NEL 2015 SCURA AVEVA TENTATO DI STACCARE LA SPINA AL "SANT’ANNA HOSPITAL"


Ecco la storia ,dal primo all’ultimo capitolo, che continua ad interessare una Cardiochirurgia,come quella del “Sant’Anna Hospital” che pur se riconosciuta tra i migliori Centri d’Italia, nel 2015, venne posta in discussione dall’ing. Scura ,da appena tre mesi nominato dal Consiglio dei Ministri Commissario della Sanità che con un suo decreto, tentò di staccare la spina della cardiochirurgia del “Sant’Anna Hospital” per fare spazio alla istituzione della terza Cardiochirurgia nell’ospedale di Reggio Calabria. Difatti, con tale decreto,(con una Sanità in Piano di rientro, con turnover e blocco

di assunzioni !) lo stesso Scura, violando sia l’ordinanza emessa dal Tavolo tecnico costituito da commissari ministeriali (Sanità e Economia e Finanza) che dal Ministero della Sanità che vietavano la istituzione di una terza Cardiologia ,ciò nonostante autorizzò la stessa Azienda ,con uno stanziamento di un milione e 540 mila euro, di assumere un primario cardiochirurgo, 7 cardiochirurghi, 6 cardio - anestesisti ,3 tecnici della perfusione e 25 infermieri.

Per condurre in porto tale operazione ( con una Sanità in Piano di rientro!)lo stesso Scura , dopo appena tre mesi dal suo l’insediamento da Commissario, il 9 giugno del 1015 ebbe a dichiarare di aver chiusa una intesa con l’allora Rettore dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro con la quale si puntava a realizzare nella Città dello Stretto “ una propaggine in grande stile di un reparto cardiochirurgico della Università di Catanzaro“ .

Presumiamo, però, che lo stesso Rettore della Università non avrebbe mai potuto chiudere con lo stesso Scura, una intesa dal momento che nello stesso Ateneo , già da anni, era stata istituita la Cardiochirurgia , a livello di alta specialità .Per cui lo stesso Rettore non avrebbe mai potuto dare l’ok ,con la chiusura di un’intesa con un Commissario alla Sanità da pervenire addirittura alla istituzione, nella Città dello Stretto, a circa 200 Km dal Campus ,di una “propaggine in grande stile di un reparto cardio chirurgico della Università di Catanzaro”.


ERA IL “CENTRO CUORE “ CHE , ANCORA CHIUSO, AVEVA GIA’ PROVOCATO UN DANNO ALL’ERARIO DI 40 MILIONI DI EURO CHE SCURA INTENDEVA “SALVARE” A DANNO DELLA CARDIOCHIRURGIA DEL “SANT’ANNA HOSPITAL“.


Anche la storia del “Centro Cuore” istituito, nello stesso ospedale di Reggio Calabria, in tale particolare situazione è da citare, dal momento che l’accennato “Centro Cuore” anche se non ancora attivato, aveva già arrecato un danno all’erario di ben 40 milioni di euro. Difatti, su di una segnalazione della Corte dei Conti ,che risale al febbraio 2015, (appena qualche mese prima della nomina di Scura a Commissario alla Sanità) furono i finanziari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria a condurre una inchiesta a causa di un colpo causato dal “Centro Cuore” a danno dell’Erario. L’accennato “Centro Cuore“ però avrebbe avuto bisogno di un qualificato personale, per poter giustificare la sua giustificata apertura. Per cui, l’occasione per l’operazione del “salvataggio” si presentò nell’aprile del 2015 quando giunse in Calabria, da Commissario alla Sanità, l’ing. Scura, già in pensione, il quale, presumibilmente, contattato da qualche personaggio ,interessato a salvare il “Centro Cuore”, si era subito interessato di trasformare quel “Centro Cuore” sino ad “inventarsi” la istituzione di una Cardiochirurgia ,utilizzando un finanziamento di un milione 540 mila euro che restava finalizzato per l’assunzione, con una Sanità in Piano di rientro, di una settantina di unità tra cardiochirurghi, anestesisti, tecnici della trasfusione ed infermieri ,sino a far ricorso addirittura ad una intesa (come riportato da Gazzetta del Sud del 9 giugno 2015) raggiunta con lo stesso Rettore della Università “Magna Grecia” di Catanzaro , senza però tener conto che con tale intesa avrebbe violato sia le ordinanze che i decreti emessi del Tavolo Ministeriale e da Ministero della Salute dal momento che nella Regione Calabria, già la presenza di due Cardiochirurgie (quella universitaria e del “Sant’Anna Hospital”) con una popolazione di poco più di un milione di abitanti, sarebbero risultate più che sufficienti da poter agganciare, in tal modo, entrambe al rapporto sia in termini di abitanti che quello che riguarda costo-benefici .


PERTANTO DAL 2015 CHE LA CARDIOCHIRURGIA DEL “SANT’ANNA HOSPITAL” RICONOSCIUTA , A LIVELLO NAZIONALE, TRA I MIGLIORI CENTRI D’ITALIA CONTINUAVA AD ESSERE VESSATA DA UN CORTOCIRCUITO ISTITUZIONALE !


il Commissario alla Sanità Longo, il Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute Bevere , il Presidente f.f della Regione Spirli si sono, pertanto, impegnati in tale situazione a che si riuscisse eliminare quel cortocircuito istituzionale da tutelare, con l’immagine del “Sant’Anna Hospital” anche quella delle Alte Specialità ,perché solo in tal modo sarebbe possibile contrarre la costosa migrazione di calabresi nelle strutture del Centro-Nord del Paese per sottoporsi a tali interventi.-

Pertanto, sia Longo che Bevere e Spirlì, da rappresentanti istituzionali, tenendo anche conto che era stata l’Agenzia Nazionale che si occupa dei servizi sanitari regionali a riconoscere che il “Sant’Anna Hospital” Centro di Alta Specialità del Cuore è tra i migliori Centri d’Italia sono anche riusciti, con l’apporto decisivo della Commissione regionale Sanità ,a chiudere definitivamente tale crisi. Difatti hanno tratto come conclusione ,dopo aver accertato che l’accennata Agenzia era pervenuta dopo un’indagine condotta,a campione,su oltre duemila strutture pubbliche afferenti alle varie branche mediche a dichiarare il “Sant’Anna Hospital tra i migliori Centri di Cardiochirurgia d’Italia da figurare anche in cima alle classifiche, soprattutto per gli esiti ottenuti su pazienti trattati in ambito cardio chirurgico ,mentre per il numero di interventi di by-pass aorto - coronarico ha occupato,il terzo posto nella graduatoria nazionale,per il basso indice di mortalità da risultare anche un dato significativo.

Pertanto,annualmente, gli interventi chirurgici ,in ambito cardiaco, sono stati quasi 900 mentre oltre 700 in ambito vascolare.

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