LA CALABRIA E’ IN PIANO DI RIENTRO A CAUSA DI UN MECCANISMO PERVERSO DI RIPARTIZIONE


Il buco di 170 milioni di euro saltò fuori nel 2009 in quanto la Calabria era la terz’ultima Regione d’Italia per spesa sanitaria a causa di un meccanismo perverso di ripartizione dei fondi nazionali che l’hanno sempre costretta di ricevere meno euro delle altre pur con malati cronici con patologie soggette a maggiore spesa sanitaria con costi esosi anche per la mobilità passiva.

Un concetto, quello fatto prevalere, basato sul dato della popolazione non, viceversa, sui malati cronici affetti anche da malattie più diffuse. Questa è la principale causa di una emorragia che continua a colpire il servizio sanitario calabrese ,tant’ che anche dopo oltre un decennio di Piano di rientro .la stessa gestione commissariale della Sanità ,continua ad accusare disavanzo,a causa del meccanismo della ripartizione delle risorse. Pertanto, con il commissariamento, si è andato incontro solo a “tagli” da lesinare anche la stessa erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza con conseguente blocco del turnover. Le richieste ,al Governo, finalizzate all’azzeramento del disavanzo, si accentuano. La Sanità continua ad essere protagonista questa volta per la rinegoziazione del prestito contratto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’estinzione dei

debiti sanitari cumulativamente registrati sino al 31 dicembre 2005 da alleggerire in tal modo,il tasso di interesse del prestito trentennale contratto nel 2011 dalla Regione con il Ministero della Economia e delle Finanze pari a 428 milioni di euro per ripianare i debiti sanitari fino a tutto il 2005. Allo stato attuale ,il residuo da pagare è pari ad oltre 359 milioni di euro di capitale e circa 265 milioni di interessi. Si tratterebbe, in sostanza,di una piccola “fetta” del debito sanitario calabrese ,dal momento che nessuno è ancora riuscito ad accertare anche si parla di circa due miliardi e mezzo di euro. Questa è la situazione in cui versa la sanità calabrese, affogata da debiti ed impossibilitata anche a garantire sull’intero territorio regionale gli stessi Livelli Essenziali di Assistenza.


PER CHIEDERE L’AZZERAMENTO DEL DEBITO OCCORRE PERO’ PRIMA ACCERTARE L’ENTITA’DEL DISAVANZO


Nel momento in cui si chiede al Governo l’azzeramento del disavanzo contratto dalla Sanità calabrese occorre anche conoscere la reale entità del debito .Cosa ,anche a distanza di anni,ancora impossibile, perché mancata soprattutto chiarezza sui conti delle Aziende sia Ospedaliere che Sanitarie. Pertanto la stessa richiesta di azzeramento ,tra l’altro,di un disavanzo che ancora non si conosce ,ciò sta a significare che si continua solo ad attribuire al debito la situazione finanziaria in cui versa la sanità calabrese. Difatti, il quadro drammatico lo si continua a raffigurare nei bilanci delle Aziende sia ospedaliere che sanitarie che continuano ad essere sistematicamente bocciati, senza saltar fuori la reale consistenza di un accertato disavanzo. Né i Commissari che si sono alternati al vertice delle accennate Aziende sono riusciti a chiudere, con dati certi, la situazione debitoria. Per cui, si continua ad andare avanti , per anni, con bilanci bocciati, con la Sezione contabile della Corte dei Conti che, annualmente, in occasione dell’apertura dell’Anno Giudiziario puntualmente richiama tale critica, inaccettabile situazione. Come poterne uscire da tale situazione se ancora, come accennato, tuttora si sconosce la situazione debitoria, anche se si parla di oltre 300 milioni di euro ?

Trattasi, pertanto, di uno scenario in peggioramento non solo per il disavanzo accumulato ma anche per i Livelli Essenziali di Assistenza perché ci sono molte cose che non vanno per il verso giusto.

Cosa si nasconde sotto la immaginaria coperta dei bilanci bocciati ?