Ecco la chiave di lettura utilizzata dalla Santelli da richiamare l’attenzione del presidente Conte

Per dovere di obiettività ,che rientra anche tra i compiti istituzionali di chi intende informare l’opinione pubblica ,a tal punto occorre far ricorso alla originale chiave di lettura che viene utilizzata per trattare,alla luce del sole, ogni avvenimento. Pertanto, sulla scorta delle notizie acquisite, come in altra pagina ci siamo soffermati ,sino ad indicare il contenuto del Piano di ristrutturazione che Cotticelli, da Commissario alla Sanità ,ha inteso condurre in quanto presumibilmente convinto di aver centrato, con tale Piano, anche gli obiettivi dai quali sarebbe stato poi possibile anche ricostruire, con il sistema sanitario, anche la lotta al coronavirus. Per cui, faremo di tutto,con l’accennata obiettività, di far conoscere anche il motivo della dura presa di posizione assunta da parte della Santelli,da chiamare addirittura in causa il Presidente del Consiglio, perché intervenga nei confronti di Cotticelli per aver “calpestato il diritto alla Salute dei calabresi”. A tal punto occorre anche accertare la “vera” causa dalla quale sarebbe scaturito tale sdegno, da parte di una rappresentante della Istituzione regionale, nei confronti di un Commissario, indicato dal Governo, proprio a sostegno del diritto alla Salute -Perché, dopo “mesi di leale collaborazione” la Santelli ha assunto una posizione diametralmente opposta, da sovvertire anche la stessa premessa di “leale “collaborazione ? Per la Santelli,la responsabilità addebitata a Cotticelli ricadrebbe sul nuovo piano di emergenza ,che sin dal mese di giugno ,la struttura commissariale avrebbe ridisegnato da “sola” tra l’altro,senza inserire,nello stesso, la rete oncologica sul tumore alla mammella , nonostante le proteste della Regione ,da provocare ,in tal modo,una nuova pesante situazione di migratoria sanitaria ,a causa dello blocco delle radioterapie per esigenze di budget ,da rendere ,in tal modo, impossibile ai calabresi di curarsi nella propria terra sino a costringerli di emigrare in altre Regioni per la terapia salvavita. Non v’è dubbio che per fronteggiare il coronavirus, si sarà stati costretti , presumibilmente, anche a ridimensionare altre patologie. Presumiamo, però, che la ricerca oncologica sia da parte della politica istituzionale (la Regione) che dello stesso Mondo Accademico, dopo la scomparsa del prof. Salvatore Venuta si è fatta gradatamente disperdere anche la sua eredità. Difatti, pur avendo impresso la Sua immagine sulla istituzione del Polo oncologico, purtroppo, anche la Università ha perduto, con la sua scomparsa, la possibilità di far rientrare la Calabria sul pianeta scientifico finalizzato alla ricerca. Pertanto, il riferimento fatto dalla Presidente della Regione sulla pesante situazione della migrazione sanitaria ,avrebbe dovuto però anche chiamare in causa la stessa Regione, in quanto, pur avendo fondato, con la Università, una “Fondazione” ,finalizzata alla istituzione di un Centro per la Ricerca, lo Studio sulle patologie oncologiche purtroppo, l’hanno poi abbandonata al proprio amaro destino, sino a farla addirittura scomparire dalla scena scientifica !

Panorama Sanitario Calabrese

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