ECCO PERCHE’ LA CALABRIA NON ANDAVA CLASSIFICATA DA “ARANCIONE AD ALTO RISCHIO”


La “svolta” , con la esclusione della Calabria dalle Regioni in “giallo”è arrivata dopo la conferenza da parte del Comitato tecnico scientifico ,anche se la decisione ha destato particolari perplessità visto lo stato attuale dell’emergenza sanitaria in Calabria. A preoccupare, in primo luogo, sono gli ospedali ed il tasso di occupazione dei posti letto che continua inesorabilmente a salire.

Nella settimana in cui la accennata Conferenza del Comitato tecnico scientifico aveva valutata la situazione ,in terapia intensiva solo il 26% dei posti letto era occupato mentre il punto dell’emergenza vera e propria era il 49% dei reparti di area medica-

Pertanto, la maggior parte dei calabresi ha rispettato e continua a rispettare le norme, con l’aiuto delle Forze dell’Ordine e di tutti gli adDetti alla sicurezza, con quel senso di responsabilità che è continuato a crescere da ottenere anche quel risultato purtroppo non riconosciuto dal Comitato Tecnico Scientifico,

Ma non occorre abbassare la guardia, perché non possiamo ancora essere sicuri perché lo saremo solo se continuiamo a tutelare l’un l’altro solidamente.

La nostra Regione ha delle difficoltà ultratrentennale ,anche se nota,ma mai ,purtroppo,risolte nel campo della Sanità.

Da una parte, per il Comitato Tecnico Scientifico il rischio, in Calabria, è in calo con un indice Rt a 0,93 con la classificazione complessiva di rischio comunque “moderata”.

Poi lo stesso Comitato Scientifico fa emergere, per giustificare l’arancione” anche la presenta di “alto rischio”.

Pertanto,se ,dall’indagine epidemiologica il fatto dei numeri positivi sia a 138 ogni 100 mila abitanti, dovrebbe consentire alla Calabria l’abbassamento delle misure.

Panorama Sanitario Calabrese

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