Richiamiamo l’attenzione sul Decreto che istituisce la rete Oncologica regionale


Facendo riferimento ad un lontano passato, la Regione ebbe a “commissionare” uno Studio, realizzato dall’Istituto Demoskopika, dal quale ebbe poi a scaturire una Proposta di Legge n.63 del 13 dicembre 2012 da intravedere anche la necessità della istituzione di una Rete Oncologica regionale ,tra Hub e Spoke ad integrazione territoriale che andava subito predisposta da parte del Dipartimento Tutela della Salute.

Difatti, con tale Studio, gli esperti di tale settore ebbero ad affermare che tale rete sarebbe stata indispensabile in quanto in Calabria l’incidenza della malattia da tumore era, purtroppo, in aumento tant’è che negli ultimi anni tenuti sotto osservazione, a restare coinvolti dalla mobilità passiva, erano stati circa 60 mila calabresi buona parte dei quali per sottoporsi a cure che interessavano patologie oncologiche con una incidenza maggiore tra la popolazione maschile ( 56% ) rispetto a quella femminile ( 44%).

Pertanto, da tale Studio, il Consiglio regionale, all’unanimità, ebbe ad approvare tale Proposta di Legge di cui presumiamo che qualche traccia dovrebbe figurare anche al Dipartimento Tutela della Salute, che se ne sarebbe dovuto occupare sin da quell’anno dal momento che tra i tumori più frequenti erano quelli che interessavano il Colon, con una crescita annuale, seguiti dalla mammella ,dal polmone e dalla prostata.

Per cui, solo negli ultimi cinque anni, per ricoveri in altre Regioni con diagnosi principale di tumore ,la spesa che era gravata sul Sistema Sanitario Regionale aveva addirittura toccato il tetto di poco meno di un miliardo di euro.

Difatti,la dinamica di mobilità passiva veniva motivata dalla costante incidenza dei flussi.

Pertanto, con tale Proposta di Legge, approvata, come accennato, all’unanimità dal Consiglio regionale ,con specifico riferimento alle patologie oncologiche, si intendeva, con l’aggiornamento della ricerca sui tumori anche contrarre la stessa migrazione sanitaria.

Al tempo stesso occorreva trasformare il già esistente Centro di Alta Specializzazione per la Ricerca e cura dei Tumori da ottenere il riconoscimento di tale Centro ad Istituto ( IRCCS) anche in campo scientifico nazionale.


ORA OCCORRE FARE CHIAREZZA SU COME SI INTENDE RISTRUTTURARE LA RETE ONCOLOGICA REGIONALE DA INSERIRE NELLA STESSA ANCHE UN AGGIORNATO REGISTRO TUMORI


Dal momento che il nostro compito resta quello di informare l’opinione pubblica ,in questo caso, per utilizzare, nel miglior modo, la chiave di lettura per conoscere la incidenza delle malattie neoplastiche da contrarre anche la costosa emigrazione, è bene affiancare la rete oncologica regionale un aggiornato Registro Tumori, da ottenere certezza sull’accennata incidenza delle malattie neoplastiche.

Difatti, dallo stesso Studio, che risale al 2012, seguendo tale traccia, dovrebbe essere possibile anche estrarre dei numeri a cui far riferimento, per incanalare la ricerca di tali tumori.

Pertanto,sarebbe opportuno che questa volta sia il Dipartimento Tutela della Salute ad avviare, possibilmente celermente, tale indagine da ottenere anche dati certi, non più approssimativi, che interessano un po’ tutti i tumori, non solo quella Mammella.

Per cui, dall’estratto di tale Studio, di cui è scaturita, quale risposta, la Proposta di Legge Regionale, ora occorre richiamare l’attenzione degli ospedali da ottenere dati certi sia sui ricoveri per tumori che sull’esito ottenuto da tali cure.

La prima smentita che occorre ottenere dal Dipartimento Tutela della Salute resta quella che interessa il paventato declassamento del Dipartimento Onco- ematologico “De Lellis “, fiore all’occhiello di uno storico Polo di Eccellenza per la cura sia per patologie ematologiche che onco-ematologiche.

Pertanto, se tale declassamento dovesse, malauguratamente, concretizzarsi, costituirebbe anche un oltraggio al valore scientifico già esistente all’interno delle reti sia nazionali che internazionali.

Pare, però, che tale declassamento sia già stato sventato in quanto si sarebbe stato tenuto conto di tale “storica” istituzione nata e cresciuta grazie all’impegno di generazioni di ematologi ed oncologi con al “vertice” di tale Dipartimento il dottor Stefano Mollica a cui si deve, come accennato, la stessa istituzione di tale struttura complessa, a supporto alla diagnostica onco-ematologica.

Difatti, la rete oncologica regionale, costituita da tanti preziosi immaginari tasselli, ed il Registro Tumori, dovranno prevalere su di un sistema sanitario davvero organizzativo, dal momento che si potrebbero anche gettate le basi per contrarre tale costosa emigrazione!

Pertanto, è giunto il momento da potenziare le già esistenti strutture, perché a tanto ci si potrà arrivare solo con il buon senso e, soprattutto, con la conoscenza reale della situazione in cui attualmente versa la Sanità!

Panorama Sanitario Calabrese

    Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Catanzaro iscritto al n.107 del registro della stampa Direttore Responsabile: Gerardo Gambardella

© 2015 by Panorama Sanitario