LA CALABRIA FIGURA AGLI ULTIMI POSTI DOVE SI INVECCHIA E CI SI AMMALA DI PIU'


La Calabria, dagli ultimi dati, nella scaletta delle Regioni, figura, purtroppo, agli ultimi posti dove si invecchia e si ammala di più. Difatti, sono centinaia di migliaia gli anziani con larga percentuale di malati cronici, che va seguita con prestazioni sanitarie che possano consentire cure appropriare alle malattie, con una continuità assistenziale. Ecco il motivo per cui occorre che di tale situazione ne tenga soprattutto conto la Conferenza Permanente Stato-Regioni nel momento in cui procede alla ripartizione, tra le Regioni, del Fondo Sanitario Nazionale. Occorre,pertanto,un grande Patto di solidarietà tra le Regioni, che debba tener conto anche degli anziani e dei malati cronici che hanno bisogno di cure, con la consapevolezza di assicurare tale assistenza. La Regione Calabria è chiamata a fare la sua parte, anche in questo delicato settore sanitario assistenziale, a sostegno degli anziani e dei malati cronici, irrobustendo la cerniera delle Case della Salute, con un aggiornato potenziale tecnologico, da evitare il ricorso ai “Pronto Soccorso” degli ospedali. Pertanto, le accennate Case della Salute, dovranno costituire una piattaforma solida sulla quale dovranno fare riferimento, all’occorrenza, anche i Medici di base, che per la Sanità che si occupa di assistenza territoriale, costituiscono un perno insostituibile dell’intero assetto del Servizio Sanitario. Poiché siamo in tema di organizzazione della rete sanitaria territoriale, è bene che si tenga anche conto dei 18 presidi ospedalieri di cui si continua solo a parlare, ma non a riconvertirli, anche se nel Decreto Calabria si fa specifico riferimento al loro riutilizzo. Pertanto, sia dalle Case della Salute, (con riferimento ad una Calabria che invecchia con ammalati cronici) che da una Sanità pubblica che ancora non può contare su di una rete assistenziale territoriale efficiente ed efficace; sia dalle Aziende Ospedaliere e Sanitarie con bilanci bocciati che da un Piano di rientro, che continua ad offuscare, con i suoi dictat anche la buona Sanità sia pubblica che privata convenzionata; sia da una emigrazione sanitaria in altre Regioni che incide sul bilancio regionale dai 250 ai 300 milioni di euro annui che dai medici, infermieri ed operatori sociosanitari ancora in attesa della proroga dei contratti in scadenza il prossimo 31 luglio tenendo conto che l’ emergenza è ancora da stabilizzare, come in Calabria si può parlare di una ripresa conal centro la Salute dei cittadini il cui rispetto alla loro tutela è imposto dall’art.32 della Costituzione ?