L’OSPEDALE “PUGLIESE” HA OTTENUTO L’OK DAL COMITATO ETICO REGIONALE PER LA SPERIMENTAZIONE DEL


Anche se, al momento, si tratta di uno studio che dovrà coinvolgere i pazienti già guariti dal Covid 19, il solo fatto che il Comitato Etico Regionale abbia dato l’ok all’Unità Operativa Complessa Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera “Pugliese- Ciaccio” di Catanzaro di occuparsi, sia pure in via esperimentale, di tale “virus” da avere anche la possibilità di utilizzare i loro anticorpi per portare avanti la cura ciò sta a confermare l’interesse suscitato da tale studio interventistico, anche da parte del Comitato Etico Regionale, in quanto resta a

valutare non solo l’efficacia del trattamento quanto anche la sicurezza su quei pazienti affetti in maniera severa dal Covid 19 con polmoniti particolarmente gravi in quanto affetti di saturazione del livello di ossigeno.

Pur se trattasi di una fase di sperimentazione ,il cui studio resta finalizzato all’individuazione di un percorso del quale si sta già parlando da tempo, anche a livello nazionale l’aver ottenuto l’ok da parte dell’accennato Comitato ad occuparsi di tale studio la dottoressa Gabriella Talarico della Unità Operativa Complessa di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’ospedale “Pugliese” in quanto la stessa , al momento, ha indirizzato tale studio alla ricerca di individuare una precisa composizione del plasma da utilizzare poi su tali pazienti, con gli adeguati dosaggi di anticorpi con i quali avere, successivamente, la possibilità di avere la certezza della precisa composizione del plasma da utilizzare su tali pazienti, da aiutare, in tal modo, anche il loro sistema immunitario ,che possa consentire di dare anche risposte contro tale infezione.



SU TALE VASTA E COMPLESSA PROBLEMATICA NON SI E’ TENUTO ESTRANEO IL PROF. NISTICO’

Su tale vasta quanto complessa problematica non si è tenuto estraneo il farmacologo prof. Giuseppe Nisticò ,già membro del Comitato Scientifico dell’Agenzia Europea del Farmaco e rappresentante del Parlamento Europeo in seno al Consiglio di Amministrazione della stessa Agenzia .Difatti, dopo aver affermato che “ il sangue dei pazienti guariti dal Coronavirus è ricco di anticorpi specifici e che dai risultati ottenuti da uno studio preliminare condotto dal prof. Perrotti , Direttore del Servizio di Immunologia dell’ospedale “San Matteo” di Pavia in collaborazione con una rete ospedaliera (Mantova, Lodi, Padova e Novara) pubblicati dalla rivista scientifica “Nature” su 52 pazienti in gravi condizioni di insufficienza respiratoria, la maggior parte è stata salvata.”“Per cui –per il prof. Nisticò -ora occorrerebbe convincere il maggior numero dei pazienti guariti a donare il proprio sangue con le modalità indicate dallo studio preliminare condotto dal prof. Perrotti.Pertanto, l’invito rivolto dal prof. Nisticò al Governo “resta quello di investire risorse necessarie sia per incentivare i pazienti che volontariamente donano il sangue ,dopo la guarigione che per istituire più banche di plasma iperimmune in modo da dotare le singole Regioni di adeguate scorte di sangue che possano essere sufficienti ad abbattere con la sindrome acuta anche gli stessi i decessi “. Per il prof. Nisticò “dai primi risultati eccellenti ottenuti si è anche ottenuto la conferma della efficacia e la tollerabilità del trattamento. Per cui il governo dovrebbe mettere a disposizione le risorse necessarie per i primi clinical trials con anticorpi monoclonati verso il coronavirus che sono più sicuri anche rispetto al plasma“

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