IL DECRETO CALABRIA HA SOLO USURPATO, CON LA PROROGA, TUTTE LE COMPETENZE REGIONALI


A contestare il Decreto “Calabria”, con la proroga dei Commissari,è anche il Presidente della Terza Commissione Sanità del Consiglio Regionale dott. Sinibaldo Esposito.

Un intervento duro, perché con il Decreto, è stato prorogato anche quello dei Commissari.

Difatti, il Consiglio dei Ministri, ancora una volta, dopo un decennio di commissariamento a dir poco fallimentare, ha inteso, con la proroga, anche usurpare la Regione di tutte le competenze regionali in materia sanitaria.

Per il Presidente della Commissione Sanità “ il Governo, avocando a sé tutti i poteri, ha solo fatto gravare sul bilancio della Regione gli stipendi sia della struttura commissariale che dei 25 prescelti ,tra dirigenti ed amministrativi, che dovranno costituire la struttura operativa alle dirette dipendenze dal Commissario ad acta il quale è stato delegato dallo stesso Consiglio dei Ministri ad impartire ordini e direttive sia al Dirigente Generale che ai Dirigenti degli Uffici del Dipartimento Tutela della Salute della Regione perché spetta al Commissario di occuparsi della completa gestione della Sanità regionale in tutti gli aspetti nessuno escluso, compresa anche ogni competenza in materia di edilizia sanitaria che sarà devoluta al Commissario straordinario per l’Emergenza Covid Domenico Arcuri il quale andrà ad occuparsi della gestione della Sanità calabrese“.

“Pertanto, come accennato, alla Regione è stato solo riservato l’obbligo di pagare gli stipendi oltre che di mettere a disposizione del Commissario ad acta e dei Commissari Straordinari il personale ,gli uffici ed i mezzi necessari all’espletamento dei rispettivi incarichi, utilizzando risorse umane ,strumentali e finanziarie disponibili”

Il Presidente della Commissione Sanità ha, però, espresso dei dubbi sui tempi previsti (60 giorni) per i vari adempimenti che dovrà adottare il Commissario ad acta, che riguardano con gli Atti Aziendali, anche il programma operativo Covid ed il Piano triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento della rete emergenza, ospedaliera e territoriale regionale.

Poi ha ricordato anche il “percorso immaginato dalla Santelli che, nel breve periodo di reggenza regionale, aveva affrontato con decisione la problematica sanitaria ,auspicando una fattiva interlocuzione con il Governo Centrale rivendicando, per la “Sua” Calabria il diritto ad una Sanità da Paese Civile senza alcuna velleità di guerreggiare, ma anzi in assoluta sintonia tra Governo e Regione ,soprattutto durante la fase Covid ,al fine di evidenziare come non possono esserci divisioni strategiche e strumentali davanti ad un diritto fondamentale come la Salute”

Ora occorre solo attendere cosa accadrà nei prossimi mesi e se la occupazione della Sanità calabrese troverà ancora il sostegno da parte del potere politico!

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