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50 sfumature di prevenzione, un anno dopo:più consapevolezza su HPV e vaccino

50 sfumature di prevenzione, un anno dopo:più consapevolezza su HPV e vaccino

16 LILT italiane, grazie al bando del 5x1000 di LILT nazionale, hanno promosso degli incontri di formazione per la corretta informazione su malattie sessualmente trasmesse Milano, 24 novembre 2021 – Un anno di 50 sfumature di prevenzione, il progetto di rete che ha coinvolto 16 LILT del territorio italiano – Ascoli, Bergamo, Brescia, Campobasso, Catanzaro, Como, Genova, Lecco, Lodi, Milano Monza Brianza, Oristano, Pescara, Roma, Sassari, Trento, Varese di cui la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Milano Monza Brianza è capofila. L’attività, nata in seguito alla vittoria del bando per il 5xmille promosso da LILT Nazionale, ha come obiettivo promuovere una corretta informazione e rilevare le conoscenze di docenti, genitori e studenti sulle malattie sessualmente trasmesse e la vaccinazione per l’HPV. “Da sempre, come testimoniano i progetti che LILT condivide con il MIUR, riteniamo la scuola un contesto strategico e prezioso per parlare di salute, tanto più se il tema è complesso e delicato come quello della sessualità in età giovanile e delle eventuali patologie connesse. La ricerca condotta dal Centro di ricerca EngagemindsHub dell'Università Cattolica di Milano, conferma quello che come LILT abbiamo identificato da subito come un problema: le conoscenze di studenti e genitori sul papilloma virus sono insufficienti o non corrette. Quindi, con questo bando 5x1000, che ha visto il coinvolgimento e l’impegno di 16 Associazioni Provinciali LIT, siamo voluti entrare direttamente nelle classi italiane per sensibilizzare e informare in maniera puntuale ma coinvolgente: l’educazione a una sessualità responsabile ha un grande valore per la salute ed è nostro dovere trasmetterla senza tabù” afferma Francesco Schittulli, presidente LILT Nazionale. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con SexPass Education e dal Centro di Ricerca EngageMinds Hub – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Cremona, si è mossa su tre direzioni portanti: sensibilizzazione fra i banchi di scuola, comunicazione e valutazione dei dati, coinvolgendo circa 3.000 studenti delle scuole secondarie, quasi 80 operatori socio-sanitari e LILT, oltre agli insegnanti e genitori degli studenti. “Secondo il rilevamento più recente del Ministero della Salute, per la popolazione target delle 15enni la copertura per il 2020 è stata del 63,8% rispetto al 70,3% del 2019. E per i maschi va ancora peggio con percentuali di vaccinati a ciclo completo del 24,17% nel 2020 rispetto al 32,25% nel 2019. Certamente dietro questa diminuzione ci sono le difficoltà organizzative determinate dalla pandemia, ma è indubbio che ancora molto lavoro resta da fare. Un lavoro necessario e vitale: scegliere la vaccinazione per l’HPV significa essere dalla parte delle ragazze, senza dimenticare i ragazzi” afferma Stefania Piloni, ginecologa e presidente Associazione SexPass. I percorsi di formazione, messi a punto dall’associazione SexPass e gestiti dalla rete LILT, si sono focalizzati sulle tematiche legate alla sessualità e alle malattie sessualmente trasmesse, con un approfondimento sull’HPV. Secondo i risultati dello studio osservazionale, condotto da EngageMinds Hub, l’intervento è stato efficace nel migliorare le conoscenze sull’HPV di