IN CRISI CON LA PANDEMIA ANCHE IL SISTEMA DI SALUTE MENTALE CON LA CHIUSURA DI UN CENTRO SU CINQUE

Purtroppo, la seconda ondata della pandemia Covid-19, se da una parte ha fatto nascere la prima rete dei Dipartimenti viceversa, dall’altra ha ridotto, anche in Calabria, le attività dei Servizi di Salute Mentale. Pertanto, dai dati emersi da uno studio condotto dalla Società Italiana di Psichiatria il 20% dei Centri ambulatoriali è rimasto chiuso mentre l’altro 25% è stato costretto ridurre anche gli orari di accesso. Difatti, per far fronte a tale difficoltà di funzionamento dei servizi è stata fatta nascere, sull’intero territorio nazionale, la prima rete dei Dipartimenti di Salute Mentale. Per cui è stata la nuova ondata della pandemia, con la conferma dell’emergenza Covid oltre che la carenza sia di personale che delle risorse messe inizialmente a disposizione per la cura della Salute Mentale al momento si è solo riusciti a garantire le visite psichiatriche già programmate ,sia a domicilio che nello studio, per i pazienti più gravi. Pertanto, un po’ in tutte le Regioni le attività hanno avuto una significativa riduzione, come, ad esempio, i consulti psichiatrici ospedalieri, le psicoterapie sia individuali che di gruppo, come gli interventi psicosociali, il monitoraggio di casi in strutture residenziali e degli autori di reato affetti di disturbi mentali affidati dai Tribunali ai Centri di Salute Mentale. Ridotto anche il numero di posti letto a causa della loro riconversione per pazienti positivi al Covid o per garantire una maggiore distanza fisica per i pazienti.

Panorama Sanitario Calabrese

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