I VACCINI SONO SICURI PER GLI AUTOIMMUNI SECONDO GLI ESPERTI NON VANNO INTERROTTE LE CURE


È unanime l’opinione di immunologi, clinici, virologi, reumatologi, pneumologi ,medici di medicina interna sulle vaccinazioni anti-covid per gli autoimmuni, che secondo gli esperti non vanno interrotte le cure per tali pazienti.

Difatti solo per alcuni farmaci specifici la cura va modificata con la somministrazione posticipata del vaccino rispetto al trattamento farmacologico. Pertanto, per tali pazienti è sufficiente seguire le poche e semplici indicazioni delle nuove linee di indirizzo sulle vaccinazioni anti-covid 19 per non aver alcun problema da poter andare incontro al richiamo in tutta tranquillità.

Tra le raccomandazioni emerse dalle valutazioni degli esperti, è necessario avere una patologia clinicamente stabile da almeno un mese ed il richiamo a vaccinarsi quanto prima per tutti coloro che non l’avessero ancora fatto.

Per i pazienti con malattie autoimmuni il Ministro della Salute ha disposto l’inserimento nella categoria dei pazienti fragili e prioritari per la vaccinazione anti-covid. Per cui è auspicabile che tutti abbiamo già ricevuto almeno la prima dose di un vaccino (Pfizer o Moderna) indicati come preferenziali rispetto a quelli a vettore virale non replicante.

Più difficile è invece stabilire se i pazienti con immunodeficienze secondarie ed altre patologie o condizioni, per esempio, di chi ha infezioni virali croniche o neoplasie ematiche o tumori solidi ,in donne in gravidanza o chi soffre di malnutrizione, si sia già vaccinato. Chi invece, non l’avrebbe fatto dovrà subito provvedere perché anche se il vaccino probabilmente induce una risposta inferiore rispetto alla popolazione generale, offre comunque egualmente un buon livello di protezione.

Il nuovo documento della task force specifica che “ i pazienti con patologie autoimmuni /auto infiammatorie ed immunodeficienze primitive/secondarie devono essere in fase stabile da almeno un mese altrimenti la patologia, purtroppo, potrebbe peggiorare. Pertanto, anche se le malattie si associano ad una riduzione delle piastrine (esempio piastrine autoimmuni) o ad alterazioni della coagulazione (sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi primaria o secondaria) si può fare il vaccino solo se si è raggiunta una stabilità clinica. Comunque non occorre eseguire esami specifici prima o dopo il vaccino.

Qualsiasi infezione intercorrente sconsiglia l’uso del vaccino fino alla sua risoluzione. Chi, invece, è in terapia, con farmaci immunosoppressori potrà vaccinarsi. Difatti il documento indica anche i farmaci immunosoppressori che possono essere assunti 0durante la vaccinazione e quali, viceversa, devono essere ridotti di dosaggi.


Prof. Enrico Maggi -Coordinatore della task force

Per le Malattie autoimmuni /auto infiammatorie e

le immunodeficienze primitive e secondarie