CON UN DOPPIO INTERVENTO IN EMERGENZA SU DI UN PAZIENTE CON L’AORTA ROTTA ESEGUITO DALL’UNITA’ OPER



Questa volta, la Sanità, raffigurata dalla Unità Operativa di Cardiologia dell’Università “Magna Grecia” diretta dal prof. Ciro Indolfi ha fatto un salto di buona qualità ottenendo anche un meritato posto per l’ottimo risultato ottenuto, con un doppio intervento, tra l’altro eseguito anche in emergenza, su di un paziente con l’aorta rotta.

Pertanto, con una Sanità Commissariata da oltre un decennio, dove, purtroppo, a prevalere sono solo brutte notizie, questa volta, agli onori della cronaca, merita anche una doverosa citazione il doppio intervento, eseguito in emergenza dalla citata Unità Operativa di Cardiologia della Università, perché si è ottenuto anche la conferma che il sistema delle emergenze urgenze cardiovascolari funziona tant’è che è stato possibile anche salvare la vita ad un infermiere di 57 anni, che colto da un intenso dolore toracico ,nel sospetto che si trattasse di infarto al miocardio, venne subito trasportato nella Unità Operativa di Cardiologia dove il prof. Indolfi,, valutata la situazione ,ebbe a giudicare la diagnosi molto più complessa, pertanto anche grave, perché più che di infarto, si trattava invece di una rottura dell’aorta, sino alle arterie delle gambe, con una grave patologia che sarebbe risultata, purtroppo, anche rapidamente mortale.

Intanto, l’equipe dei cardiologi interventisti, costituita da Spaccarotella e Mongiardo, degli anestesisti formata da Lavalle e Giorgi , dal tecnico Procopio e dagli infermieri Lorenti e Pilo s’è subito attivata ad impiantare ,attraverso una puntura effettuata nella gamba del paziente, una grossa protesi da tappare la breccia nella parete del vaso da scongiurare, in tal modo, anche il suo decesso.

L’intervento, a cui è stato sottoposto il paziente, come ha tenuto a spiegare il prof. Indolfi, è stato di altissima specializzazione, da richiedere con professionalità ed esperienza, anche un sistema organizzativo abituato al trattamento delle emergenze-urgenze.

Fa, pertanto, piacere che tale intervento sia stato effettuato in Calabria, nel Policlinico Universitario che ha anche il compito di formare i futuri medici calabresi.

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