CONTINUARE A TENERE IN “VITA” IL PIANO DI NON...RIENTRO È SOLO UN “BLUFF” !


Poiché da dicembre 2009 ad agosto 2021 ,con il Piano di non rientro in caduta libera, anche i Livelli Essenziali di Assistenza hanno toccato il fondo, da non garantirne la erogazione sull’intero territorio regionale se non a macchia di leopardo, presumiamo che questa volta dovrebbe essere la logica a tirar fuori dal cilindro istituzionale la unica soluzione che resta finalizzata al recupero di credibilità costituzionale, da mettere in circuito un nuovo sistema, imposto a tutela del diritto alla salute dei cittadini direttamente collegato all’art.32 della Costituzione, che presumibilmente resta ancora sconosciuto ai componenti ministeriali che siedono, ad ogni riunione, al Tavolo “Adduce” solo per “censurare” l’operato degli stessi commissari designati dal Governo alle Aziende ospedaliere e sanitarie. Pertanto, tenere ancora in “vita” il Piano di non rientro resta solo un “bluff“ dopo che da oltre un decennio di commissariamento si sconosce ancora l’entità del disavanzo con bilanci aziendali sistematicamente bocciati ogni anno. D’altra parte, com’era possibile, facendo ricorso all’ l’utilizzo di un Piano di non rientro, aggirare l’ostacolo di un disavanzo che risaliva agli anni ’90 attuando una tardiva manovra a partire dal 2009 da lasciare solo immaginare un illusorio pareggio di bilancio, facendo ricorso ad un discutibile commissariamento ?

Pertanto da un Piano sin dal 2009 senza … rientro, il solo risultato che sarebbe potuto scaturire è stato quello di penalizzare solo e soltanto la Salute di chi vive in Calabria


UN PIANO “CAMUFFATO” PER GIUSITIFICARE IL FALLIMENTO DELLA SUA IMPOSTAZIONE

Si continua a tenere in “superficie” il Piano,dopo oltre un decennio di mancato…rientro in attesa che questa volta sia il Governo, a chiudere tale “farsa” attenendosi all’unica soluzione seria costituita dal “depennamento” di un debito del quale,tra l’altro,ancora si sconosce la reale consistenza del disavanzo né da quando lo stesso risale.

Pertanto, solo dopo tale azzeramento, la Sanità calabrese, affidata a gente capace, esperta e professionalmente preparata ad occupare tale ruolo da imporre alla Regione un nuovo Piano Sanitario Regionale, del quale la ultima traccia risale al 2008,.

Difatti, c’è responsabilità diretta anche da parte della Commissione regionale della Sanità in quanto già da due cicli avrebbe dovuto approntare una “bozza” di Piano Sanitario, da dare la possibilità alle Aziende Ospedaliere e SanItarie di aggiornare anche gli Atti Aziendali, dalla lettura dei quali avere certezza del reale fabbisogno di personale medico, infermieristico ed ausiliario. Che di medici, infermieri,operatori sociosanitari,come di tecnici ve ne fosse bisogno lo si nota tutti i giorni. Ma che con il Piano di non rientro, mancherebbero ancora tracce di assunzioni .se non di quelle “imposte” dallo stato di necessità è solo un affronto alla Salute dei calabresi !


SOTTO LA “CUPOLA” DEL PIANO DI NON RIENTRO HA TROVATO POSTO SOLO UN PIANO SANITARIO REGIONALE ANCORA IN.. VEGETAZIONE DOPO IL PARTO… “CESAREO” DI 5 AZIENDE SANITARIE PROVINCIALI


Mancando alla base il minimo controllo, che avrebbe dovuto esercitare in prima battuta la stessa Regione ,successivamente la Sezione di Controllo della Corte dei Conti i bilanci Aziendali sono sempre sfuggiti ad ogni controllo soprattutto da parte dei Giudici contabili. Difatti, solo nel 2009 il Governo, con un Piano di rientro,intese sottrarre la Sanità alla Politica assegnando la stessa ad un Commissario, anche se non fosse stato impossibile contrarre un tale pesante disavanzo dal momento che sin dal 2009, alla data del Piano di rientro s’era già “ammucchiato” un debito del cui contenuto, però, c’erano poche,scarse tracce. Fu però quello solo l’inizio che portò alla soppressione di una trentina di Unità Sanitarie Locali ridotte successivamente ad 11 poi trasformate in 5 Azienda Sanitarie Provinciali ed alla nomina,nel 2009 del primo Commissario alla Sanità per il Piano di rientro il quale emise subito il primo decreto (gennaio 2010) che restava finalizzato alla chiusura e trasformazione dei piccoli presidi in Poli Sanitari e Case della Salute. Dal 2009 la Sanità, con al vertice un Commissario ed altrettanti designati in ogni azienda sia Ospedaliera che Sanitaria, sotto la “cupola”’del Piano di non rientro, ha solo trascorso degli anni, col trovarsi non solo “sfilacciati” gli stessi Livelli Essenziali di Assistenza quanto con un disavanzo che cresciuto ogni anno ha addirittura aperto una voragine sullo stesso “rientro”. Questo è il tracciato fatto seguire da un Piano di non rientro,assegnato a turno a Commissari retribuiti .al solo scopo di giustificare, con tale loro presenza,il viatico della Sanità, corredato annualmente da una sfilza di bilanci “taroccati” già destinati alla bocciatura.

A tal punto, un Piano di non rientro, senza la indicazione di “numeri” certi, ma solo di un disavanzo annualmente in fase crescente, del quale, però, continuano a mancare le tracce di riferimento di un debito accumulato sino a dicembre 2009, ciò sta a significare che anche lo stesso “rientro” non sarebbe mai potuto coincidere con la realtà!