tutti e tre i gruppi. Nello specifico, gli studenti e gli insegnanti sono stati i più ricettivi. Infatti, se il 61% degli insegnanti ha dichiarato di credere che i giovani hanno un rischio molto alto di contrarre l’HPV, solo il 6% dei genitori la pensava allo stesso modo. In seguito alle attività di sensibilizzazione della rete LILT, sia il 78% dei docenti sia il 78% dei genitori si sono detti completamente favorevoli a raccomandare la vaccinazione contro l’infezione da HPV. “In un momento delicato come quello che l’intero pianeta sta affrontando, dove i vaccini costituiscono la più efficace arma disponibile per la gestione della pandemia, la ricerca ha evidenziato come i cittadini, sin dalla giovane età, siano sensibili e bisognosi di occasioni di informazione e formazione scientificamente fondate. Occasioni che si rivelano ancora più preziose nella misura in cui sono capaci di accogliere i dubbi della popolazione e rispondervi in modo empatico e al contempo professionale”, dichiara Serena Barello, responsabile scientifico della ricerca e membro del comitato direttivo di EngageMinds Hub. Sul fronte comunicativo, il 79% del campione di ragazzi intervistati ha dichiarato di volerne sapere di più sull’HPV e l’86% sulle malattie sessualmente trasmesse. Il 74% degli studenti pensa che i social possano essere buoni contenitori per ottenere informazioni sugli argomenti legati al mondo salute e, quindi, il 73% crede che gli influencer e i tik toker debbano parlare di HPV. Il 58%, inoltre, seguirebbe una pagina social dove si affrontano argomenti come tumori e salute. Ed è qui che entra in gioco goodvibes.lilt, il canale Instagram dedicato ai ragazzi che si pone l’obiettivo di offrire suggerimenti ai più giovani per scoprire il valore del benessere fisico e mentale. Il canale, nato lo scorso febbraio, ha aiutato nel corso dei mesi gli interventi delle LILT nelle varie scuole italiane e, oggi, conta più di 2.000 follower e 65 post. A conclusione del primo anno di attività, la LILT Milano Monza Brianza ha avviato un contest rivolto alle scuole che hanno partecipato al progetto: “Dimmi che conosci l’HPV senza dirmi che conosci l’HPV (e che sai come prevenirlo)!”. Ai ragazzi è stato chiesto di realizzare un video, una foto o una grafica per descrivere la propria conoscenza sul tema dell’HPV e della prevenzione senza però usare parole come papilloma virus, HPV, prevenzione, tumore, cancro, malattia e morte. Le classi vincitrici, premiate alla fine dell’evento conclusivo tenutosi a Roma il 24 novembre, sono state quattro: tre classi della scuola secondaria di I° grado “Francesco D’Ovidio” di Campobasso e una classe dell’Istituto di istruzione secondaria superiore “Alessandro Greppi” di Monticello Brianza. “In un anno scolastico davvero delicato e complesso, è stato un segnale di grande fiducia nel nostro lavoro l’adesione della rete LILT, delle scuole e dei peer a questo progetto. 50 Sfumature di Prevenzione e Goodvibes.lilt sono la prova che è possibile parlare agli adolescenti di salute e di oncologia, a patto di usare il loro linguaggio, conoscere i loro interessi, sempre nel rispetto dei loro bisogni e dei loro tempi. Perché LILT è anche questo: promuovere tutte le sfumature di prevenzione, cercando vibrazioni positive” conclude Daniela Giangreco, responsabile settore Prevenzione primaria di LILT Milano Monza Brianza. Nel 2022 partirà la seconda edizione di 50 sfumature di prevenzione, il cui focus sarà l’esitanza vaccinale.

