IL DISASTRO DELLA SANITA’ SAREBBE STATO PROVOCATO DA UN SISTEMA “MASSONICO-MAFIOSO”

CON L’AUDIZIONE DEL COMMISSARIO LONGO IN COMMISSIONE ANTIMAFIA E’ EMERSO CHE IL DISASTRO DELLA SANITA’ SAREBBE STATO PROVOCATO DA UN SISTEMA “MASSONICO-MAFIOSO” RAFFIGURATO DA UN “CENTRO DI POTERE” OCCULTO



Nessuna meraviglia né incredulità quella emersa dall’audizione in Commissione Antimafia resa dal Commissario alla Sanità per la conduzione del Piano di rientro Longo in quanto ha solo tracciato il quadro di riferimento di oltre un decennio di commissariamento,dal quale ha estratto un sistema sanitario trasformato,sin dagli anni 70 dalla Politica in “Centro di Potere” rafforzatosi dopo la costituzione di ben 31 Unità Sanitarie Locali, ridottesi ad 11 solo dopo anni di disastrose gestioni-

Ma anche le undici successivamente istituite. non è che abbiamo fatto di meglio ,tant’è che da anni, ben due delle cinque Aziende Sanitarie Provinciali (Reggio Calabria e Catanzaro) sono state sciolte ,a causa di accertate infiltrazioni mafiose, né le altre tre godano di un sistema sanitario in condizioni accettabili. Pertanto,l’audizione resa in Commissione Antimafia dal Commissario alla Sanità Longo ha solo rispecchiato una situazione di dissesto di un sistema sanitario “falcidiato” dalla mala-politica,non affatto sconosciuto dallo stesso calabrese Morra, Commissario dell’Antimafia. Un sistema sanitario che anche lo stesso Longo, tra l’altro, da ex Questore, molto esperto in materia ,appena ne ha avuto la possibilità ha posto su di un immaginario tavolo dell’Antimafia ,anche i tanti episodi che hanno interessato le varie Procure. Quindi. nessuna sorpresa ha destato la sua audizione ,anche perché di tale sistema “mafioso” se n’è sempre parlato, senza però ottenere alcun risultato se non quello dell’aumento del contenzioso. Pertanto, quella resa da Longo in audizione in Commissione Antimafia è da ritenere presumibilmente anche un ennesimo campanello di allarme, dopo oltre un decennio di Commissariamento della Sanità ,che, evidentemente dovrebbe essere non solo recepito, sul piano giuridico costituzionale, ma anche da prendere atto di tale incancrenita situazione sino ad adottare adeguati provvedimenti. Difatti, sia pure con personaggi diversi, quella di Longo è da ritenere solo una delle ultime audizioni, che al momento ha trovato solo titoli a più colonne sui giornali , con una “collezione “di denunce buona parte delle quali, al momento, hanno interessato più Procure. Per cui è un sistema che continua a lucrare consensi solo da parte di chi trae vantaggi da tale situazione con la copertura di una organizzazione che continua a viaggiare sul pianeta di una Sanità dilaniata da diffusa illegalità, dove anche il ruolo della Giustizia va incontro a difficoltà ad esercitarla.

S’è ,pertanto,trattata di un’audizione,quella di Longo, che presumibilmente sarà solo servita a sviscerare la realtà di un sistema sanitario “blindato” da un potere clientelare !


QUELLO DENUNCIATO DA LONGO E’ IL RISULTATO SCATURITO ANCHE DOPO OLTRE UN DECENNIO DI COMMISSARIAMENTO DELLA SANITA’ NON CERTO DA ADDEBITARE AD UN SISTEMA MASSONICO-MAFIOSO


A presiedere la Commissione Antimafia è il calabrese Nicola Morra. Un personaggio che conosce anche bene la situazione in cui versa la sua Regione come ha avuto l’opportunità di rendersi conto del sistema politico –clientelare vigente,da anni, nei vari settori della vita pubblica. Per cui nessuna meraviglia ha potuto suscitato ,nell’opinione pubblica, l’audizione di Longo in Commissione antimafia anche se riportata a carattere di scatola da alcuni quotidiani.. Né lo stesso Presidente dell’accennata Commissione sarà rimasto sorpreso da quanto denunciato da Longo, dal momento che non solo il disastro della Sanità quanto anche altre situazioni sarebbero ben note allo stesso Marra. Presumiamo, però, che non era questo il momento opportuno per pervenire ad un’audizione in Commissione Antimafia dal momento che la Sanità calabrese anche in un periodo di emergenza è egualmente riuscita a rientrare tra le Regioni in zona “Gialla”,da contenere. con i contagi, anche i ricoveri in Terapia Intensiva ed in Rianimazione. Che il sistema sanitario ,anche in un decennio di commissariamento, sia egualmente rimasto contagiato dal potere politico clientelare, presumiamo che ,almeno per Morra, non dovrebbe essere una novità. Né è da ritenere che lo stesso disastro, a cui continua a restare succube la Sanità pubblica calabrese ,è da addebitare alla massoneria ed alla ‘ndrangheta ma, viceversa, ad una politica clientelare. Pertanto è la impostazione del sistema che, almeno sino ad un recente passato, si è prestato alla politica tant’è che anche due Aziende Sanitarie Provinciali , pur essendo state commissariate da anni, sono ancora alla ricerca di una stabilità economica. Le inchieste, aperte e condotte da anni dalla Magistratura, hanno solo seminato tracce di infiltrazioni mafiose anche se il problema dei bilanci delle varie Aziende Sanitarie continua ad incontrare difficoltà nel gestire sia i dati che i rendiconti. Che il Commissario Longo, nell’audizione in Commissione Antimafia ,interpretando il suo ruolo, abbia posto sul tavolo di Marra anche un’operazione condotta con l’arresto di medici e dirigenti perché responsabili di essere collusi con la ‘ndrangheta tant’è che proprio uno dei dirigenti che aveva il compito di valutare il fabbisogno sanitario ai fini della fissazione dei budget figurava, in prima linea, tra i collusi erano episodi già noti. La verità è che nel sistema sanitario sono sempre mancati dei controlli serrati sui bilanci delle Aziende anche da parte di chi doveva provvedervi sul piano istituzionale. Pertanto, non è il sistema massonico- mafioso che ha consentito e tuttora consente di operare dietro il meccanismo dell’acquisto dei crediti da parte di Società estere quotate in borsa interessate ad acquisire l’enorme contenzioso delle Aziende .Né le anomalie verificatesi nelle vaccinazioni prima dell’arrivo della piattaforma di Poste Italiane lasciandole passare come “errori materiali” sono da addebitare al sistema massonico-mafioso.