ORA OCCORRE TROVARE SPECIFICHE SOLUZIONI PER BLOCCARE IL "CORONAVIRUS" PROVANDO A SPERIMEN

I ricercatori che si stanno occupando del “Coronavirus”sono alla ricerca di soluzioni specifiche per bloccare il “virus”. Difatti, stanno già da tempo preparando a sperimentare gli anticorpi monoclonali, cioè molecole mirate contro tale nuovo “virus” ritenute dai virologi anche delle “armi intelligenti”. Pertanto si tratta di utilizzare un farmaco monoclonale derivato dai pazienti convalescenti fornito dallo “Spallanzani”.

Al momento, ne sarebbero già stati isolati diversi per poterli utilizzare in ambito clinico tra fine anno ed i primi mesi del 2021.

Per il dottor Novelli ,dell’Università di Roma –Tor Vergata ,che sta collaborando col prof. Pandolfi dell’Università di Harvard, ”si tratterebbe, in sostanza, del primo farmaco per sconfiggere il Covid-19 in fase di sperimentazione clinica di tre anticorpi monoclonali sintetici capaci di bloccare la proteina Spike che, per i ricercatori, costituisce la principale arma con cui il nuovo “virus” invade le cellule.

Pertanto ,gli anticorpi monoclonali potrebbero essere i primi farmaci “intelligenti” contro il “Coronavirus”anche perché non sono in competizione col vaccino.

Difatti,mentre gli anticorpi sono farmaci destinati a chi ha la malattia,viceversa il vaccino preventivo è destinati agli individui sani.”

Per il dottor Novelli,” sarebbe, pertanto ,necessario poter contare sui farmaci in vista di ottobre, quando, con l’arrivo del freddo, potrebbe far risalire il numero dei casi di Covid-19.”

Per cui “le tre molecole, che sembrano avere un altissimo potenziale applicativo ed un alto potere neutralizzante sono state selezionate dalla Grande Banca Canadese di anticorpi ricombinati in quanto mostrano di avere i requisiti migliori per diventare farmaci”

Da questa grave situazione di emergenza, è importante correre ai ripari analizzando anche il germe del virus e le sue interazioni con le cellule umane e gli anticorpi .

Difatti ,attraverso tali “modelli”, che si stanno anche dimostrando, sotto taluni aspetti, efficaci da definire sia le cure che i vaccini da utilizzare poter combattere sia la diffusione che gli effetti letali provocati dal “Coronavirus”.

In un recente passato, è stato il Collegio dei Reumatologi Italiani a predisporre uno studio ,autorizzato dall’Aifa ,per l’utilizzo del “Tocilizumas” cioè, il farmaco anti- artrite reumatoide su 300 pazienti, in tutta Italia, affetti da “Coronavirus”

Sui cinque studi nazionali ed internazionali, finalizzati alla verifica dell’efficacia ed efficienza del farmaco sui pazienti con artrite reumatoide si è già ottenuto un miglioramento del quadro clinico con riduzione del danno sia articolare che multi organo, legato sia al rischio cardio- circolare che polmonare (polmoniti interstiziali ).”

Panorama Sanitario Calabrese

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