NON CI SARA’ FUSIONE TRA IL “PUGLIESE-CIACCIO” E LA “MATER DOMINI“

La Corte Costituzionale, accogliendo la impugnazione dl Governo ,ha dichiarato l’illegittimità dell’art.9 comma 1,2,3,4, e 5 della legge regionale 1 del 30 aprile 2020 relativa all’integrazione tra l’azienda ospedaliera “Pugliese- Ciaccio” e l’azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini”. Nel dispositivo della Consulta si legge in primo luogo la censura delle norme regionali sull’integrazione tra le due Aziende perché “violano i principi fondamentali in materia di tutela della Salute stabiliti dalle disposizioni statali evocati come parametri interposti” ritenendo che la formulazione delle disposizioni impugnate “attesta in modo inequivoco che si è in presenza di una fusione realizzata tramite la costituzione di una nuova Azienda ospedaliera Universitaria e non già attraverso la incorporazione dell’Azienda ospedaliera nella preesistente Azienda ospedaliera universitaria catanzarese. Per i giudici della Consulta “il previsto subentro nelle funzioni e nei rapporti giuridici attivi e passivi facenti riferimenti ad entrambe le preesistenti aziende ospedaliere non risulta compatibile con un processo di integrazione attraverso la fusione per incorporazione che riguarderebbe solo l’Azienda incorporata”. Difatti, secondo la Corte Costituzionale” ci troviamo di fronte alla costituzione di una “nuova” Azienda ospedaliero- universitaria in contrasto con quanto previsto dagli atti della gestione commissariale ,secondo cui l’integrazione di cui trattasi avrebbe dovuto essere disposta tramite la fusione per incorporazione dell’Azienda ospedaliera in quella ospedaliera universitaria“. Per la Consulta “una seconda questione riguarda l’art.120 della Costituzione nella parte in cui la Legge Regionale prevede che il Protocollo di Intesa per la definizione dei rapporti tra la Regione Calabria e l’Università degli studi “Magna Grecia” di Catanzaro jn materia di attività integrate di didattica,ricerca e assistenza sia sottoscritto non solo dal Rettore della Università e dal Commissario ad acta ma anche dal Presidente della Giunta Regionale”. Per la Corte Costituzionale “ la questione, nel merito, è fondamentale. Difatti la disposizione censurata risulta lesiva dell’art.120 della Consulta dal momento che la delibera del Consiglio dei Ministri di nomina del Commissario ad acta del 7 dicembre 2018 attribuisce l’incarico di stipulare il Protocollo di Intesa con l’Università, in coerenza con la normativa vigente, al solo Commissario ad acta e non al Presidente della Regione. Pertanto è la struttura commissariale chiamata a risolvere, in via definitiva, l’accennato Protocollo di Intesa.

NON CI SARA’ FUSIONE TRA IL “PUGLIESE-CIACCIO” E LA “MATER DOMINI“