CON I “PRONTO SOCCORSO” INTASATI ANCHE L’EMERGENZA “118” E’ MESSA MALE

In Calabria ,con i “Pronto Soccorso” intasati e con l’emergenza-urgenza raffigurata dal “118” senza medici ed infermieri e con ambulanze che continuano ancora a circolare con mezzi e strumenti vecchi,la situazione è diventata davvero insostenibile. Le Postazioni di emergenza territoriali sono posizionate male. Il vero problema che non si è inteso ancora affrontare riguarda l’organizzazione dell’intero sistema sanitario calabrese, penalizzato dalla mancanza di risorse. E’ tempo di investimenti importanti tali da procedere con urgenza a nuove assunzioni. Sia il Commissario alla Sanità Longo che il Direttore Generale del Dipartimento Tutela Salute continuano ad imbattersi in un sistema sanitario a macchia di leopardo che non può più essere tollerato. Pertanto sono criticità legate non solo all’aumento dei contagi previsti ma non organizzati,ma anche ai progetti mancanti nel medio e lungo termine. Nella Sanità si continua a navigare a vista, con pochi medici ed infermieri sottoposti a turni massacranti a causa di concorsi non condotti a termine. A tal punto a chi bisogna rivolgersi per garantire a tutti il diritto di aver tutelata la salute, per come imposto dall’art.32 della Costituzione. Entrando nel particolare i posti di terapia intensiva nei vari ospedali, sono poco più di un centinaio mentre si continua, purtroppo, ad assistere alla demedicalizzazione totale del sistema di soccorso. LA DISLOCAZIONE DELLE UNITA’ OPERATIVE DELLA RETE DELL’EMERGENZA-URGENZA NON HA ANCORA DEI PRECISI PUNTI DI RIFERIMENTO Mentre risulta inutile farneticare sulla costruzione di nuovi ospedali dei quali ancora non c’è traccia né di progetti esecutivi né di apertura di cantieri né di riconversione dei presidi chiusi o parzialmente utilizzati a tal punto occorre ed allora è bene almeno individuare dei precisi punti di riferimento della rete emergenza/urgenza finalizzata al salva-vita di quanti, con il determinante apporto dell’accennata rete, riescono a superare il periodo critico raggiungendo, in tempi rapidi, le Unità Operative di alta specialità in grado di affrontare situazioni difficili ottenendo anche dei positivi riscontri. E’ vero che tutto è collegato alla crisi in cui da tempo è incorso il “118”, carente di personale medico ed infermieristico da utilizzare sulle ambulanze, ma trattandosi della dislocazione delle Unità Operative finalizzate alla rete dell’emergenza-urgenza, nel limite del possibile, si tenga anche conto di una migliore dislocazione delle accennate Unità Operative sul territorio. E’ un compito difficile da prevedere anche a causa delle difficoltà ambientali. Comunque chi è preposto agli interventi emergenza/urgenza “118” certamente si impegnerà al massimo da garantire, il più possibile,la dislocazione delle Unità Operative in stretta coerenza con il territorio anche se non sarà tanto facile il raggiungimento di tale obiettivo. Pertanto,quando si parla di carenza di personale il “118” va affiancato alle stesse esigenze dal “Pronto Soccorso” .

CON I “PRONTO SOCCORSO” INTASATI ANCHE L’EMERGENZA “118” E’ MESSA MALE