È BENE NON PERDERE DI VISTA UNA SANITÀ CALABRESE PIENA DI OMBRE


Nel 2009 ancora non figuravano tracce né di Covid né di “varianti” ma, viceversa, era sorta la speranza, rimasta, purtroppo, ancora tale, di ottenere, attraverso la Protezione Civile la realizzazione di quattro nuovi ospedali da stabilire anche i tempi stimati per la loro realizzazione. Come, al tempo stesso, prossima sarebbe dovuta essere anche l’approvazione del nuovo Piano Sanitario Regionale anch’essa risultata una delusione in quanto raffigurata da una testimonianza di tale abbandono politico. Pertanto, mentre in Calabria c’è bisogno di buona sanità, da contenere la costosa immigrazione, al momento continua in tale Regione ad emergere una rete ospedaliera di un’estrema frammentazione, costituita da diversi piccoli presidi, sia in montagna che in collina che, a causa di diversi problemi spesso si limitano solo a sopravvivere. Difatti, in oltre dieci anni di commissariamento, sono stati davvero pochi, i Commissari straordinari dotati di un piglio aziendalista di qualità anche nella valutazione e nella formazione del personale. Un atteggiamento a volte quasi rassegnato di qualche Commissario, che col cambio di responsabilità politica, avrebbe dovuto migliorare la situazione anche sotto il profilo organizzativo, con un maggiore coinvolgimento del Dipartimento Tutela Salute.


SIN DAL 2009 E’ MANCATO ANCHE UN MONITORAGGIO SUI BILANCI AZIENDALI DA COLLEGARLI AL PIANO DI RIENTRO DA ATTRIBUIRE TALE IMPORTANTE RUOLO A DIRGENTI CAPACI ED ESPERTI


Quando si tocca l’immaginario tasto del Piano di rientro, del quale si sente parlare sin dal 2009,anno della sua nascita, purtroppo sin da tale inizio è prevalsa la confusione, soprattutto in materia di sanità tra gli organi “controllori” e “controllati” tant’è che il disavanzo, in tutte le Aziende (sanitarie ed ospedaliere) pur se commissariate .hanno egualmente presentato bilanci ”bocciati”, facendo saltare fuori anche l’aumento del disavanzo. Pertanto, in ogni Azienda è difettato l’aspetto qualitativo nella gestione sanitaria. Ecco perché le responsabilità devono essere condivise, non certo per tagliare il numero di posti letto, né di reparti, ma, viceversa, con un importante ruolo da svolgere sotto l’aspetto organizzativo. Per cui ora occorre correggere gli errori,che in Sanità ne sono stati commessi tanti assumendosi ognuno,con le competenze,anche le proprie responsabilità. Sono, pertanto, le accennate competenze e senso di responsabilità che sono mancate in ogni ciclo di gestione commissariale da far naufragare lo stesso Piano di rientro.