LA RETE ANTI-COVID PER COME FIGURAVA IN CALABRIA NEL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE


Poiché sono i numeri quelli che contano, è bene utilizzare tale chiave di lettura. Con l’incalzante Coronavirus era stato impostato il Piano di organizzazione delle terapie sia intensive che semi -intensive con il numero di posti letto, di personale medio, infermieristico e di operatori sociosanitari da inserire nei vari presidi ospedalieri.

Per le nuove assunzioni nell’Azienda Ospedaliera di Catanzaro per la terapia intensiva ai 15 posti letto disponibili se ne sarebbero aggiunti 16, mentre 15 per la semi intensiva. Per le nuove assunzioni, figuravano 9 medici, 20 infermieri, 10 operatori sociosanitari per un totale di 39 unità.

All’Azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini” ai 18 posti letto già disponibili per la terapia intensiva ne sarebbero stati aggiunti altri 14. Per le nuove assunzioni 11 medici,24 infermieri,12 operatori sociosanitari per un totale di altre 39 unità.

All’Azienda ospedaliera di Cosenza ai 34 posti letto già disponibili per la terapia intensiva se ne sarebbero aggiunti altri 19, mentre 28 per la semi-intensiva. Per le nuove assunzioni 34 medici,45 infermieri,23 operatori sociosanitari per un totale di 88 nuove Unità.

All’Azienda di Reggio Calabria ai 20 posti di terapia intensiva già disponibili se ne sarebbero aggiunti altri 24 mentre 14 in terapia semi-intensiva. Per le nuove assunzioni :12 medici,27 infermieri e 133 operatori sociosanitari per un totale di 52 Unità.


OCCORRE CHE SI GARANTISCA ALLA SANITA’ POSTI LETTO, MEDICI, INFERMIERI ED OPERATORI SOCIOSANITARI


Ai numeri di posti letto e di assunzioni di medici, infermieri ed osservatori sociosanitari occorre accertarsi che siano concretizzate con i fatti. Le stesse interessavano anche le cinque aziende sanitarie provinciali, anche in numero consistente. Trattasi di Aziende Sanitarie che coprono un territorio piuttosto vasto che hanno necessità di posti letto, personale medico ed infermieristico come di operatori sociosanitari. Pertanto, dalla consolidata capacità ed esperienza del nuovo Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute, dipenderà anche accertare il reale costo dell’emigrazione dei pazienti, da evitare che possano pesare sul disavanzo della Calabria anche quelli di altri territori. Il nuovo Esecutivo regionale deve fare la sua parte, a differenza dei precedenti, questa volta col piede giusto.