PER IL MINISTRO SPERANZA C’È GIÀ L’IMPEGNO DI GARANTIRE L’ATTUAZIONE DELLA SENTENZA DELLA CONSULTA


Presumiamo che ogni cittadino abbia pieno diritto di chiedere ad una struttura pubblica del Servizio Sanitario Nazionale di aver garantito l’uniformità dei diritti Costituzionali.

Partendo da tale presupposto, sul tavolo delle Regioni è stata giocata la carta con la quale è stato posto l’obiettivo finalizzato al superamento di due problemi che se non affrontati e risolti rischiano di ostacolare l’attuazione della sentenza della Consulta che al primo posto riguarda “una ricognizione, Regione per Regione sulla natura e sulla composizione dei Comitati etici territoriali con la necessità di un Organo Collegiale terzo, che sia però munito delle regolari, adeguate competenze da poter garantire anche la tutela delle situazioni di particolare vulnerabilità“. Il secondo punto riguarda, invece, l’opportunità di una intesa tra Governo e Regioni che possa consentire a queste ultime di fornire indicazioni chiare ed univoche delle Aziende Sanitarie tenendo sopratutto conto sull’applicazione del dispositivo della Consulta. Occorre, però, che il Governo si impegni, nell’ambito delle proprie competenze per consentire l’applicazione più uniforme possibile, della sentenza della Corte Costituzionale.