CON IL COVID C’E’ UN GIUSTIFICATO ALLARME TRA TUTTI I PAZIENTI AFFETTI DA MALATTIE CARDIOVASCOLARI

I pazienti con insufficienza cardiaca hanno un rischio doppio di non sopravvivere in caso di Covid rispetto alla popolazione .

Difatti, le malattie cardiovascolari sono tra le patologie più frequentemente associate alle infezioni severe da Covid, determinando, purtroppo, spesso una prognosi sfavorevole. Questo vale per tutte le fasce d’età non solo per gli anziani che sono da considerare come categoria vulnerabile anche se l’età non può essere l’unico fattore discriminante.

Pertanto, dovrebbero avere acceso prioritario al piano vaccinale come anche i pazienti di età giovane adulta che presentino gravi forme. Lo riporta un documento della Società Italiana di Cardiologia dal titolo “Priorità del vaccino Covid 19 nei pazienti con patologie cardiovascolari” pubblicato sul Giornale di Cardiologia ed anticipato in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi. Difatti, gli esperti della Società Italiana di Cardiologia hanno costruito una “piramide” con i gruppi di soggetti più esposti a conseguenze gravi ,diviso in tre livelli di rischio tra cardiopatici: alto,intermedio e basso.

Per cui, questo “triage” permette di stabilire in base alla gravità della patologia cardiaca una gerarchia di accesso alle vaccinazioni, che tenga conto del peso di tutte le patologie cardiache, indipendentemente dall’età.


Per il prof. Ciro Indolfi Presidente della Società Italiana di Cardiologia “il piano di priorità per le vaccinazioni include nella Categoria 1, tra i pazienti ad elevata vulnerabilità per le patologie cardiovascolari solo due categorie di cardiopatici : chi soffre di scompenso cardiaco grave e chi con post-shock cardiogeno”. Una scelta che il prof. Indolfi “taglia fuori una larga fetta di pazienti che rischiano di non essere adeguatamente protetti”. Da qui l’allarme della Società Italiana di Cardiologia con appello alle Istituzioni di riconsiderare la priorità delle vaccinazioni per proteggere tutte e non solo alcune categorie di pazienti cardiopatici a rischio di sviluppare una infezione più severa e potenzialmente anche mortale. Per il prof. Indolfi “la classificazione proposta nel nostro documento prevede una suddivisione delle patologie cardiache in tre livelli di gravità individuati valutando in base alle più recenti evidenze scientifiche, la severità della patologia e l’impatto del Covid in termini di gravità e mortalità”. “Pertanto, dovrebbero far parte del primo gruppo, tra gli altri, coloro che hanno cardiopatie ischemiche severa , ipertensione e diabete non controllati ; alcune patologie congenite dell’adulto; ipertensione polmonare e tante altre patologie che richiederebbero una inderogabile priorità vaccinale ed aggiornamento delle categorie ,come sottolineato dall’accennato documento pubblicato dalla Società Italiana di Cardiologia“.

Panorama Sanitario Calabrese

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