RESTA SEMPRE LA TENSIONE PER LA ZONA “ROSSA” ED IL DECRETO “CALABRIA”


Già da tempo la questione della Zona Rossa del Decreto “Calabria” aveva alimentato contestazione, un po’ a tutti i livelli sia istituzionali che politici.

Al centro della protesta anche la dichiarazione fatta dal Ministro della Salute,Speranza,con la quale il Piano Covid 19 per il potenziamento della rete ospedaliera di emergenza della Regione Calabria era già stato portato a termine in quanto adottato in base all’art.2 del Decreto Legge 34/2020 il 18 luglio scorso, inviato al Commissario Domenico Arcuri.

Nessuno, però, riusciva a capire come stessero realmente le cose in una Regione da un decennio commissariata dalla A alla Z e se si stesse realmente attrezzando ,incrementando le dotazioni di posti letto e se davvero l’ex dismesso Commissario Cotticelli avesse realmente adottato i piani anti-pandemia.

Difatti, solo successivamente, con le dichiarazioni rilasciate a Rai 3, lo stesso Coticelli tenne ad affermare di” non sapere neanche il numero delle Terapie intensive disponibili sull’intero territorio calabrese”.

Pertanto, da tale ammissione ebbe anche ad emergere sia l’approssimazione che la inadeguatezza dimostrata nell’adozione dei Piani anti-epidemia. Difatti, se il Ministro Speranza,prima di prendere una decisione affrettata, da affermare che il Piano Covid per il potenziamento della rete ospedaliera di emergenza della Regione Calabria era già ok, avesse avuto una pausa di riflessione avrebbe certamente evitato di esporsi ad una brutta figura dinnanzi al ripetersi di omissioni e ritardi che non potranno più trovare giustificazioni.

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