PER CONTRASTARE LA VARIANTE DELTA RITENUTA “SORVEGLIATA SPECIALE” OCCORRONO DUE DOSI DI VACCINO

Tra le varianti c’è una corsa spietata alla diffusione anche se la “Delta” del virus Sars-CoV2 ,al momento sembra la più contagiosa di tutte da essere ritenuta la “sorvegliata speciale”-da sorpassare la mutazione “Alfa”. Pertanto,per contrastarla, è scattata l’allerta finalizzata al potenziamento,al tracciamento ed al sequenziamento dei casi da poter controllare anche la diffusione delle varianti. Difatti,per l’Agenzia Europea dei medicinali occorre che nell’attuale situazione diventa “vitale”effettuare il ciclo completo di immunizzazione con due dosi di vaccino. Al momento la “Delta (42%) avrebbe già sorpassato la l’Alfa (41%). La preoccupazione per il diffondersi del Delta cresce giornalmente dai numeri di contagi, purtroppo in salita. Al momento, almeno in Calabria, non ci sono preoccupazioni sugli ospedali, con specifico riferimento ai posti letto in Terapia Intensiva per Covid. Pertanto, ora occorre sempre la massima attenzione rafforzando la capacità di sequenziamento dei casi affidata in Italia .a 112 laboratori sotto la regia dell’Istituto Superiore di Sanità che lavorano per sequenziale. La variante Delta ha già superato l’Alfa in Calabria in quanto è presente al 42%. Difatti,per avere la massima protezione, l‘arma più potente è la vaccinazione. Per cui ora occorre stare attenti perché se i contagi,purtroppo,aumentano ciò sta a confermare che sin dall’inizio dell’estate non sono state adoperate le indispensabili cautele da farle addirittura trasformare in variante!

Ora c’è il rischio che in autunno le varianti saranno ancora più pericolose-”. Per gli”esperti” “la vera battaglia sarà in autunno da assicurare il massimo numero di vaccinazioni, soprattutto a chi non ha avuta ancora somministrata la prima.-Se la Delta diminuisce del 30% l’effetto del vaccino vuol dire che funziona. L’impatto che avrà la Delta in Italia si vedrà,pertanto, in autunno. L’andamento della Delta ci mostra, ancora una volta, che il vaccino deve essere disponibile per tutti se si vuole fermare la pandemia. Sono, invece, confortevoli i dati che ci mostrano come le infezioni dei vaccinati, pur se possono presentare qualche sintomo, non sono comunque causa di ospedalizzazione.,rianimazione o addirittura di decessi. Gli infettivologi non credono che si andrà incontro ad una nuova grande ondata di covid 19 anche se ritengono possibile avere un numero non trascurabile di persone colpite dal virus .Il problema,a tal punto,resta quello di conoscere quanti e chi sono i vaccinati che non rispondono al vaccino.