OCCORRE FARE CHIAREZZA SU ALCUNI PUNTI CENTRALI DELLA SANITÀ CALABRESE

OCCORRE FARE CHIAREZZA SU ALCUNI PUNTI CENTRALI DELLA SANITÀ CALABRESE CHE HANNO INTERESSATO ANCHE I COSTI NON DOVUTI DELLA MOBILITA’ PASSIVA Il prossimo Tavolo “Adduce” dovrebbe servire a fare chiarezza su alcuni punti centrali della sanità calabrese. Non v’è dubbio che uno dei punti più controversi del sistema sanitario resta il fenomeno del flusso economico del debito sanitario migratorio della Calabria in altre Regioni. Difatti, solo nel corso 2019 circa 54 mila calabresi sono stati ricoverati in altre strutture ospedaliere fuori della Calabria con una spesa pari a 220 milioni di euro. Di solito il costo della migrazione passiva si avvicina ai 270/300 milioni di euro l’anno. Durante l’Amministrazione Oliverio ,fu il delegato alla Sanità Franco Pacenza ad avviare una ricognizione sulla migrazione passiva, in altre Regioni, che fu incentrata a fronte di una serie di controlli, effettuati a campione. Fu allora che saltarono fuori dati sorprendenti. Pertanto, si arrivò ad individuare, facendo riferimento a relazioni tecniche, che furono ben 15 milioni le prestazioni non dovute. In questo dato c’era un po’ di tutto. Dalle prestazioni, che potevano essere effettuate in day hospital, a persone non residenti in Calabria il cui costo venne posto a carico del bilancio della nostra Regione. Di quella ricognizione ,anche a distanza di anni, non si hanno notizie né da parte del Dipartimento Tutela Salute né dell’ufficio del Commissario alla Sanità Longo. Si è, invece, continuato ad operare tagli in qualche ospedale che hanno interessato sia l’oculistica che la Ginecologia da fare aumentare anche la migrazione passiva. L’ON GUCCIONE HA SCRITTO AL MINISTRO DELLA SALUTE SPERANZA PER DENUNCIARE TALE GRAVE SITUAZIONE. I dati che si riferiscono al debito sanitario calabrese, con particolare riferimento alla migrazione, estratti da una ricognizione effettuata sulla mobilità passiva, di cui abbiamo già fatto riferimento, in altra parte del giornale, sono stati portati all’attenzione del Ministro della Salute Speranza, dal momento che non sono stati tenuti nella giusta considerazione dalla Conferenza Permanente Stato Regioni da far seguire in tal modo, anche una correzione attinente al costo di 15 milioni di prestazioni sanitarie non dovute dalla Regione Calabria in quanto effettuate a favore di persone non residenti in Calabria. Difatti, tale ricognizione, avviata da oltre due anni, sull’appropriatezza delle prestazioni attinenti alla mobilità passiva, conclusasi con dati e relazioni tecniche ad oggi,ancora resta,purtroppo, tale. Anche la contemporanea chiamata in causa sia di Longo, Commissario alla Sanità, che di Brancati Direttore Generale del Dipartimento Tutela Salute sta a sollecitare l’impegno di ottenere da parte della Conferenza Permanente Stato-Regioni la restituzione del costo addebitato per anni, alla Regione Calabria per prestazione sanitarie non dovute perché effettuate a favore di cittadini di altre Regioni. Per Guccione “trattasi di scelte incomprensibili come quelle di non aumentare, in qualche ospedale prestazioni, come ad esempio in Oculistica e Ginecologia apportando addirittura tagli di posti letto i da aumentare in tal modo anche la stessa migrazione passiva”.

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