LA SITUAZIONE DELLA SANITÀ CALABRESE È LEGATA AD UN DECENNALE COMMISSARIAMENTO

Ormai l’attuale Consiglio regionale come lo stesso esecutivo ha già staccato la spina dalla presa istituzionale in attesa che ad ottobre l’elettorato possa invertire anche la marcia alla Sanità indicando, col voto, una gestione regionale non più distaccata dal Dipartimento Tutela Salute e dalle stesse Aziende sia ospedaliere che sanitarie. Per cui c’è da sperare che tante cose, a cominciare dal Piano Sanitario Regionale, che potevano essere fatte non lo sono state, come la stessa Programmazione della Sanità non è ancora avvenuta anche per incapacità di quanti avrebbero dovuto mettere, in maniera molto chiara, in sesto, i servizi sanitari territoriali ritenuti fondamentali per sottrarre i “Pronto Soccorso” degli ospedali da un continuo, costante assalto, anche per patologie di poco conto. Pertanto occorrerà lavorare con impegno, capacità ed esperienza, nella ricostruzione della Sanità ,con risorse umane davvero all’altezza della situazione. Il vero problema è che sono proprio le risorse umane (medici, infermieri, operatori sociosanitari) che mancano, come occorre interrompere il commissariamento della Sanità lasciando alla capacità del nuovo esecutivo con la programmazione, anche l’azzeramento del debito perché solo in tal modo si potranno fare concorsi con il riavvio della macchina della sanità calabrese, senza andare incontro ad intoppi, perché tale è l’aspetto fondamentale. Pertanto è in tale ottica, con professionisti seri e capaci, sarà possibile riuscire a rimettere dentro il senso vero per raggiungere, con la programmazione, anche la progettazione di una Sanità pubblica con radici profonde ,su di un terreno solido ed efficiente.