LA COSTRUZIONE DEI QUATTRO NUOVI OSPEDALI ANDAVA REALIZZATA SU QUATTRO DISTINTE AREE TERRITORIALI


La costruzione dei quattro nuovi ospedali, che si sarebbero dovuti realizzare su quattro distinte aree territoriali, pur riconosciuti indispensabili nel contesto della programmazione di una rete ospedaliera regionale, resta ancora da immaginarla, anche se, con una Sanità in Piano di rientro, di tale problema si sarebbero dovuti anche farsi carico i Commissari ad acta in quanto tali insediamenti rientravano anche nel contesto dell’attuazione del Piano di rientro.

Perché, facendo riferimento a tale storia, insistiamo sull’ordinanza registrata anche alla Sezione regionale della Corte dei Conti di Catanzaro ?

Perché all’Autorità Regionale Stazione Unica Appaltante era stato affidato l’incarico di accertare anche la documentazione sul possesso dei requisiti previsti dal bando di gara per la costruzione di ogni singolo ospedale.

Pertanto l’invito era stato rivolto a quanti erano interessati a partecipare alla gara di appalto, con un progetto preliminare ed uno schema di contratto con i relativi documenti indicati.

Quanto descritto, era ampiamente citato nel decreto n. 2 dell’allora Presidente dell’Esecutivo regionale del 7 gennaio 2013, con l’Ordinanza dell’allora Capo del Dipartimento della Protezione Civile in quanto la stessa restava finalizzata a favorire la costruzione dei nuovi quattro ospedali oltre al potenziamento funzionale e di innovazione tecnologica delle aziende di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.

Un decreto di ben 14 pagine, sottoscritto dal Primo Commissario ad Acta per la conduzione del Piano di Rientro ,che andava solo attuato procedendo al bando di singole gare di appalto, con finanziamento già ottenuto per la realizzazione dei nuovi ospedali.


DIFFICILE ANCHE CAPIRE COME DA COMMISSARIO AL PIANO DI RIENTRO PRIMA FIRMA IL DECRETO SULLE GARE DI APPALTO DEI QUATTRO NUOVO OSPEDALI SUCCESSIVAMENTE DA PRESIDENTE DELLA REGIONE NON NE TIENE CONTO


Per come era stato descritto il decreto del Commissario ad acta della Sanità in Piano di rientro a conferma dell’ordinanza emessa dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile in data del 5 dicembre 2012 la Regione Calabria avrebbe dovuto seguire tale traccia finalizzata alla costruzione dei nuovi quattro ospedali ,affidando le competenze sia delle procedure che dei rapporti giuridici alla Struttura Regionale Tecnica per il Coordinamento e l’Alta Sorveglianza sull’attuazione dei progetti secondo il Codice delle procedure di gare distinte per ciascun ospedale in conformità agli atti già pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea in data 30 dicembre 2010.

Pertanto,il Presidente della Regione Calabria aveva il compito di attenersi al decreto emesso da

Commissario ad acta del Piano di rientro senza violarlo , come ,purtroppo,è avvenuto ,sino a sottoscrivere una convenzione con una Società (qual’era la “Infrastrutture Lombarde”) da affidare alla stessa,senza gara di appalto,con la progettazione anche la realizzazione dei quattro nuovi ospedali.

Pertanto,sin dall’inizio la costruzione dei quattro nuovi ospedali s’era trasformato in un quadro drammatico da far mancare anche la stessa idea di come ed in che modo ,riuscire dopo anni di tanti ritardi accumulatisi, di poterli recuperare da consentire ,con il riappalto dei lavori,anche l’apertura dei cantieri.

Tra i tanti problemi quello che risultava più importante figurava quello finanziario della TECNIS Difatti,per ogni ospedale erano sopravvenute difficoltà tali da far allontanare anche l’importo di 443 milioni di euro che figuravano in scaletta sin dal 2013.

Per cui il tempo dell’apertura dei cantieri si allontana anno dopo anno.

Pertanto,per quanto riguardava l’ospedale della Sibaridite, nel 2018 continuavano solo i lavori stralcio del progetto che interessava lo sbancamento ed il movimento di terra ,che iniziato il 29 gennaio 2018 sarebbero dovuti terminare solo dopo 120 giorni. Ne erano,invece passati,a quella data ben 240 giorni ad ancora non c’era traccia di apertura di cantiere.

Per l’ospedale di Gioia Tauro a fine ottobre del 2018 ancora non esisteva alcun progetto esecutivo essendo sorto il problema dell’interramento dell’Elettrodotto che aveva bisogno dell’autorizzazione ministeriale.

Pertanto,sarebbero occorso risorse per procedere a tale interramento .

Ancora più drammatica si presentava nel 2018 la situazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia perché il contratto di concessione stipulato nel settembre 2014 solo nel luglio 2018 venne sottoposto a verifica.

Per cui occorreva il rilascio dell’autorizzazione antisismica con un nuovo progetto che,rispetto alla gara di appalto,richiedeva ulteriori oneri di circa 17 milioni di euro.

Pertanto la storia delle costruzione dei tre nuovi ospedali avrebbe richiesto di nuovi capitoli ,da allontanare ulteriormente i tempi di apertura dei cantieri.

Del nuovo ospedale di Catanzaro l’unica traccia figurava solo nel primo decreto emesso dal Presidente della Regione da Commissario ad acta della Sanità in Piano di rientro,con il finanziamento ma per la costruzione non c’è stato alcun progetto né di massima,né esecutivo.


PURTROPPO L’ULTIMO CAPITOLO DI TALE STORIA HA SOLO INTERESSATO L’INSERIMENTO DELLA REGIONE CALABRIA NELLA ZONA “ROSSA”PER MANCANZA DI POSTI LETTO IN TERAPIA INTENSIVA


Il punto centrale dell’inserimento della Calabria nella zona “rossa” è da individuare nella mancanza di posti letto in terapia intensiva negli ospedali Difatti, mentre per il Ministero della Salute sono necessari 300 posti letto per fronteggiare la seconda ondata della pandemia , al momento, i posti letto disponibili sono 146, pertanto meno della metà degli indicati dal Ministero della Salute. Pertanto, gli altri 150 posti letto figurerebbero solo sulla carta. Difatti, il Piano Covid prevede la realizzazione degli altri 134 posti letto. A giustificare tale stato di cose , è il ritardato stanziamento, da parte del Commissario straordinario per la emergenza Covid delle risorse per l’attuazione di tale Piano. Difatti , solo con l’utilizzo di tali risorse sarebbe stato possibile alla Regione Calabria individuare i soggetti attuatori dell’accennato Piano nelle stesse Aziende ospedaliere e sanitarie della Regione.

Pertanto solo ora, con le risorse avute assicurate ,le accennate Aziende si sono attivate per l’istituzione di posti letto da riconvertire in Terapia intensiva.

Anche gli stessi ventilatori polmonari ,inviati dalla Stato alla Regione Calabria, con le risorse ottenute verranno utilizzati.



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