OCCORRE DARE UNA DECISA SVOLTA ALLA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE PER PORRE UN FRENO ALLE NUOVE VARIANTI




E’ inutile sottolineare l’importanza, in via prioritaria, della vaccinazione fissando anche l’ordine delle priorità senza perdere un attimo di tempo. Pertanto, occorre vaccinare il più possibile da immunizzare coloro che appartengono alle categorie più fragili.

Solo in tal modo si potrà ridurre, anche in Calabria, con il numero dei decessi, anche il raggiungimento dell’immunità di gregge. Per cui, la Regione dovrà attenersi al piano contenuto nella nuova ordinanza emessa da Figliuolo, Commissario straordinario all’emergenza Covid, dove figurano tutte le indicazioni da osservare nella conduzione della campagna vaccinale .

Purtroppo, la Calabria, sino a qualche settimana addietro, restava ancora fanalino di coda tra tutte le Regioni per il numero di dosi di vaccino somministrate. Difatti, dai dati aggiornati al 25 aprile, la Calabria era al 78% con 412.075 dosi inoculate a fronte di 528.530 consegnate. Probabilmente trattasi di dati di vaccinati che nell’ultima settimana di aprile hanno subito un incremento riducendo,in tal modo,anche il numero delle dosi consegnate. Il passaggio di poche Regioni,compresa la Calabria, dal “rosso” all’”arancione”,mentre tulle le altre al “giallo” nonostante l’avvenuto abbassamento del tasso di positività non viene condiviso dai calabresi anche se non è nostro compito entrare nel merito di tale decisione. Difatti,presumiamo che la situazione sia per quanto riguarda i contagi, decessi e le terapie intensive, la Calabria andava anche inserita tra le tante Regioni passate dall’arancione al giallo. Ai calabresi, ora interessa dare una decisa svolta alle vaccinazioni ritenendo la stessa prioritaria , da porre un deciso freno ad una eventuale comparsa di nuove “varianti”.


SI CONTINUA A COMBATTERE UN NEMICO INVISIBILRE UTILIZZANDO L’UNICA ARMA AL MOMENTO A DISPOSIZIONE RAFFIGURATA DAI VACCINI !


Le sopraggiunte “varianti” al momento,purtroppo, ancora non lasciano intravedere la serenità nelle famiglie anche perché i casi sia di contagi che di decessi ,continuano,purtroppo,a lasciare tracce di sconforto e paura .

Il “coprifuoco” ? Che brutta parola ! Mai si sarebbe potuto immaginare che dopo quello vissuto dalla vecchia generazione, con la guerra ed i bombardamenti, sarebbe potuto verificarsi a causa di un virus! D’altra parte,uscire dopo le 22 a fare cosa se è poi tutto chiuso?

Che desolazione ?

Come ci siamo ridotti ! Chiusi nelle nostre case ,per paura di andare incontro al contagio.

Quando si accende la televisione appaiono subito ambulanze per poi sentire i numeri sui tamponi,sui contagi, sui ricoveri in terapia intensiva e sui decessi. Non si ha più voglia di sentire di vaccini che arrivano e di altri che non vengono consegnati. C’è solo da angosciarsi !

Non mancano le proteste per la designazione della Calabria in Zona arancione ,con l’aggravante dell’alto rischio.




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