IL VACCINO CI HA FATTO RITORNARE ALLA VITA

SONO STATI MOMENTI DIFFICILI CHE RESTERANNO IMPRESSI NELLA MEMORIA

COME LO SARA’ ANCHE IL RICORDO DI MEDICI, FARMACISTI,INFERMIERI ED OPERATORI SOCIO SANITARI TRAGICAMENTE SCOMPARSI MENTRE A VISO SCOPERTO AVEVANO LOTTATO CONTRO IL VIRUS!



Sono stati mesi difficili! Dodici mesi che nessuno dimenticherà mai. Un anno da …sopravvissuti .Il saluto al 2020 è quello di un addio con tante dolorose, tristi vicende che si sono susseguite sotto l’ombra compatta e tenebra di un nemico invisibile.

Ad inizio del 2020 il Covid era una parola ignota sino a quando il 4 gennaio dello scorso , se la memoria non ci tradisce, furono le autorità cinesi ad avviare, un’indagine di una “misteriosa” polmonite di natura virale con le prime decine di persone colpite da tale sconosciuto virus-. Da marzo in poi scoppiò la bufera. Difatti, da una semplice epidemia ,dopo appena qualche mese si trasformò in pandemia. Solo l’11 marzo fu l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dare notizia, in forma “ufficiale” che si stava avvicinando una tragedia senza precedenti! Questa è la storia del virus ,con un susseguirsi di capitoli a dir poco allucinanti a causa di una crescita, giorno dopo giorno, sia di contagi che di decessi. È stata una battaglia combattuta a viso aperto da medici, infermieri, operatori sociosanitari ed anche dai tanti volontari con la tragica scomparsa di diverse centinaia di medici, infermieri oltre che di alcune decine di migliaia di contagiati. Dopo aver lasciato alle spalle tante tristi, dolorose storie ora è in corso una campagna di vaccinazioni senza precedenti. Non è l’inizio di …“liberi tutti”. Ma il vaccino ci fa, però, guardare il futuro con più speranza e meno paura. Pertanto, il vaccino è da ritenere come il primo passo anche se occorre ancora avere prudenza perché non sono stati risolti tutti i problemi che restano tanti. Comunque , dopo mesi di totale oscurità, col vaccino si è cominciato a vedere finalmente un po’ di luce. Se non è proprio un momento di gioia, dopo tanti lutti, è certamente un primo passo nella direzione giusta! Per cui c’è necessità di una massima prudenza; rispettare le regole per uscire definitivamente, anche se in un tempo non lungo, da tale situazione. Essendo però la strada da percorrere ancora lunga, occorre continuare ad essere cauti, prudenti, responsabili perché, gradatamente, piano piano, riusciremo ad uscire da questa lunga notte di emergenza. Anche gli ospedali torneranno ad essere sicuri. Si sta cominciando a voltare pagina, lasciando alle spalle un anno caratterizzato da periodi difficili, vissuti in ogni famiglia, dentro le mura di casa. Ora col vaccino si è aperto sulla nostra vita anche uno squarcio di speranza, dopo aver lasciato alle spalle il rosso, l’arancione ed il giallo raffigurati dai colori dell’Arcobaleno. Non ci siamo potuti abbracciare sia a Natale che a Capodanno, ma nella immaginaria calza della Befana abbiamo trovato, con il “vaccino”, la più bella sorpresa. Purtroppo, anche in Calabria, non sono state poche le famiglie che hanno trascorso le feste in lutto, per aver visto falciati dal virus i propri cari. Come resterà impressa nella memoria di tutti ,in maniera indistruttibile, anche il ricordo di tanti medici, infermieri, volontari che hanno avuto tranciata la vita dal virus mentre, usciti a viso scoperto, hanno cercato di affrontarlo, per tutelare la salute dei tanti pazienti contagiati.


PER IL PROF. CARLO TORTI CHE GUIDA IL REPARTO DI MALATTIE INFETTIVE DEL POLICLINICO UNIVERSITARIO IL VACCINO E’ L’INIZIO DI UNA SIGNIFICATIVA INVERSIONE DI TENDENZA RISPETTO ALL’ANNO LASCIATO ALLE SPALLE


