PER GLI ESPERTI LE “VARIANTI” POTREBBERO IMPORRE DEI “RICHIAMI” PERCHÈ IL VIRUS MUTA CONTINUAMENTE

Per contrastare la comparsa di nuove “varianti” del “virus” SarsCoV2 anche in autunno che potrebbero rendere necessaria una nuova campagna di vaccinazione con diversi vaccini o con vaccini modificati è bene vaccinarsi subito anche perché il virus , per gli esperti, muta continuamente, cercando nuove strade per diffondersi in modo sempre più efficiente. Pertanto, per gli esperti occorre testare, in anticipo, le “varianti” note con nuovi vaccini e lavorare sugli anticorpi monoclonali che agiscono su diverse regioni dalla proteina Spike, che raffigura l’artiglio molecolare con cui il virus si aggancia alle cellule. Per cui, per gli esperti, il rischio che la circolazione delle “varianti” possa aumentare è legato anche al ritmo della campagna vaccinazioni. Pertanto, si rende necessario l’aggiornamento sia dei vaccini che delle terapie monitorando costantemente la prevalenza delle varianti sia quelle già note che di quelle emergenti per valutare la necessità di ridisegnare i vaccini e le terapie con anticorpi neutralizzanti al fine di mantenerne alta la loro efficacia. Difatti,per gli esperti, il virus SarsCoV2 cambia vestito e lo fa con una capacità diversa da quella di altri virus più o meno stabili. Per cui, durante il processo di replicazione di sé stesso non ha però un efficiente meccanismo di riparo .Quindi, per errore genera casualmente delle mutazioni. Difatti ,queste ultime si accumulano nel genoma delle particelle virali(virioni) . In tal modo, per gli esperti, il virus può infettare ancora , continuando a generare una famiglia di virioni simili che vengono classificati nei “clades “dopo sequenziamento. Il resto lo fa la selezione naturale che adattandosi di più risulterà quella vincente. In alcuni casi,invece,le mutazioni portano il virus in un vicolo chiuso ,com’è il caso della “variante” recentemente isolata in una donna di Novara da ottenere anche la sequenza genomica. In tale ultima “variante” sono state riconosciute mutazioni all’80% simili a quella della “variante” nigeriana e per il 20% a quella inglese. Tale “variante”, però, non risulta evolutivamente funzionale e dal punto di vista clinico non ha avuto ancora la capacità di penetrare sul territorio. E’ comunque,importante, conoscere le diverse mutazioni che nel gene Spike indicano che la selezione agisce sul virus SarsCoV2 ed infetta la persona in punti diversi del pianeta ,anche a distanza di migliaia di Km e tra persone non in contatto tra loro.

PER GLI ESPERTI LE “VARIANTI” POTREBBERO IMPORRE DEI “RICHIAMI” PERCHÈ IL VIRUS MUTA CONTINUAMENTE