LA POLITICA REAGISCE ALLA SENTENZA DELLA CONSULTA

Mentre da una parte la Regione davanti la Corte Costituzionale ha contestato totalmente il Decreto Calabria - bis, dall’altra l’Avvocatura dello Stato ha, viceversa ricordato, le ragioni di quelle misure straordinarie. Il retroscena della sentenza che ha dichiarato parzialmente anticostituzionale il Decretone sta nella difesa delle controparti. Mentre da una parte la Regione ribadisce come i decenni di commissariamento siano stati peggiorativi viceversa lo Stato addebita alla Regione, a fronte di una situazione gravissima la sua inerzia. Nel contempo l’Avvocatura dello Stato cita i verbali del Tavolo “Adduce” di maggio 2020 dove venivano poste in evidenza “le notevoli criticità con riferimento alla rete ospedaliera, a quella perinatale, oncologica ,all’Assistenza Territoriale, alla gestione del personale, allo stato dei pagamenti delle Aziende del Servizio Sanitario della Regione Calabria ai flussi informativi, alla contabilità analitica ed al programma operativo per la gestione dell’emergenza Covid 19”. Non è mancata la risposta della Regione che ha addebitato ai Commissari ad acta la mancata verifica sul sistema sanitario regionale .in proiezione dell’attuazione del Piano d rientro. Al che lo Stato ha replicato tale mancata verifica all’assenza dei Direttori Generali in carica che lo era al momento dell’entrata in vigore a Regione.