Sono 280 dosi di vaccino ,suddivisi in 56 fiale, che avranno al loro interno qualcosa di più articolato e complesso di “semplici e normali dosi di vaccino, quelle, al momento, assegnate alla Regione Calabria .Per il prof. Carlo Torti, Direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico Universitario di tratta di un inizio di una possibile e significativa inversione di tendenza, rispetto all’avvilente anno già lasciato alle spalle. Non sarà certo la soluzione di tutti i problemi, ma basterà solo cominciare ad iniettare le prime dosi di vaccino per pensare di aver voltato finalmente pagina, sino ad andare oltre il Covid. Pertanto, c’è necessità di far veicolare una informazione corretta, soprattutto adeguata sulla sfida al Covid puntando sul vaccino. Difatti, al momento, resta l’unica via per uscire dall’emergenza. Per cui, per il prof. Torti occorre la capacità di superare il momento difficile perché. purtroppo, l’emergenza non è ancora alle spalle. Saranno i mesi successivi alla somministrazione del vaccino a far registrare un cambiamento della situazione. Presumibilmente occorre ancora far leva sulla necessità di attenzione alla variabilità genetica del virus in ingresso perché il vaccino, almeno all’inizio, non risolverà tutte le problematiche. Per cui occorre non mollare la presa ,perché occorrerà ancora del tempo per far ritorno alla normalità .Difatti è giusto che i primi ad essere vaccinati sia il personale sanitario (medici, infermieri, tecnici di radiologia, rianimatori ) perché sono ancora a contatto con pazienti contagiati dal virus per essere poi anche più veloci, col vaccino, dell’accennato virus ! Pertanto c’è già una scaletta, dove figurano precise indicazioni dei soggetti preposti alla vaccinazione.


PER LE “ECCELLENZE” DELLA MEDICINA IL “VACCINO” È IL PIU’ GRANDE SFORZO SCIENTIFICO DI TUTTI I TEMPI CHE HA DATO SPERANZA ALL’INIZIO DELLA FINE DEL VIRUS


La tempesta Covid-19 che per mesi è stata raffigurata come un uragano di forza 5, dopo aver sconquassato l’intero pianeta mondiale, si sta gradatamente attenuando ,con l’arrivo dei primi vaccini che dovrebbero anche essere efficaci al 95%.

Pertanto, essendosi finalmente anche aperta la luce della scienza, alla paura è seguita la speranza perché è stato possibile, pur tra la confusione e l’incertezza, anche aggrapparsi, come punto di riferimento al vaccino.

Dovrebbe essere, pertanto, possibile, col vaccino, anche fermare, col contagio dilagante, anche i decessi.

Pertanto, il 2021 dovrebbe essere l’anno in cui anche la fonte di contagio del virus ,dovrebbe perdere definitivamente forza da evitare ciò che, purtroppo, s’è verificato nel 2020.

Per cui non dovrebbe esserci nessun tentennamento a vaccinarsi ,dal momento che ,trattandosi di un vaccino sicuro al 95%, solo il ricorso allo stesso potrebbe porre fino al virus.

Ad apprezzare il più grande sforzo scientifico di tutti i tempi da cancellare ogni dubbio sulla necessità di vaccinazione ,sino a spiegare anche il perché della necessità di immunizzarsi ,definendo il vaccino “sicuro” sono state le grandi menti della medicina calabrese ,ponendo su di un immaginario tavolo anche la rispettiva posizione a sostegno della vaccinazione.

Difatti, per il prof. Ciro Indolfi, Direttore del Centro di Ricerche sulle Malattie Vascolari dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro “il vaccino “come su accennato, “è il più grande sforzo scientifico di tutti i tempi da renderlo efficace e sicuro”-

Per il prof. Raffaele Bruno, Docente Universitario e responsabile di Malattie Infettive a Pavia “ Il vaccino dovrebbe rappresentare “il più grande effetto collaterale sia del siero che del persistente senso di benessere dato dalla speranza da far ritenere anche la fine del virus”.

Per il prof. Arnaldo Caruso ,Presidente della Società Italiana di Virologia Medica. il q ha tenuto a sottolineare come il “vaccino” per la sua sicurezza, dà già per certa la sconfitta del virus”.

Per il prof. Franco Romeo ,Presidente del Collegio dei Professori Ordinari di Cardiologia “ vaccinarsi non sia un obbligo ma un dovere morale”. Per il prof. Pasquale Spinelli, Primario Emerito dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano alludendo alla vaccinazione ha rimarcato che “ ogni singolo gesto è protagonista del futuro”.

Anche in Calabria, la ripartizione delle dosi di vaccino, è avvenuta nei sei Centri individuati dalla Regione: 2 a Catanzaro ( con dosi suddivise tra l’ospedale “Pugliese” ed il Policlinico universitario) e gli altri 4 Centri individuati a Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

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