A CAUSA DELLA EMERGENZA “CORONAVIRUS” ANCHE L’ONCOLOGIA CAMBIA VOLTO. LE CURE POTRANNO ESSERE EROGAT

Con l’emergenza “Coronavirus” che obbliga di mantenere le distanze tra i pazienti oncologici, è stata anche ridisegnata la rete di assistenza per tali pazienti. Difatti a causa dell’accennata emergenza Covid i medici oncologi sono stati costretti a rinviare visite, terapie, interventi non urgenti, ma da tale stato di cose è stato anche possibile dimostrare che i pazienti oncologici si possono anche assistere in un altro modo, non assolutamente in corsia ,con meno visite ed esami e più attenzione alla qualità della vita. Pertanto, questa è una delle proposte discusse ,nel corso di un Convegno svoltosi a Milano in presenza sia del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri che dei massimi esperti del settore. Per cui è stata ridisegnata anche la rete di assistenza fuori dagli ospedali con la creazione di una nuova figura raffigurata dall “oncologo di famiglia”. Difatti sarà quest’ultimo a visitare, in ambulatorio o negli studi dei Medici di Medicina Generale, già esistenti, anche in Calabria, sul territorio, dove potranno essere somministrati farmaci oncologici orali che ad oggi sono distribuiti solo attraverso le farmacie ospedaliere. Per cui il ruolo potrà essere ricoperto da specialisti assunti o da specializzandi in oncologia ,inserendo gli ambulatori territoriali nelle reti formative delle Scuole di Specializzazione. Questa è un’altra sfida che attende la territorialità della Sanità.

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