IL RECOVERY FUND E' UNA RIVOLUZIONE PER LA SANITA', POTREBBE MODIFICARE ANCHE LA SANITA' CALABRESE


Sul “pianeta” della sanità calabrese, sono tanti i problemi da affrontare a partire dalla eliminazione di una situazione paradossale con preciso riferimento all’applicazione dello stesso Decreto “Calabria” a cominciare dai commissari delle Aziende ospedaliere e sanitarie che se pur decaduti per la mancata presentazione di bilanci restano ancora al loro posto senza alcun intervento legislativo che sarebbe servito a giustificare tale situazione. Per cui, mentre il Governo boccia gli emendamenti per prorogare le funzioni dei Commissari ora occorre attendere il mese di ottobre per mettere mano ai bilanci aziendali bocciati dal Commissario Longo a causa di gravi perdite d’Esercizio. Pertanto, al momento, senza una proroga, tutti gli atti prodotti dopo la decadenza automatica dei Commissari sono nulli. Difatti, se qualcuno l’impugnerà, sarà pesante per le Aziende. Intanto si continua a porre sul tavolo governativo la richiesta da parte della Regione relativa all’annullamento del debito contratto dalla sanità calabrese. Difatti, per la Regione, dopo aver apportato una ricognizione precisa attinente al disavanzo la stessa intenderebbe avviare, dopo aver definito la situazione sia di stralcio che di saldo, due gestioni separate per capire realmente il debito. A settembre dello scorso anno in Commissione vigilanza che si occupava dei bilanci, saltarono fuori debiti contratti dalle varie Aziende per oltre 2 miliardi –Ora si è in attesa di conoscere anche cosa c’era nei bilanci “bocciati” dal Commissario Longo.


IL RUOLO DEL COMMISSARIO LONGO E’ IMPORTANTE CON LA REDAZIONE DI UN NUOVO PIANO OPERATIVO DOPO AVER MODIFICATO IL DECRETO 64 DEL 2016


Il Commissario alla Sanità Longo questa volta è chiamato a svolgere un ruolo importante, da fare anche i conti con l’”ordinario”, a partire dai mostruosi dati sull’emigrazione sanitaria con una spesa annuale di circa 250 milioni di euro per cure fuori Regione.

L’emigrazione sanitaria è, pertanto, legata anche alla mancata riorganizzazione di quei piccoli presidi che vivono, da oltre un decennio, ai margini dell’assistenza sanitaria territoriale.

Pertanto, la “rivoluzione” della Sanità col “Recovery fund”, pone al centro il territorio con il potenziamento degli spedali, anche di certificare, per ognuno, il ruolo e la funzione che è chiamato a svolgere che resta sempre quello di dare risposte sia all’emergenza–urgenza che di organizzare gli interventi programmati.

Per il Commissario Longo, difatti, il primo punto da affrontare, d’intesa col Dipartimento Tutela Salute resta quello attinente alle Case della Comunità che, in Calabria, nel nuovo Piano ne sono state previste 96, (una per ogni 20 mila abitanti).

Il secondo riguarda, invece, gli ospedali di Comunità che sono 38, da utilizzarli sia per ricoveri brevi che per pazienti che necessitano interventi a media/bassa intensità. A seguire, in scaletta,figurano poi le cure domiciliari e la telemedicina con l’obiettivo di curare il 10% della popolazione over 65 e quella con patologia cronica a domicilio. Le Centrali Operative “118 “avranno, invece, le funzioni di coordinare anche i servizi domiciliari per interventi non urgenti. Trattasi,pertanto,di una vera rivoluzione per la Sanità calabrese .Pertanto questa volta non si può sbagliare .Lo stesso Longo ha poi preso impegno in Consiglio regionale di modificare il Decreto 64 del 2016 da poter ,in tal modo,attivare il nuovo piano operativo di cui abbiamo anche tracciato le lineeguida che avrebbero consentito di apportare la rivoluzione anche della Sanità calabrese .