traccia di appalti, diventa impossibile anche immaginare l’apertura dei cantieri. Per cui,in dieci anni lasciati alle spalle, anche gli stessi decreti non fanno più testo, come dell’utilizzo dei finanziamenti. Pertanto, di tanto in tanto, si continua anche a parlare di inizio di lavori a sproposito, dal momento che manca anche la…sinergia tra i diversi interlocutori anche se costruzione dei tre nuovi ospedali, per il Dipartimento della Protezione Civile costituiva l’aspetto più interessante per garantire alla Sanità della Regione ben mille posti letto. Difatti, dopo un decennio, continua a prevalere il disinteresse per tali nuovi insediamenti, mentre con nuovo Decreto “Calabria” bis si è fatto anche riferimento al recupero dei 14 ospedali ,senza,però,mettere in conto,anche le risorse necessarie per tale riutilizzo !

IN CRISI CON LA PANDEMIA ANCHE IL SISTEMA DI SALUTE MENTALE CON LA CHIUSURA DI UN CENTRO SU CINQUE

Purtroppo, la seconda ondata della pandemia Covid-19, se da una parte ha fatto nascere la prima rete dei Dipartimenti viceversa, dall’altra ha ridotto, anche in Calabria, le attività dei Servizi di Salute Mentale. Pertanto, dai dati emersi da uno studio condotto dalla Società Italiana di Psichiatria il 20% dei Centri ambulatoriali è rimasto chiuso mentre l’altro 25% è stato costretto ridurre anche gli orari di accesso. Difatti, per far fronte a tale difficoltà di funzionamento dei servizi è stata fatta nascere, sull’intero territorio nazionale, la prima rete dei Dipartimenti di Salute Mentale. Per cui è stata la nuova ondata della pandemia, con la conferma dell’emergenza Covid oltre che la carenza sia di personale che delle risorse messe inizialmente a disposizione per la cura della Salute Mentale al momento si è solo riusciti a garantire le visite psichiatriche già programmate ,sia a domicilio che nello studio, per i pazienti più gravi. Pertanto, un po’ in tutte le Regioni le attività hanno avuto una significativa riduzione, come, ad esempio, i consulti psichiatrici ospedalieri, le psicoterapie sia individuali che di gruppo, come gli interventi psicosociali, il monitoraggio di casi in strutture residenziali e degli autori di reato affetti di disturbi mentali affidati dai Tribunali ai Centri di Salute Mentale. Ridotto anche il numero di posti letto a causa della loro riconversione per pazienti positivi al Covid o per garantire una maggiore distanza fisica per i pazienti.

DOPO TANTA OSCURITÀ ANCHE SE GLI ESAMI E LE LAUREE RESTANO ANCORA IN MODALITÀ TELEMATICA !

Non v’è dubbio che c’è il massimo impegno non solo da parte del Rettore ma anche del Senato Accademico che resta finalizzato al ritorno degli studenti nell’Ateneo ,dopo mesi di oscurità sul pianeta dell’Università. Per cui, se ancora si è costretti a frenare l’attività accademica, da fine febbraio invece gli studenti avranno almeno la possibilità di utilizzare sia gli esami che le sedute di Laurea in modalità telematica. Pertanto, resterà ,purtroppo, ancora sospeso sia il ricevimento dei Docenti che gli incarichi di collaborazione degli studenti, a tempo parziale, con il tutoraggio e le attività da svolgere in presenza, che riguardino dottorati, master e Corsi di Alta Formazione. Sono stati esclusi sia i Corsi di Formazione che i convegni. Difatti, sempre nel rispetto di rigide norme anti-contagio, sarà consentito, invece, l’accesso alle biblioteche dell’Ateneo come, al tempo stesso, saranno garantiti tutti i servizi amministrativi. Per cui, l’invito rivolto agli studenti da parte del Rettore De Sarro resta quello di privilegiare l’interazione telematica. Al momento, da tale obbligata stretta, si salvano le attività di laboratorio ,i Corsi per Medici in formazione specialistica, compresi i tirocini, nonché i Corsi di formazione specifica in Medicina Generale ed i tirocini dei Corsi di studio di Area Medica ,Sanitaria e Farmaceutica. Sulla stessa linea ,per quanto attiene alla ricerca ed ai tirocini obbligatori ed indifferibili, non si ferma neppure l’attività istituzionale.

