NELL’ULTIMO VERBALE DI VERIFICA DA PARTE DEL TAVOLO “ADDUCE” ANCHE SE LA CALABRIA E’ ADEMPIENTE SUI

Nella situazione attuale in cui si dibatte la Sanità calabrese, con l’emergenza costituita dal “coronavirus” che è costretta ad affrontare, l’essere riusciti a portare i Livelli Essenziali di Assistenza sopra la soglia (164) anche se con difficoltà riscontrate nell’ambito degli screening oncologici, accusando il valore più basso (solo il 2,80%), e con una costosa mobilità (il saldo del quarto trimestre del 2019 è stato di poco più di 281 milioni , a cui ne vanno aggiunti altri 5 milioni di euro che riguardano la migrazione all’Estero) quale allarme può creare un “buco” di 63 milioni di euro accusato dalla Sanità calabrese, con un Piano approvato dal Governo per rimettere in sicurezza il Servizio Sanitario Nazionale, con risorse economiche calcolate in 20 miliardi di euro con lo scopo di potenziare la rete e le strutture ospedaliere ?

Pertanto, quando il Tavolo Tecnico “Adduce” parla di tale disavanzo (63 milioni di euro) i Componenti dello stesso non tengono conto che nel 2018 la Sanità calabrese ebbe a chiudere il consuntivo con oltre 213 milioni di euro, mentre il saldo del quarto trimestre 2019 è risultato di poco più di 116 milioni di euro.

Difatti, la incidenza maggiore accusata dal disavanzo della Sanità va addebitata alla migrazione sanitaria, sfuggita per diversi anni, ad ogni controllo, tant’è che a carico della Regione Calabria è stato addebitato anche il costo di pazienti di altre Regioni di cui andremo ad occuparsi in altra pagina.

Anche lo stesso costo di personale s’è notevolmente contratto.

Pertanto,poiché per il Tavolo Tecnico “Adduce” i conti non tornano occorre alzare l’asticella dell’Irap e dell’Irpef ,ponendo il rincaro a carico dei contribuenti calabresi .

Per cui, se i conti non tornano, anche dopo un decennio di una Commissariamento della Sanità, occorre che le Regioni in Piano di Rientro, per mettere in sicurezza i Servizi Sanitari Regionali, hanno la necessità di chiudere le passività facendo ricorso ai fondi UE potenziando, in tal modo, anche a rete delle strutture ospedaliere rafforzando anche quella dell’assistenza socio-sanitaria territoriale.

Panorama Sanitario Calabrese

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