Il mese rosa di LILT: visite ed esami gratuiti a bordo dello Spazio LILT mobile e negli ambulatori

Il mese rosa di LILT: visite ed esami gratuiti a bordo dello Spazio LILT mobile e negli ambulatori

Milano, 5 novembre 2021 – Sono passati 30 giorni dall’inaugurazione a Milano e Monza dello Spazio LILT mobile, l’ambulatorio su ruote che permetterà alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Milano Monza Brianza di portare ovunque la prevenzione e la diagnosi precoce oncologica, affiancando il lavoro degli ambulatori che non dispongono di un’attrezzatura diagnostica completa. Nel mese di ottobre, tradizionalmente legato alla prevenzione del tumore al seno, è partito il primo tour della prevenzione dello Spazio LILT mobile con 11 tappe sul territorio di Milano e Monza Brianza e che ha coinvolto sia le aree centrali sia le aree periferiche. Sono state erogate quasi 1500 prestazioni tra mammografie e visite senologiche gratuite, a cui vanno aggiunte le visite senologiche presso gli ambulatori sul territorio di Milano e Monza Brianza, in occasione dell’open day del 23 ottobre, e le visite di prevenzione dei tumori della cute. Complessivamente, i numeri delle prestazioni effettuate hanno toccato i 2000. Dati alla mano, il 0,25% delle visite senologiche, lo 0,38% delle mammografie e il 3% delle visite dermatologiche effettuate hanno richiesto un approfondimento diagnostico. Con questi risultati, soprattutto se confrontati con quelli dello scorso anno, appare sempre più evidente il cambio di passo dei cittadini del territorio verso comportamenti rivolti alla prevenzione e al benessere fisico. Lo Spazio LILT Mobile ora prosegue il suo viaggio della prevenzione affiancando gli ambulatori dell’Associazione ed entrando nelle aziende che lo prenoteranno per il loro welfare aziendale. Le prossime tappe aperte alla cittadinanza saranno dedicate alla diagnosi precoce dei tumori maschili in occasione della campagna Movemen. Oltre alle visite senologiche, dermatologiche e mammografie, a bordo dello Spazio LILT mobile è possibile sottoporsi a visite otorinolaringoiatriche, ginecologiche, urologiche, pneumologiche e di valutazione del rischio cardiovascolare. Inoltre, è possibile effettuare ecografie mammarie e/o ginecologiche, pap-test e test di funzionalità respiratoria. Il tutto è possibile grazie alla presenza di due sale visita indipendenti, attrezzate con mammografo digitale con tomosintesi, ecografo e lettino multifunzione. Per prenotazioni: legatumori.mi.it Contatti stampa LILT Milano e Monza Brianza Ileana Tesoro, ileana.tesoro@legatumori.mi.it, 3200686971 Annunziata Asaro, ufficiostampa@legatumori.mi.it, 3292139846

IL GOLPE SUI MEDICI DI FAMIGLIA CON STIPENDI DECISI DALLE REGIONI

IL GOLPE SUI MEDICI DI FAMIGLIA CON STIPENDI DECISI DALLE REGIONI

Sul distorto pianeta della Sanità calabrese è stato estratto da un immaginario cilindro anche un “golpe” da parte delle Regioni. A quest’ultime dovrebbe spettare l’impegno di assumere decisioni sugli stimando da erogare ai Medici di Famiglia. Si arriverebbe a classificare i medici di famiglia di serie A e di serie B, in tal modo, provocherà anche disparità nell’assistenza ai pazienti, a causa delle risorse disponibili, con trattamenti economici per i camici bianchi che variano da un territorio all’altro. Sembra assurdo, dopo una pandemia che sta lasciando ancora terribili strascichi, che tra i tanti problemi e situazione da risolvere sia saltato fuori addirittura un “Golpe” che solleverà proteste tra i medici bianchi. È quello che prevede un accordo collettivo nazionale per i Medici di Medicina Generale tra l’altro anche approvato dalla Conferenza delle Regioni. Ora si rischia, pertanto di arrivare, quale “ultima invenzione”, ad una medicina di serie A e B. Ma i Medici di Famiglia sono per un contratto unico ed a livelli di assistenza eguale per tutti. Una Medicina di base non potrà disarticolare ulteriormente la sanità nazionale. Nella “bozza” di accordo vengono addirittura introdotti elementi di arretramento retributivo e gestionali. In sostanza a prevalere sono state le vecchie logiche organizzative che, viceversa, nella pandemia si sono dimostrate inadeguate. Ci sarà, pertanto, disuguaglianza anche nel trattamento nell’offerta di salute ai cittadini.

