OCCORRE IL MASSIMO IMPEGNO PER SUPERARE IL COMMISSARIAMENTO

PER IL COMMISSARIO ALLA SANITA’ COSTA OCCORRE IL MASSIMO IMPEGNO PER SUPERARE IL COMMISSARIAMENTO IN CALABRIA CREANDO AL PIU’ PRESTO LE CONDIZIONI AFFINCHE’ SI TORNI ALLA NORMALITA’


Appena messo piede in Calabria, il vice Ministro della Sanità Andrea Costa, riferendosi all’attuale particolare momento, vissuto dalla Sanità, in tale Regione, dopo un’attenta valutazione della situazione ha ritenuto prioritario l’impegno anche da parte del Governo che resta quello di “restituire ai calabresi una Sanità di qualità”. Difatti “ciò va fatto in fretta da creare al più presto le condizioni affinché la Sanità, dopo oltre un decennio di commissariamento possa tornare alla normalità”. Al centro dei colloqui avuti col presidente f.f.Sperlì, col Commissario alla Sanità Longo,ed il Direttore Generale del Dipartimento Tutela Salute Brancati, il Decreto Calabria 2, il Commissariamento della Sanità, il Piano di rientro e la Campagna vaccinale”. Sulla recente sentenza della Consulta che,di fatto,ha accolto in parte il ricorso presentato dalla Regione Calabria nel dicembre 2020 contro il Decreto Calabria il sottosegretario Costa ha espressi la sua totale convinzione al superamento di una situazione divenuta addirittura paradossale. Difatti, anche il sottosegretario Costa, è d’accordo “che la sanità in Calabria debba tornare ad essere gestita dai calabresi e dalle Istituzioni democraticamente elette come, a tempo stesso, anche il Governo debba fare una riflessione attenta tra quella che è stata la gestione della Sanità in passato e quella del futuro”. “Né è possibile iniziare un nuovo percorso portandosi dietro quando è successo negli ultimi dieci anni di commissariamento perché ciò vorrebbe dire di non voler dare una prospettiva futura alla Sanità in tale Regione”. Anche per quanto attiene l’azzeramento del disavanzo il sottosegretario Costa ha affermato che “c’è la “massima disponibilità del Governo su tema dell’azzeramento del debito sanitario calabrese”. Difatti, a tal proposito “sarebbe già stato avviato un percorso con i parlamentari della Calabria”.


SUL DECRETO CALABRIA 2, DOPO LA SENTENZA DELLA CONSULTA, OCCORRE CHE IL GOVERNO AGISCA.


In merito all’iniziativa del Governo per “contribuire al risanamento effettivo della Sanità calabrese da consentire,al più presto ,di giungere alla erogazione di una Sanità confacente ai principi costituzionali di eguaglianza e buon andamento nel settore sanitario”ora occorre prendere,a tal proposito, atto della decisione della Corte Costituzionale che nella sentenza 168 del 2021 ha dichiarato la illegittimità dell’art.1 comma 2 del decreto legge 10 novembre 2020 -150 con misure urgenti per il rilancio del Servizio Sanitario della Regione Calabria nella parte in cui non prevede però che al prevalente fabbisogno della struttura commissariale provveda direttamente lo Stato ma impone alla Regione di mettere a disposizione del Commissario ad acta un contingente di 25 unità di personale che costituisce un “minimo” non un “massimo” a carico della Regione.

La stessa Consulta,nella medesima decisione, depositata il 23 luglio scorso, ha altresì dichiarato “la illegittimità costituzionale dell’art.6 comma 2 del citato disegno di Legge nella parte in cui”non prevede,in alternativa alla presentazione ed all’approvazione del programma operativo di prosecuzione del nuovo Piano di rientro presentato dalla Regione ai sensi dell’art.2 comma 88 secondo periodo della legge finanziaria 2010. Pertanto, secondo i giudici costituzionali si è verificata una situazione paradossale nel commissariamento della Sanità calabrese avendo fatto il Governo un uso improprio del potere sostitutivo di cui all’art.120 della Costituzione nel tentativo di colmare il grave “gap”assistenziale evidenziato nella Regione Calabria senza, però, predisporre i giusti mezzi a superarlo, tant’è che nella decisione della Corte Costituzionale si fa riferimento al “carattere della sproporzione dello strumento attivato attraverso la nomina del Commissario ad acta non assistito da una struttura adeguata. Pertanto è da supporre che il Commissario alla Sanità Longo si sia basato su di una sostituzione formale ,riservata solo all’Organo di vertice.