AL COMMISARIO LONGO SPETTA IL COMPITO DI ATTUARE ENTRO 24 MESI I PROGRAMMI OPERATIVI

Il Governo, con il rilancio del Decreto “Calabria” bis, ha assegnato al subentrato Commissario alla Sanità il compito di attuare, nell’arco di 24 mesi, i programmi operativi da tirar fuori la Calabria dal Piano di rientro. Un ruolo importante, quello assunto dal Commissario Longo, avendo già a disposizione un buon numero di personale dotato di un’adeguata esperienza professionale da rafforzare, in tal modo, anche la componente del Dipartimento Tutela della Salute, dal momento che la stessa è da raffigurare come un importante punto di riferimento finalizzato a rafforzare l’intero assetto sanitario territoriale. Pertanto, con tale personale, messo a disposizione della struttura commissariale, Longo disporrà anche dei mezzi ritenuti, al momento, sufficienti, da poter chiudere entro 24 mesi, anche la parentesi del Piano di rientro, dopo oltre un decennio di una fallimentare conduzione. Difatti, da persona intelligente e capace, sarà certamente in grado di assicurare sia sul piano amministrativo che operativo, rapporti di una leale collaborazione con i rappresentanti di tutte le altre Istituzioni,a cominciare dalla Regione, da cancellare anche un passato che ha totalmente stravolto la stessa conduzione del Piano di rientro. Anche se il decreto “Calabria” bis non sia stato totalmente stravolto, rispetto alla prima “edizione” ,gli sarà possibile anche avviare a soluzione taluni problemi nel contesto di una nuova realtà. Difatti, la stessa scelta di Procopio,certamente coinciderà anche con il superamento, sia pure graduale, dell’emergenza. Ciò che, pertanto, dovrà emergere resta finalizzato ad una riorganizzazione di una rete socio-sanitaria efficiente, da coinvolgere anche l’intero territorio, da contrastare, nel limite del possibile, anche la corsa ai “Pronto Soccorso“ degli ospedali.

IL COMMISSARIO PROCOPIO HA RICONOSCIUTO ANCHE IL LAVORO SVOLTO DAL SUO PREDECESSORE ZUCCATELLI

Procopio, subentrato, da Commissario, al “vertice” di una importante Azienda Ospedaliere,,dimostrando serietà e correttezza nel suo comportamento ha subito riconosciuto l’importante il lavoro svolto dal suo predecessore Giuseppe Zuccatelli, facendo riferimento anche ai posti letto incrementati durante la pandemia, andando anche oltre le misure previste dal Piano regionale sia per le Malattie Infettive che per la Terapia Intensiva. Difatti, l’attuale Commissario, ha dato merito a Zuccatelli per aver definito anche i percorsi Covid da rendere in tal modo anche sicuro l’accesso, per chi ha le patologie extra Covid. Un impegno, quello assunto da Zuccatelli che ha consentito, dopo una serie di contatti con il prof. De Sarro, Rettore della Università “Magna Grecia” di avviare il trasferimento di alcuni reparti nel Corpo “C” del Policlinico universitario, ponendo in scaletta l’attivazione dei reparti quali, ad esempio, la Neurochirurgia, l’Ortopedia, la Maxillo Facciale, l’Otorinolaringoiatria, l’Urologia e la Chirurgia Plastica, mentre nel Corpo “A” con, la dotazione di altri 10 posti letto per pazienti Covid ha consentito una dotazione finale di ben 40 posti letto. La qualcosa non potrà che agevolare anche il lavoro di entrambi gli ospedali. Per cui, il subentrato Commissario ha avuto anche modo di apprezzare il lavoro svolto ,con serietà d’intenti da Zuccatelli che con coraggio e capacità, nei momenti più difficili della pandemia, in una Regione con il “marchio” di Zona “rossa” ciò nonostante ebbe egualmente ad assumere la decisione, con la delega anche di manager dell’Azienda Universitaria, di ottenere, dopo una serie di incontri con il Rettore De Sarro, il raggiungimento di una convenzione con la Università con la quale, utilizzando sia il Corpo “C” che quello “A” degli accennati reparti avrebbe consentito di mettere anche un po’ d’ordine in tali reparti. Difatti, s’è trattato di un doveroso apprezzamento, fatto , con serietà d’intenti, dal subentrato Commissario Procopio scaturito da un’attenta valutazione del lavoro svolto da Zuccatelli.

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