LA RETE ANTI-COVID PER COME FIGURAVA IN CALABRIA NEL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE

LA RETE ANTI-COVID PER COME FIGURAVA IN CALABRIA NEL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE

Poiché sono i numeri quelli che contano, è bene utilizzare tale chiave di lettura. Con l’incalzante Coronavirus era stato impostato il Piano di organizzazione delle terapie sia intensive che semi -intensive con il numero di posti letto, di personale medio, infermieristico e di operatori sociosanitari da inserire nei vari presidi ospedalieri. Per le nuove assunzioni nell’Azienda Ospedaliera di Catanzaro per la terapia intensiva ai 15 posti letto disponibili se ne sarebbero aggiunti 16, mentre 15 per la semi intensiva. Per le nuove assunzioni, figuravano 9 medici, 20 infermieri, 10 operatori sociosanitari per un totale di 39 unità. All’Azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini” ai 18 posti letto già disponibili per la terapia intensiva ne sarebbero stati aggiunti altri 14. Per le nuove assunzioni 11 medici,24 infermieri,12 operatori sociosanitari per un totale di altre 39 unità. All’Azienda ospedaliera di Cosenza ai 34 posti letto già disponibili per la terapia intensiva se ne sarebbero aggiunti altri 19, mentre 28 per la semi-intensiva. Per le nuove assunzioni 34 medici,45 infermieri,23 operatori sociosanitari per un totale di 88 nuove Unità. All’Azienda di Reggio Calabria ai 20 posti di terapia intensiva già disponibili se ne sarebbero aggiunti altri 24 mentre 14 in terapia semi-intensiva. Per le nuove assunzioni :12 medici,27 infermieri e 133 operatori sociosanitari per un totale di 52 Unità. OCCORRE CHE SI GARANTISCA ALLA SANITA’ POSTI LETTO, MEDICI, INFERMIERI ED OPERATORI SOCIOSANITARI Ai numeri di posti letto e di assunzioni di medici, infermieri ed osservatori sociosanitari occorre accertarsi che siano concretizzate con i fatti. Le stesse interessavano anche le cinque aziende sanitarie provinciali, anche in numero consistente. Trattasi di Aziende Sanitarie che coprono un territorio piuttosto vasto che hanno necessità di posti letto, personale medico ed infermieristico come di operatori sociosanitari. Pertanto, dalla consolidata capacità ed esperienza del nuovo Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute, dipenderà anche accertare il reale costo dell’emigrazione dei pazienti, da evitare che possano pesare sul disavanzo della Calabria anche quelli di altri territori. Il nuovo Esecutivo regionale deve fare la sua parte, a differenza dei precedenti, questa volta col piede giusto.

LA LOTTA CONTRO IL COVID -19 PASSA ANCHE DA UNA PIATTAFORMA DI PEPTIDI

LA LOTTA CONTRO IL COVID -19 PASSA ANCHE DA UNA PIATTAFORMA DI PEPTIDI

LA LOTTA CONTRO IL COVID -19 PASSA ANCHE DA UNA PIATTAFORMA DI PEPTIDI, PICCOLE PROTEINE PER COSTRUIRE NUOVI FARMACI E VACCINI. L’IMPORTANTE RISULTATO È STATO RAGGIUNTO DAL TEAM DI RICERCA FRA L’UNIVERSITA’DI TOR VERGATA E LA “MAGNA GRECIA” DI CATANZARO Dalle Università’ “Tor Vergata” di Roma e “Magna Grecia “di Catanzaro è saltata fuori una piattaforma integrata di metodologie finalizzate alla messa a punto di novi prodotti, come peptidi, minuscole catene di amminoacidi (i cosiddetti mattoncini) che compongono le proteine. Potrà essere utilizzata per comporre nuovi farmaci, anti corpi monoclonali di terza generazione ed anche vaccini più facili da somministrare contro il Covid 19, da utilizzare, ad esempio, nei paesi più poveri. È anche servito per ampliare gli strumenti di difesa contro altre malattie o patologie. La ricerca è stata realizzata grazie ai finanziamenti della Fondazione Roma e del Ministero della Università. Ci sono, pertanto, circa 500 farmaci a base di petuli in sviluppo clinico ed oltre 60 già approvati per uso clinico. All’Università “Magna Grecia” di Catanzaro hanno studiato i peptidi identificati all’Università di” Tor Vergata”, osservando che due o tre erano i migliori da utilizzare contro il virus. I due peptidi sono di nuova generazione e sono già stati utilizzati per sviluppare nuovi monoclonali di terza generazione per combattere il Covid 19. L’elevata specificità riduce anche le possibilità di pericolosa interazione farmaco-farmaco. L’ausilio di tecnologie innovative contribuirà a contrastare sia il Covid 19 che le nuove varianti perché potranno trovare approcci più tradizionali al trattamento.

