INTERROGAZIONE PRESENTATA AI MINISTRI DELLA SALUTE E DELL’INTERNO PER IL “SANT’ANNA HOSPITAL”


I commissari prefettizi che sono alla guida dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro continuano ad avere un atteggiamento, a dir poco provocatorio, nei confronti del Consiglio di Amministrazione della Clinica “Sant’Anna hospital” da non riconoscerle il rimborso delle prestazioni da effettuare al Servizio Sanitario Nazionale per il 2011. Una firma, quella che ancora mancherebbe anche se la stessa varrebbe la sopravvivenza di una Clinica, sino a pochi mesi addietro orgoglio della Cardiochirurgia oltre che della buona Sanità finalizzata ad Alta Specializzazione. Trattasi di un atteggiamento ostile, quello tenuto dal commissari prefettizi, che non consente, con il trasferimento delle risorse necessarie anche la riattivazione dei motori della Clinica “bloccati”, di fatto, sin dalla vigilia di Natale. Come mai nell’ultimo bilancio dell’Azienda Sanitaria Provinciale, bocciato dal Commissario alla Sanità Longo non sia stato contabilizzato un credito di oltre 6 milioni di euro che il “Sant’Anna Hospital” vantava nei confronti della stessa Azienda Sanitaria. Al momento, c’è una delibera con cui vengono attribuiti 26 milioni di euro, ma si sconosce né la tipologia né la qualità delle prestazioni che devono essere acquistate. Ci sarebbe ancora tanto da scrivere, a cominciare dalle illegittimità contenute nel bilancio 2019 della su accennata Azienda Sanitaria una delle quali raffigurata dall’occultamento del debito di 6 milioni di euro nei confronti della Clinica. Sul comportamento tenuto dai commissari prefettizi nei confronti del “Sant’Anna Hospital” l’on Parentela ha interrogato anche i Ministri della Salute e dell’Interno ritenendo inaccettabile che la Clinica “Sant’Anna Hospital“ debba ancora aspettare per firmare con l’Azienda Sanitaria il contratto relativo al 2021 avendo già ottenuto l’accreditamento. Pertanto i Commissari Prefettizi hanno il dovere anche morale di definire i rapporti formali con il “Sant’Anna Hospital “ in modo che al più presto possono essere curati i pazienti da garantire anche i livelli occupazionali“. Intanto mentre l’Azienda Sanitaria si è costituita in giudizio per non pagare cento milioni di euro alla Clinica,da far coincidere tale presa di posizione con la bocciatura ottenuta sul bilancio 2019 viceversa la Cardiochirurgia del “Sant’Anna Hospital “continua a restare “chiusa” alla cura delle attività sanitarie correlate alle patologie cardiovascolari. Per cui anche il tentativo di frenare la mobilità passiva verso altre regioni per le su accennate cure, in tale situazione resterà solo sulla carta.