NEL MOMENTO IN CUI IL “SANT’ANNA HOSPITAL“ ERA PRONTO A RIPARTIRE...


Dopo aver effettuato lavori richiesti dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro per far ripartire il “Sant’Anna hospital” occorreva solo la firma di Longo (cosa successivamente avvenuta)per l’accreditamento, da ritenere, in tal modo, anche chiuso,(come è stato!) con tale ultimo capitolo, la descritta storia dell’accennata clinica. Purtroppo, c’è stato bisogno aggiungere, purtroppo, ancora l’ultimo capitolo per pervenire alla definitiva chiusura della parentesi. Poiché si continua a parlare di Storia è bene aggiungere anche qualche altro capitolo questa volta scritto né dall’Azienda Sanitaria Provinciale, né Longo Commissario alla Sanità ma dal Dipartimento Tutela Salute il quale aveva chiesto a Parisi, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Clinica, di ripresentare una istanza di accreditamento, proprio nel giorno in cui era stato già accertato il completamento dei lavori, tra l’altro eseguiti in tutta fretta da ottemperare, celermente, alle prescrizioni dettate dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Per cui anche la programmata ripartenza ebbe a subire un altro “stop”. Comunque ,a distanza di qualche giorno .il Presidente del Consiglio di Amministrazione del “Sant’Anna Hospital” ebbe la possibilità di ottenere anche il certificato unico di agibilità col quale veniva attestata la conclusione dei lavori.

Pertanto, la Clinica, contando sul parere positivo espresso dall’Organismo tecnicamente accreditante della Regione che con la Sanità in Piano di rientro resta ancora commissariata si riteneva chiusa de finitamente tale parentesi.

A tal punto, l’ipotesi di un cortocircuito istituzionale alimentato dalla burocrazia, ha ancora tenuto in sospeso l’accreditamento sino all’ok autorizzato dalla Commissione regionale alla Sanità.


SULL’ACCREDITAMENTO PERO’ PER DEI GIORNI E’ PREVALSO IL “MISTERO” ANCHE DOPO CHE IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ERA RIUSCITO A SANARE TUTTE LE PRESCRIZIONI


E’ da oltre vent’anni che “Panorama Sanitario” si occupa di Sanità ,mettendo su di una immaginaria graticola, anche quanti, negli ultimi cicli istituzionali, hanno trascurato di dotare la Sanità di un aggiornato Piano Sanitario Regionale ,col quale sarebbe stato possibile anche mettere un po’ d’ordine nelle Aziende sia ospedaliere che sanitarie, a cominciare dal disporre di aggiornati atti aziendali che avrebbero consentito dia accertare la mancanza di personale, sia medico che ausiliario, per procedere, con i relativi concorsi, alle assunzioni. Pertanto,anche per quanto riguarda il Protocollo di Intesa tra Regione e l’Università c’è la necessità di definirlo ,per poi stabilire anche il ruolo ed i compiti che la Costituzione ha assegnato ad entrambe le Istituzioni. Difatti, è la prima volta che “Panorama Sanitario “ è stato addirittura costretto, dedicare due fitte pagine con al centro il problema che restava finalizzato al solo rinnovo di una Convenzione che tra l’altro interessava un Centro di Eccellenza in Cardiochirurgia riconosciuto, a livello nazionale, come tra i migliori d’Italia, con accertati riscontri sulla qualità delle prestazioni. Pertanto ad una situazione emergenziale, provocata dal virus, che andava controllata da contrarre sia contagi che vittime, s’è data, invece, importanza, ad un rinnovo di una convenzione tra l’altro anche ben motivata.

Per cui l’ombra del “mistero” che aveva sconvolto le idee di quanti, continuavano ancora a tergiversare, anche con una Sanità con un alto indice di emigrazione in altre regioni, è…scomparsa ad avvenuto rinnovo di una convenzione!


OCCORRE FARE IN MODO CHE I CALABRESI SI POSSONO CURARE NELLA PROPRIA REGIONE


Dopo che il Consiglio di Amministrazione del “Sant’Anna hospital” aveva già sciolto ogni nodo ,a conferma della serietà di intenti finalizzata a dare la possibilità ai calabresi di curare la propria salute,nel caso specifico le patologie coronariche ,nella propria Regione sono passati ancora altri giorni per il rilascio dell’accreditamento.

Pertanto ,si è stato costretti, giorno dopo giorno, ad accumulare ,tra agibilità e verifiche, anche un accentuato senso di irresponsabilità, da coinvolgere ,con un corto circuito che, alimentato da una ossessiva, quanto pretestuosa burocrazia, è riuscito anche ad oscurare ,per un paio di settimane, l’immagine delle stesse Istituzioni coinvolte in tale problema-

Difatti, se Giletti fosse stato a conoscenza di una tale situazione, certamente avrebbe dato ampio spazio a tale sceneggiata ,da mettere a rischio anche la prosecuzione dell’attività ad un Centro di Eccellenza in Cardiochirurgia, pur riconosciuto tra i migliori d’Italia. Ed allora è bene che l’opinione pubblica sappia come ed in che modo, in Calabria vengono considerate le Eccellenze tant’è , in un recente passato, è stato fatto sparire dallo stesso “pianeta” anche un Polo oncologico, istituito da Regione ed Università, da accentuare anche la costosa emigrazione in altre Regioni, per sottoporsi a cure oncologiche.

Pertanto, seguendo lo stesso tragitto, si stava cercando di scalfire la stessa immagine di un’Eccellenza ,utilizzando un immaginario tavolo, con verifiche, contro verifiche, con “trasferimento” di competenze al solo scopo di individuare la formula da utilizzare per l’accreditamento ,solo perché il problema interessava un Centro di Eccellenza per le patologie del cuore ,non di estrazione “pubblica” ma di “privata convenzionata”. Questo, purtroppo, avviene nel contesto di una Sanità pubblica la cui immagine viene anche raffigurata da decine di ospedali abbandonati da oltre un decennio ed una Sanità con un Piano Sanitario Regionale fermo, dal 2008 ,su di un binario … morto, da costringere il Governo a classificare la Calabria prima da Zona “rossa”, poi da arancione” dal momento che anche in occasione dell’ultima emergenza covid, ha messo in cattiva luce la debolezza di un sistema sanitario, ancora incapace di assicurare, in emergenza, anche un numero adeguato di posti letto.

Difatti, mentre la Sanità pubblica continua ad accusare un disavanzo difficile anche da valutare ,viceversa, con un cortocircuito istituzionale, si è solo continuato ad andare alla ricerca di un modello per sciogliere il nodo di un accreditamento !

Dopo mesi di “assedio” a sciogliere definitivamente tale falso nodo, ci ha pensato la Commissione regionale Sanità presieduta dal dottor Esposito la quale è riuscito a tirar fuori ,dopo un incontro con i vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale , la soluzione da individuarla anche come una “giusta causa” sino a chiudere con l’ultima pagina la storia di un rinnovo di accreditamento al “Sant’Anna Hospital”!

Questa volta, però, la parola “fine” spetterebbe, a pieno titolo solo ad un….“cantastorie” !

Panorama Sanitario Calabrese

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