DOPO UN DECENNIO DI COMMISSARIAMENTO, NON C’E’ TRACCIA DI UN PIANO SANITARIO REGIONALE




Il dottor Guido Longo è tornato in Calabria ,questa volta non da ex Prefetto né da ex Questore, né da ex “superpoliziotto” ma da Commissario alla Sanità a supporto della legalità e della trasparenza ,per mettere finalmente un po’ d’ordine sul “pianeta” della Salute dove, purtroppo, anche dopo un decennio di commissariamento, è mancato, tant’è che dando un’occhiata al Piano di rientro anche lo stesso iniziale disavanzo, risalente al 2009 ha, purtroppo, anche fatto perdere le tracce sulla reale consistenza del debito. Ed allora è bene che il dottor Guido Longo, da Commissario, sia anche consapevole che la Sanità sin dal 2007 (cioè da ben 13 anni !) ancora non può utilizzare un aggiornato Piano Sanitario Regionale col quale sarebbe data la possibilità sia al Dipartimento Tutela Salute che alle Aziende Ospedaliere e Sanitarie di aggiornare gli Atti Aziendali ,perché solo con un’attenta revisione dell’ accennato Piano sarà possibile non solo accertare il reale fabbisogno di personale sanitario, sia negli ospedali che ai “Pronto Soccorso” da conoscere anche la stessa consistenza dell’attuale rete ospedaliera territoriale ,perché solo in tal nodo sarà possibile evitare la sua frammentazione disponendo, in tal modo ,con la indicazione dei nuovi percorsi, anche la capacità di riuscire ad integrarla all’interno del territorio.

Questa volta, dovrà essere il nuovo Consiglio regionale di prossima elezione, ad assumersi la responsabilità diretta da parte della stessa Regione, per un decennio, non s’è mai tenuto conto che ben 18 piccoli presidi ospedalieri continuavano a restare non solo chiusi o utilizzati a metà servizio, ma anche a gravare sul bilancio della Sanità sia per il costo del personale che dei servizi tant’è che solo a distanza di oltre un decennio, nel Decreto “Calabria” bis è stata inserita la riapertura di tali ospedali. Comunque, solo con un aggiornamento del Piano Sanitario Regionale (compito che spetta, sul piano istituzionale alla Regione) sarà possibile operare, nella Sanità, in concreto, da rendere efficace anche la programmazione e la organizzazione dello stesso sistema sanitario. Per cui, è bene che il dottor Guido Longo, subentrato commissario alla Sanità calabrese, si renda personalmente conto del reale motivo che ha causato l’offuscamento dell’immagine della Sanità pubblica che riguarda anche la disomogenea erogazione, sull’intero territorio dei Livelli Essenziali di Assistenza. Ciò anche perché dopo un decennio di commissariamento ancora, purtroppo, a mancare lo stimolo da parte della Regione per procedere all’attuazione di un nuovo, aggiornato Piano da riuscire ad inquadrarlo nel contesto della stessa politica sanitaria regionale. Pertanto, sia al Tavolo Tecnico che al Comitato costituito dai Ministeri Associati (Salute ed Economia e Finanze) non ha mai interessato il riordino del sistema sanitario, ma solo l’assorbimento del debito, con “tagli” e turnover a danno della salute ancor prima dell’entrata in vigore del Piano di rientro!


DA BEN SEI ANNI NON CI SONO BILANCI AZIENDALI CERTIFICATI !

PER CUI IL COMMISSARIO LONGO DOVRÀ AVERE LA POSSIBILITÀ DI SCEGLIE LA SUA SQUADRA LONTANO DALLA INFLUENZA DEI PARTITI !


Ha fatto bene il Governo nel momento in cui ha nominato il dottor Longo Commissario alla Sanità in Piano di rientro in Calabria, con un mandato operativo di fronte ad una situazione drammatica in cui versa la sanità calabrese che gli consente anche di avere a suo fianco non più di tre sub-commissari come da individuare anche i manager a cui affidare la gestione delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, da operare in profondità, intensificando anche i controlli e verifiche sugli appalti da utilizzare, come accennato, anche il mandato operativo ottenuto dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Pertanto, lo stesso Commissario alla Sanità dovrà controllare anche gli accreditamenti effettuati alla Sanità Privata Convenzionata come dovrà avere contatti con i Commissari straordinari nominati dal Governo nelle due Aziende Sanitarie Provinciali sciolte (Reggio Calabria e Catanzaro) come anche delle altre, anche Ospedaliere, con l’adottare misure a sostegno del Piano di rientro del debito contratto dalla Sanità calabrese, da permettere, in tal modo, anche di ricostruire sia il sistema sanitario che l’ assistenza sanitaria territoriale della Regione. Per cui non dovranno ancora essere i contribuenti calabresi a continuare a pagare, i costi del mal governo della Sanità. Non è più possibile (di tanto se né già accorto anche il Commissario Longo) tutelare la Salute se non procedere, il più presto possibile, all’assunzione di medici, tecnici, infermieri, operatori sociosanitaria poter davvero ricostruire la Sanità, con un modello di efficienza ed efficacia operativa. Pertanto, occorre consentire ,con l’ammodernamento tecnologico degli ospedali, consentire a tutti i cittadini calabresi di avere certezza ,sull’intero territorio, anche dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza. Purtroppo il Covid ha scoperchiato, anche nella Sanità calabrese, una situazione incredibile ,con tagli e turnover che i cittadini calabresi conoscevano sulla propria pelle!

La Sanità in Piano di rientro ha lasciato alle spalle dopo un decennio di commissariamento, anche una situazione a dir poco disastrosa, sia a livello assistenziale che a causa di un crescente disavanzo !

Comunque, per tutti i sindacati calabresi continuano ancora protestare sotto la sede istituzionale è una vergogna che da anni non vengono assunti medici, tecnici specializzati ed infermieri né vengono ancora utilizzati gli 86 milioni di euro per l’emergenza Covid!

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