IL DECRETO “CALABRIA” BIS È LEGGE PERTANTO OCCORRONO ANCORA ALTRI DUE ANNI DI COMMISSARIAMENTO




Con l’approvazione del Decreto “Calabria” bis ,che dovrebbe essere lo strumento fondamentale per fare uscire la Calabria dalle secche in cui si trova la Sanità ,anche dopo un decennio di commissariamento, con la nomina di Guido Longo, Commissario alla Sanità occorreranno, purtroppo, ancora altri due anni per risanare la Sanità.

La Legge approvata disciplina i compiti e le funzioni del nuovo Commissario ad acta, in relazione dell’attuazione del Piano di rientro della Regione. Pertanto Longo, da Commissario, è chiamato a svolgere i compiti di rafforzamento strutturale della rete ospedaliera del Servizio Sanitario Regionale con l’adozione di specifici piani di riorganizzazione per far fronte anche all’emergenza Covid 19.La Regione ha, invece, il compito di mettere a disposizione del Commissario Longo, gli uffici, il personale ed i mezzi necessari da consentire l’espletamento del ruolo avuto assegnato, con un contingente di personale costituito da almeno 25 unità che abbiano però la capacità e l’esperienza di svolgere tale lavoro. Nel decreto figura anche una modifica al testo approvato col quale si autorizza il Commissario ad intraprendere un piano straordinario di assunzioni di personale medico, sanitario e sociosanitario .Ad autorizzare tali assunzioni sarà, però, il Ministro della Salute, sulla base del fabbisogno rilevato dallo stesso Commissario Longo nelle Aziende del Servizio Sanitario Regionale. Per il decreto la struttura piramidale ,oltre al Commissario ed ai sub-commissari, sarà composta anche dai Commissari straordinari ad hoc che possono essere scelti anche tramite l’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di Direttore Generale da assegnare sia nelle Aziende ospedaliere, sanitarie provinciali ed eventualmente negli altri Enti del Servizio Sanitario Nazionale. Un'altra “novità” del decreto riguarda la collaborazione con la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate al fine di porre in essere “attività tese al contrasto delle violazioni connesse all’attuazione del Piano di rientro.” Trattasi, pertanto, di un “regime” più stringente della Sanità da consentire anche lo scioglimento delle Aziende Sanitarie in caso di rilevanti equivoci o forme di condizionamento da parte “esterna”. Per oltre un decennio , con la Sanità commissariata, si è ulteriormente aggravata la situazione ,senza produrre alcun risultato se non quello di far crescere ancora il disavanzo. È’ un decreto che, pur se criticabile su taluni profili costituzionali, dovrebbe, però, creare anche le condizioni per il ritorno della Sanità alla normalità .Lo Stato ,con la collaborazione delle altre Regioni, con tale decreto si è impegnato con l’assegnazione alla Calabria di 60 milioni di euro in tre anni ,di dare la possibilità alla Sanità in Piano di rientro di ripianare non solo il disavanzo quanto permettere nuove assunzioni con la centralità del Ministero della Salute da evitare, il più possibile, ogni “vuoto” di responsabilità.

Pertanto, anche in memoria del Presidente della Regione Jole Santelli, recentemente scomparsa, il cui imperituro ricordo resterà sempre impresso nei calabresi, per le tracce lasciate del suo coraggio e la fermezza dimostrata nell’ impegno svolto a favore della “sua” terra di Calabria, ora occorre che tutti si impegnino affinché sia davvero garantita a tutti i calabresi il diritto di aver tutelata la salute, con un particolare riferimento ai malati oncologici da dare a questi ultimi anche la possibilità di accedere a diagnosi e cure tempestive. Per cui , con il Decreto “Calabria” bis, trasformato in Legge dello Stato, dopo un decennio di commissariamento, occorre fare in modo che i calabresi possono usufruire di una Sanità davvero all’altezza ,dal momento che nella nostra Regione, la classe medica e paramedica ,ha dimostrato e continua a dimostrare, con la capacità e l’esperienza anche l’abnegazione alla professionalità.

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