ANCHE IN PIANO DI RIENTRO LA REGIONE EBBE EGUALMENTE A SOTTOSCRIVERE UNA CONVENZIONE

Non è più il caso di parlare di storia ,anche se la stessa risale all’aprile del 2012 (anche con una Sanità in Piano di rientro)nel momento in cui ,con un’ordinanza n.27 del 5 2012 il Capo del Dipartimento della Protezione Civile ,con un Protocollo di Intesa, stipulato dal Ministero della Salute e la Regione Calabria e con un Accordo di Programma giustificato dall’emergenza socio-sanitaria nella nostra Regione vennero finanziati gli interventi relativi alla realizzazione di nuovi ospedali della Sibariade, Vibo Valentia ,Piana di Gioia Tauro e Catanzaro per un importo complessivo a carico dello Stato pari a 178 milioni 615 mila 153 euro. Pertanto,la stessa costruzione dei nuovi ospedali sarebbe dovuta avvenire anche con l’accordo sul Piano di rientro del debito del settore sanitario della Regione Calabria sottoscritto il 17 dicembre 2009. Anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze sil dal 26 gennaio 2009 s’era impegnato a provvedere alla erogazione delle somme restanti dietro richiesta del Commissario ad acta ,secondo gli stati di avanzamento dei lavori. L’incarico sia della progettazione che della realizzazione dei nuovi ospedali venne affidato, anche senza gara di appalto, alla Società “Infrastrutture Lombarde”. Difatti,ancora non c’è traccia di inizio dei lavori né di apertura di cantiere anche dopo poco meno di un decennio dalla convenzione. Per cui da storia, la costruzione di nuovi ospedali,s’è trasformata in …favola ! DOPO TRE CICLI REGIONALI LASCIATI GIA’ ALLE SPALLE PRESUMIAMO CHE SIA QUELLO NUOVO, DI PROSSIMA “EDIZIONE”,A TIRAR FUORI DAL SUO PROGRAMMA ANCHE UN SERIO IMPEGNO PER LA COSTRUZIONE DEI NUOVI OSPEDALI Purtroppo, non sono stati ancora sufficienti tre cicli istituzionali a tiratura regionale a trasformare la storia della costruzione dei nuovi ospedali in realtà. Pertanto, continuano a restare, sempre sulla carta , con i nuovi presidi, anche i 900 posti letto,che avrebbero dovuto, viceversa, costituire , con il tanto richiesto ed atteso “patrimonio” ricettivo ospedaliero anche la premessa per la impostazione di una rete di presidi efficienti e funzionali, da coprire le esigenze dell’intero territorio. Presumiamo che anche i commissari alla Sanità che si sono alternati sin dal 2010,per la conduzione del Piano di rientro,.dal momento che anche la realizzazione di tali nuovi presidi sarebbe rientrata nell’accennato Piano. Non v’è dubbio che l’interesse maggiore sarebbe dovuto essere da parte della Regione, perché se il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa coi Ministro della Salute e dell’Economia e Finanza, ne avessero riconosciuta la necessità ciò stava anche ad indicare tale necessità giustificata dalla rimodulazione della nuova rete ospedaliera. Pertanto c’è almeno da sperare che sia da parte del nuovo esecutivo che del Consiglio regionale ci si preoccupi realmente di tali indispensabili realizzazioni.

ANCHE IN PIANO DI RIENTRO LA REGIONE EBBE EGUALMENTE A SOTTOSCRIVERE UNA CONVENZIONE