ECCO I NODI DA SCIOGLIERE NEL SISTEMA SANITARIO REGIONALE


I Sindacati Confederali calabresi ,usciti allo scoperto, mettendosi contato, in via telematica, con il Ministro della Salute Speranza, gli hanno indicato ,come pro-memoria, i nodi che restano ancora da sciogliere nel sistema sanitario calabrese, mettendoli in fila, a cominciare dalla fruibilità dei Livelli Essenziali di Assistenza che restano ,soprattutto, finalizzati alla necessità di riorganizzare sia la rete ospedaliera che la medicina territoriale. In tale contesto figura anche la quantificazione e del debito sanitario (con bilanci non approvati in alcune Aziende Sanitarie Provinciali ), ed al suo risanamento e la campagna vaccinale.

La Calabria è la unica Regione che ancora non è riuscita ad utilizzare le risorse destinate all’emergenza covid sia per il potenziamento dei reparti destinati ai pazienti contagiati dal virus che per il reclutamento di nuovo personale anche se risale al dicembre scorso la certificazione del Tavolo “Adduce” dalla quale ebbe a risultare che la Regione Calabria nel 2020 non solo ha ridotto il costo del personale quanto non ha ancora coperto i posti cacanti in seguito ai pensionamenti. Difatti, per i Sindacali Confederali Calabresi le graduatorie risulterebbero ferme, i contratti non rinnovati, il precariato non stabilizzato né si sta procedendo ai concorsi. Nella distribuzione del fondo nazionale per la Sanità non deve essere più presa in considerazione la spesa storica ma deve essere tenuto in considerazione la distribuzione dei fondi in proporzione al numero degli abitanti. Né si comprende poi la fine che abbiano fatte le risorse aggiuntive previste dal Decreto Calabria (circa 60 milioni di euro anno per il triennio 2021/2023 e circa 15 milioni di euro destinati all’emergenza covid. Pertanto, su indicazione del Ministro della Salute, dovrà essere (se ancora non l’ha fatto) Il Commissario Longo a predisporre un crono programma per la finalizzazione di tali risorse sugli investimenti per il settore.