PER LA PROTEZIONE DEL VACCINO SU PAZIENTI ONCOLOGICI LA DOPPIA DOSE RISULTA EFFICACE DEL 94%

PER LA PROTEZIONE DEL VACCINO SU PAZIENTI ONCOLOGICI LA DOPPIA DOSE RISULTA EFFICACE DEL 94%

C ‘è una buona notizia che emerge dallo studio condotto su pazienti oncologici: il vaccino anti Covid è efficace al 94%. È però necessaria la doppia dose. Lo dimostra uno studio tutto italiano dal quale emerge che nelle persone colpite da cancro la risposta immunitaria è sulla sicurezza del vaccino a mRNA. Lo studio condotto presso l’Istituto “Regina Elena” –Università “La Sapienza” di Roma ha arruolato 816 pazienti, in diverse neoplasie solide in particolare tumori della mammella, del polmone e melanoma in trattamento attivo o sottoposti a cure entro sei mesi precedenti la vaccinazione anti-Covid. Tutti i pazienti hanno ricevute entrambe le dosi a distanza di 21 giorni –tiene a spiegare il calabrese prof. Cognetti, professore di Oncologia Medica presso l’Università la “Sapienza” di Roma e Direttore dell’Oncologia Medica del “Regna Elena”. Il tasso di risposta ed il tasso positivo immunoglobuline sono stati misurati in diversi momenti della vaccinazione, prima delle 7 settimane anche dell’inoculazione. Il gruppo di persone era rappresentato da 270 operatori sanitari, sottoposti all’immunizzazione anti Covid con ciclo completo. Il tasso è aumentato nei pazienti oncologici in maniera significativa dal 59 all8% a 21 giorni dalla prima dose, fino a 94% già prima della seconda dose, raggiungendo il 100% in 7 settimane. Tutti i pazienti oncologici vaccinati sono stati eseguiti con frequenti tamponi molecolari. Ciò conferma l’elevatissimo valore della vaccinazione in questa popolazione molto fragili di pazienti.

SI ALLARGA IL NUMERO DELLE OPZIONI TERAPEUTICHE PER I MALATI DI COVID 19

SI ALLARGA IL NUMERO DELLE OPZIONI TERAPEUTICHE PER I MALATI DI COVID 19

DOPO L’OK DI AIFA A TRE FARMACI PER GLI OSPEDALIZZATI SI ALLARGA IL NUMERO DELLE OPZIONI TERAPEUTICHE PER I MALATI DI COVID 19 Dopo l’OK da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco all’antinfiammatorio anakinra e ad altri due farmaci per il trattamento del Covid 19 in pazienti ospedalizzati con polmonite e necessità di supporto respiratorio, l’Aifa ha informato l’Ente Regolatore Nazionale che la Commissione Tecnico–scientifica di Aifa ha valutato, nella riunione dello scorso mese di settembre, le numerose evidenze che si sono rese disponibili all’utilizzo per il trattamento del Covid 19 attualmente utilizzate per altre indicazioni. I nuovi farmaci, pur avendo proprie specificità, si aggiungono nel trattamento di soggetti ospedalizzati, con Covid 19, con polmonite ingravescente sottoposta a vari livelli di supporto che consente la copertura di terapie con ossigenoterapia. Pertanto si è allargato il numero delle terapie con i tre farmaci a copertura del Servizio Sanitario Nazionale.

