ROBERTO BERNABEI HA SOSTENUTO I CHE IL “CORONAVIRUS” VA RITENUTA UNA MALATTIA "NORMALE"

In un momento di paura, non fa male afferrare il coraggio con l’aiuto del cervello, sino ad avvicinare il Coronavirus” alle altre normali malattie infettive sino a sconvolgere la stessa patologia. Poiché a parlarne, anche con convinzione, del “Coronavirus”, è il prof. Roberto Bernabei, famoso geriatra del Policlinico “Gemelli” ,”Panorama Sanitario” ha inteso guardare tale virus tenendosi molto lontano dalle allarmanti notizie dalle quali si riesce solo ad estrarre i colori dei “codici”, da accentuare solo paura e sconforto. Pertanto, dalla Televisione ai Giornali, quotidianamente, si lascia immaginare il Coronavirus una malattia che è riuscita a sfasciare l’intero pianeta, con numeri di contagi e decessi che lasciano solo tracce di pausa . Per cui, quando capita l’occasione di utilizzare il parere di un famoso geriatra su tale malattia contagiosa, è bene tenerne conto, dal momento che nel corso di diversi decenni la ricerca scientifica è stata all’altezza del suo compito, ponendo in ko anche malattie contagiose, quale, ad esempio, solo per citarne alcune, come il colera, la peste, la tubercolosi, che avevano in quei tristi momenti, anche alimentato paura e scoraggiamento . Dopo tale necessaria premessa, entriamo nel merito dell’accennata intervista , che inquadra il Coronavirus come una malattia “normale” perché come tutte le malattie infettive colpiscono soprattutto i soggetti più fragili ,già affetti da gravi patologie croniche, quali, ad esempio, il diabete, l’ipertensione, il tumore, le malattie cardiologiche assieme a tante altre . Difatti,ad operare un censimento sui decessi, è stato lo stesso prof. Bernabei ,perché fin dalla prima settimana il 90% dei decessi aveva riguardato pazienti con una età media superiore agli 80 anni già sofferenti di almeno tre patologie. Ora che a fine gennaio arriverà anche il vaccino ,anche il Coronavirus, diverrà una malattia “normale”che dovrebbe ricondurre, come ha sottolineato il prof. Bernabei, alla terapia all’interno di un percorso normale, se non vi sono problemi di particolare gravità. Per cui il paziente, sta a casa sua facendo riferimento al proprio medico di base anziché intasare, come, purtroppo ,sta avvenendo, ai “Pronto Soccorso” e alle corsie degli ospedali che, al momento, nonostante le misure di rafforzamento adottate non sono in grado di accogliere un flusso di pazienti di carattere straordinario. Per il prof. Bernabei “sarebbe come se all’epoca della influenza di stagione, un po’ tutti, pertanto anche coloro che ne soffrono di una forma seria, ma non grave, si facessero ricoverare, da occupare un posto letto per diversi giorni, magari anche a scapito di altri malati con patologie importanti”.

Panorama Sanitario Calabrese

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