È NECESSARIA LA COLLABORAZIONE CON REGIONE, PROVINCE E COMUNI A TUTELA DELLA SALUTE DI TUTTI

Anche se ad un decennio di commissariamento della Sanità se ne siano aggiunti altri 24 mesi con l’approvazione ,in via definitiva, del Decreto “Calabria” bis, purtroppo non fa più storia perché, questa volta, sin dalla prima uscita, Longo, da Commissario, ha già dimostrato di essersi incamminato sulla strada giusta tenendo conto sia della corretta attuazione del Piano di rientro che l’impegno di garantire a tutti i cittadini calabresi il diritto ad aver tutelata le propria salute per come imposto dalla Costituzione, Pertanto, è bene che anche la scelta dei nuovi commissari da assegnare alle Aziende Ospedaliere e Sanitarie avvenga tenendo conto, soprattutto del rispettivo “curriculum” dal quale ottenere anche certezza dell’esperienza e capacità in materia sanitaria, maturata nel corso degli anni. Per cui è opportuno che i rapporti, in termini di collaborazione, istaurati tra il Commissario Longo ed il Presidente f.f. della Regione Calabria, non si interrompano a solo causa di una disparità di vedute sulla nomina dei nuovi Commissari Straordinari nelle citate Aziende. Pertanto non è sui nomi ma sull’accertata capacità ed esperienza, dei nuovi manager certificata da un adeguato “curriculum”, perché dovrà costituire la premessa essenziale per l’assegnazione ad ogni Commissario straordinario la conduzione dell’Azienda ,sia ospedaliera che sanitaria provinciale. Difatti, anche se presumibilmente scelti dall’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di Direttore Generale delle accennate Aziende, occorre ottenere, anticipatamente, cioè prima della nomina, tale circostanziato “curriculum“. Comunque, sarà lo stesso Commissario Longo, dopo aver raggiunto l’intesa con Spirlì f.f. da Presidente della Regione l’intesa utilizzando la giusta chiave di lettura delle singole candidature, per poter chiudere definitivamente tale parentesi. Che con decreto “Calabria” bis siano stati anche creati i presupporti ,con il contributo dello Stato, ad appianare ,nell’arco di un triennio il disavanzo ,raffigura anche il segnale della chiusura del Piano di rientro. Non v’è dubbio che per il raggiungimento di tale obiettivo c’è anche la necessità di procedere ad un’attenta revisione del Piano Sanitario Regionale, la cui ultima traccia di approvazione risale ad oltre dodici anni addietro, da poter poi consentire sia al Commissario Longo che al Direttore Generale del Dipartimento Tutela Salute Bevere di avere certezza, utilizzando gli Atti Aziendali aggiornati, anche delle accertate esigenze di personale sanitario. Questo, pertanto, è il primo nodo da sciogliere, che consente allo stesso Commissario Longo di ottenere dai nuovi Commissari straordinari delle Aziende ospedaliere e sanitarie anche un rendiconto, nel tempo, dell’attività svolta. Pertanto, lo stesso Piano di rientro dovrà procedere di pari passo anche con i Livelli Essenziali di Assistenza che dovrà costituire la premessa per l’avvio di un nuovo percorso aziendale.

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