COINVOLTI 35 CENTRI COORDINATI DALL’ IRCCS SAN MARTINO DI GENOVA

COINVOLTI 35 CENTRI COORDINATI DALL’ IRCCS SAN MARTINO DI GENOVA

COINVOLTI 35 CENTRI COORDINATI DALL’ IRCCS SAN MARTINO DI GENOVA PER LO STUDIO TUTTO ITALIANO DEL VACCINO E LA SCLEROSI MULTIPLA I Pazienti effetti da sclerosi multipla, sottoposti a doppia dose di vaccino anti Covid, presentano alcuni farmaci chi riducono gli anticorpi specifici. Lo dimostra, per la prima volta, una ricerca italiana condotta 35 Centri coordinati dal’Irccs di San Martino di Genova, recentemente pubblicati su di una prestigiosa rivista. Questo è il primo grande studio condotto dopo una fase di un mese della seconda dose di vaccinanti o con Moderna o con Pfizer con una copertura anticorpale elevata contro il Covid 19 nell’ambito dell’OMS. I suoi risultati gettano le basi per la gestione dei pazienti neurologici fragili in trattamento con farmaci che inibiscono il sistema immunitario. I pazienti con SM sono stati, invece, inseriti nella categoria dei pazienti fragili in trattamento con farmaci che inibiscono il sistema immunitario. La sclerosi multipla è una delle malattie auto immune in cui il sistema immunitario aggredisce la mielina che riveste i nervi provocandone un progressivo malfunzionamento e nel tempo la comparsa di disabilità. Al momento non esistono cure definitive, ma terapie che consentono di rallentare il decorso della malattia, quindi la comparsa delle disabilità motorie modulando le attività delle cellule del sistema immunitario. Tali pazienti sono stati inseriti nella categoria di “fragili” con vaccinazione anti. Covid prioritaria. Il “dosaggio” degli anti corpi anti Covid è avvenuto dopo quattro settimane della seconda dose. L’obiettivo prioritario resta quello di verificare che le persone con SM non sviluppino il Covid in forma severa, in particolare quelli che hanno prodotti bassi livelli anticorporali.

LO SCENARIO DELLA EMERGENZA COVID È PER LA TERZA VACCINAZIONE !

LO SCENARIO DELLA EMERGENZA COVID È PER LA TERZA VACCINAZIONE !

Per la terza “ondata” di vaccinazione Covid non sono previsti rinvii per gli operatori sanitari. Nel perseguimento di un’ottica di massima precauzione, la somministrazione di una terza dose di vaccino viene indicata soprattutto per gli ultraottantenni e operatori sanitari, a partire di quelli a maggior rischio. In agenda viene anche indicata prossima la riduzione di una quarantena nelle scuole, che però riguarda i compagni banco. Prorogata al 30 novembre 2021 la validità e la possibilità di rilascio degli anti Covid 19 esenzione della vaccinazione. Per il Direttore esenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza la situazione, sul piano complessivo viene tenuta sotto controllo.

