SOLO A 50 MILIONI DI ITALIANI RESIDENTI IN ZONE “GIALLE“ È STATO CONSENTITO DI TORNARE AL RISTORANTE


Sul “Pianeta” nazionale della Sanità, raffigurata da 21 Regioni ,la quasi totalità delle stesse pari a 50 milioni di abitanti è stata classificata zona “gialla” mentre le altre cinque Regioni, di cui quattro meridionali (Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia) sono rimaste in zona “arancione”, consentendo alle stesse, alla pari delle altre, di tornare a casa entro le 22, da osservare in tal modo il tanto discusso e contestato “coprifuoco”.

Delle cinque Regioni, la Calabria,a differenza delle altre quattro,è stata descritta “ad alto rischio” da rendere ancora più difficile il suo eventuale “recupero” in zona “gialla”.

Difatti a tale classificazione il Governo sarebbe pervenuto sulla base dell’indice Rt a 0,9 ed all’incidenza dei casi per abitanti ottenuti dal Ministero della Salute dalla regia di controllo effettuato sull’intero territorio.

Pertanto, nell’escludere la Calabria da zona “gialla”, l’ha anche, come su accennato, individuata da Regione “ad alto rischio”, ancora incapace di cambiare passo, rispetto alle altre, tant’è che la stessa somministrazione di vaccini non ha ancora ottenuto i risultati che da tale operazione di attendevano. Per cui la Calabria resta l’unica regione d’Italia, come su accennato, con un’ allerta di livello alto. Difatti, a preoccupare è il 50% dei posti letto in area medica occupati. A tal punto, voltando decisamente pagina, presumiamo che la stessa chiave di lettura dei dati reali sia dei contagi che dei decessi sia stata utilizzata, con riferimento ad un recente passato, da classificare la Calabria addirittura da Regione ad alto rischio.

Sarebbe, pertanto, un grave ,imperdonabile errore, se i dati trasmessi al Ministero della Salute non fossero il risultato di quelli ultimamente “censiti”, ma, per buona parte, sarebbero frutto di quelli raccolti da varie, improvvisate fonti, pregiudicando la stessa situazione sino al punto da classificare la Calabria, tra tutte le Regioni la sola ad “alto rischio”.

Resterebbe, pertanto, da chiedere a chi l’ha giudicata ad “alto rischio (unica Regione!) come sia pervenuto a tale classificazione.

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