ECCO DOVE È MANCATO L’UTILIZZO DELLA CHIAVE DI LETTURA DEL PIANO DI RIENTRO

Premesso che sin dal 2010 il compito della struttura commissariale sarebbe dovuto essere sostanzialmente quello di armonizzare il Piano di rientro con le esigenze di salute dei cittadini, con un adeguato utilizzo sia delle risorse umane (medici, tecnici infermieri, operatori sociosanitari) che strumentali da evitare, in tal modo che, anche dopo dieci anni di commissariamento, a chi per ultimo (Longo) è subentrato da Commissario alla Sanità avrebbe dovuto trasformare le diffuse incoerenze nella stessa programmazione ed organizzazione dei servizi sanitari sino a generare con le lunghe liste di attesa anche l’alta richiesta di una costosa emigrazione sanitaria. Pertanto, sin dall’inizio ,per l’attuazione del Piano di rientro, sarebbe stato necessario eliminare le diffuse inappropriatezze da evitare l’irrazionale uso delle stesse risorse. Difatti, anche dopo dieci anni di Commissariamento lasciati alle spalle, al subentrato Commissario Longo toccherà di ricostruire un “sistema normale” della Sanità, da poter raggiungere, nei 24 mesi avuti assegnati dal Governo, l’obiettivo che resta sempre finalizzato ad una conduzione di Piano di rientro nel contesto di una realtà che occorre valutare utilizzando questa volta anche la chiave giusta. Per cui Longo, con la capacità e l’esperienza acquisita, con una accurata conduzione del Piano di rientro, certamente riuscirà ad ottenere anche il raggiungimento di obiettivi strategici ,”esorcizzando” anche la realtà che è stato costretto ereditare, da far rivivere la Sanità pubblica in modo diverso, con una programmazione realistica, che possa anche condurre ad uno sviluppo integrato tra ospedale e territorio. Difatti, solo in tal modo, utilizzando la chiave giusta, Longo, da Commissario potrà fare uscire dalla porta centrare il Piano di rientro. Pertanto, Longo, per il ruolo istituzionale che ricopre, dopo aver selezionato gli obiettivi, riuscirà sia a non fare abbassare il tetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (cosa che purtroppo avvenuto sino ad un recente passato!) che a rafforzare la rete socio-sanitaria territoriale, tenendo sempre sotto controllo l’equilibrio di bilancio.

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