IL DOTT. LAZZARO NUOVO DIRETTORE GENERALE FACENTE FUNZIONI DALL’ASP DI CATANZARO

IL DOTT. LAZZARO NUOVO DIRETTORE GENERALE FACENTE FUNZIONI DALL’ASP DI CATANZARO

È stato il Commissario ad acta dottor. Longo, in mancanza di un quadro chiaro sulle nomine, di avvalersi di uno strumento giuridico che gli ha consentito la proroga del dottor. Lazzaro. In qualità di dirigente più anziano ricoprirà l’incarico di Direttore Generale facente funzioni. Il mandato dovrebbe avere la durata massima di 45 giorni, a meno che non intervengano prima le nuove nomine. Il dott. Lazzaro, arrivato alla nomina nell’accennata Azienda in coincidenza con lo scoppio della pandemia, ha mostrato subito le difficoltà che bisognava affrontare, tant’è che ha riaperto subito i reparti sia di Microbiologia che di Medicina Covid. Tra i risultati raggiunti: il potenziamento dell’Oncologia del Presidio Spoke di Lamezia Terme, attivando anche dei posti letto di ricovero. Ha successivamente messo in sicurezza l’Ospedale di Soverato, con la consegna del nuovo blocco operatorio di Ginecologia, oltre alla ristrutturazione delle sale operatorie di Chirurgia ed Ortopedia. Per rispondere alle necessità della popolazione sulle problematiche legate alla pandemia, ha anche avviato l’attivazione delle USCA e della Centrale Operativa Territoriale, oltre che a potenziare il”118” con nuove e moderne ambulanze e di automedicali. La realtà della Sanità calabrese emerge così anche in positivo. Comunque, restano ancora dei punti critici. Il lavoro dei commissari è stato caratterizzato da aspetti sia positivi che negativi. La stessa gestione della emergenza-urgenza della pandemia è stata fatta coincidere con le vaccinazioni. C’è sempre però il nodo dei bilanci con una progressiva diminuzione del disavanzo.

OCCORRE PASSARE DA MODELLI ASTRATTI ALLA CONCRETA REALTA’ !

OCCORRE PASSARE DA MODELLI ASTRATTI ALLA CONCRETA REALTA’ !

OCCORRE PASSARE DA MODELLI ASTRATTI ALLA CONCRETA REALTA’! È INUTILE FARNETICARE SULLA COSTRUZIONE DI NUOVI OSPEDALI. NECESSARIO, INVECE, “RADDRIRIZZARE” LA RETE DELL’EMERGENZA –URGENZA Della costruzione dei tre nuovi ospedali, anche a distanza di un decennio, si continua solo a sproloquiare. Manca un’attendibile fonte di informazione e si dubita sull’esistenza degli stessi finanziamenti, assicurati dai competenti ministeri su sollecitazione della Protezione Civile. Tre nuovi ospedali, da realizzare su tre distinte aree, avrebbero consentito di ristrutturare la stessa rete sia ospedaliera che territoriale. Di tempo a disposizione, per essere aggiornati sull’iter che stava seguendo tale nuova progettazione, ce n’era abbastanza. Purtroppo, lo si è lasciati alle spalle. Forse è anche mancato l’interesse di avere davvero certezze sull’ apertura dei tre cantieri con conseguente inizio dei lavori. Ora il nuovo Governo regionale dovrà fare chiarezza sui tre nuovi insediamenti, da poter mettere a punto, nel contesto della rete ospedaliera, anche quella dell’emergenza-urgenza che al momento non ha dei precisi punti di riferimento.

NEGLI OSPEDALI CALABRESI C’E’ UN’ALTRA EMERGENZA: MANCANO ANCHE 2.OOO INFERMIERI !

NEGLI OSPEDALI CALABRESI C’E’ UN’ALTRA EMERGENZA: MANCANO ANCHE 2.OOO INFERMIERI !

Dal monitoraggio effettuato tra tutte le Regioni, gli ospedali calabresi all’epidemia del Covid hanno aggiunto un’altra emergenza: la mancanza di duemila infermieri. Il rapporto con il numero di abitanti è pertanto tra i più bassi del Paese, anche se quella dell’infermiere dovrebbe essere la professione del futuro. Una emergenza nell’emergenza, in coincidenza con la medicina territoriale, tuttora in crisi a causa della carenza di organico. Ciò penalizza anche l’assistenza sanitaria, rispetto allo standard previsto per Legge di tre infermieri per ogni posto letto. Il ruolo dell’infermiere, nell’importante complesso della Sanità ospedaliera, evita eventuali carenze, ma deve essere supportato da un organico numericamente e professionalmente efficiente con dotazioni all’altezza di un’assistenza di qualità.