LA “GESTIONE” DELLA PANDEMIA IN CALABRIA FINISCE CON UN ESPOSTO DA PARTE DEI SINDACATI ALLA PROCURA


Ormai non ci sono più limiti alla protesta sulle responsabilità, negligenze ed inadempienze che, sommandosi, alle gravi criticità del sistema sanitario regionale hanno fatto precipitare la Calabria in piena seconda fase della ondata della pandemia da Covid 19 da rendere la situazione ancor più preoccupante, ad un passo del crollo , come, tra l’altro, attestano le dichiarazioni e le proteste del personale sanitario giunto ormai all’estremo, con ospedali da tempo entrati in tilt, con pazienti che pur in gravi condizioni restano fermi ai “Pronto Soccorso” in attesa di un posto letto in Terapia intensiva.

Questa volta a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro ed alla Corte dei Conti sono le Organizzazioni sindacali, col quale sono stati ricostruiti anche tutti i passaggi compiuti dalle Istituzioni ed autorità competenti (Governo, Regione, Commissario ad acta per il Piano di rientro dal deficit, sin dall’inizio della pandemia perché solo ora si è provveduto a 300 assunzioni ed al tempo stesso, a potenziare i posti letto in Terapia Intensiva e nei reparti insieme all’assistenza domiciliare ai malati di Covid non in grave pericolo.

La denuncia alla Procura della Repubblica di Catanzaro è scaturita dopo le sconcertanti incongruenti dichiarazioni dell’ormai ex Commissario Cotticelli, da mettere in evidenza anche il ritardo, nonostante le ripetute sollecitazioni ai soggetti attuatori il Piano di riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid a firma di Coticelli emanato dalla Regione Calabria il 18 giugno 2020 con il decreto n.91 col quale si prevedeva anche l’obbligo per i Commissari Straordinari delle Aziende Ospedaliere e Sanitarie del Servizio Sanitario Regionale di attuare quanto in esso contenuto, che, viceversa, essendo solo rimasto sulla carta, ha causato l’inserimento della Calabria nella “zona rossa”con grave rischio non solo per la Sanità quanto anche per la sicurezza pubblica con pesanti ricadute sia economiche che sociali.

Pertanto, i segretari regionali dei sindacati , con l’esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro hanno anche segnalato “come in questo periodo di Pandemia , oltre ad errori ed omissioni,nella catena di comando di controllo delle procedure ed all’inefficienza organizzativa, si siano rilevati, tra i diversi soggetti attuativi del Pino Anti- Covid , numeri e dati discordanti sui posti letto in Terapia intensiva, nei reparti e nei numeri dei tamponi effettuati e processati, nonché sull’assistenza domiciliare.


IL PUNTO DI RIFERIMENTO DELL’ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA HA FATTO RIFERIMENTO AL DECRETO EMESSO DA COTTICELLI NEL GIUGNO SCORSO CON LE SUE CONTRADDIZIONI


Non v’è dubbio che anche l’esposto in Procura riguarda le contraddizioni emerse sulle affermazioni fatte da Cotticelli secondo le quali “si era proceduto a potenziare ,per quanto possibile,i posti letto in terapia intensiva e malattie infettive ,con la qualificazione di spazi disponibili o di pazienti dismessi con la contestuale riconversione di molti reparti ,sia presso gli hub che gli spoke nelle cinque province”.

Difatti,per Cotticelli, “attraverso tale operazione è stato possibile incrementare i posti letto disponibili in Terapia intensiva di oltre il 65% rispetto al numero dei posti ante-pandemia”.A tal punto i sindacati,con l’accennato esposto, hanno fatto esplicito riferimento alle dichiarazioni delle Strutture Sanitarie rispetto allo scarto tra le dotazioni di posti letto in Terapia intensiva dichiarati disponibili e quelli effettivamente disponibili.

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