UNA REGIONE CHE NON PUO’ PERMETTERSI DI PERDERE L’ULTIMO TRENO! UNA SANITA’ DISASTRATA DAI MANAGER

Nonostante ben 12 anni di Commissariamento, la Sanità continua ad assorbire il 70% del bilancio regionale.

Il neo Presidente della Regione non può permettersi di far perdere alla stessa Calabria l’ultimo treno con servizi inadeguati, un incolmabile “buco” nei bilanci delle Aziende sanitarie, e tasse aggiuntive, costituite dalle addizionali Irpef ed Irap.

Pertanto, nel quadro di indirizzi che valgono a riscattare la Calabria dalla sua storica arretratezza, occorrerà recuperare decenni di regionalismo.

L’impresa del Presidente sarà duplice: assumere anche una valenza di “pronto soccorso” per la Calabria e dare credibilità alla istituzione regionale.

La missione di Occhiuto dovrà essere efficiente sul piano operativo.


LO STATO, IN 11 ANNI, HA ASSEGNATO AI COMMISSARI GOVERNATIVI PER LA CONDUZIONE DEL PIANO DI RIENTRO BEN 38 MILIARDI E 500 MILIONI DI EURO PARI A 3 MILIARDI E MEZZO DI EURO ANNUI.


Il primo nodo che Occhiuto ed il nuovo esecutivo sarà chiamato a sciogliere resta quello della Sanità, a causa di un crescente disavanzo, pari a 3 miliardo e mezzo di euro annui.

Il Tavolo di verifica Interministeriale ha respinto la richiesta (a fine settembre!) di una gestione stralcio per far fronte al debito, quanto pretende l’aumento delle addizionali Irpef ed Irap aggravate nella emergenza pandemia.

Occorre con la massima urgenza, la stesura del” Piano di riqualificazione e riorganizzazione del Servizio Sanitario Regionale. Le successive modificazioni ed integrazioni, fanno emergere una mancanza di un processo di razionalizzazione della rete ospedaliera calabrese che continua a causare gravi inefficienze nell’utilizzo delle risorse con ingovernabilità dei costi e dei riflessi sui livelli di salute garantiti alla popolazione.

Con i dati si è avuto la conferma dei risultati ottenuti dalla Sanità. La Regione Calabria è l’ultima in Italia per il punteggio dei Livelli Essenziali di Assistenza, fermatosi a 125, e una emigrazione passiva che nel corso del 2019 ha visto partire dalla Calabria ben 53.866 cittadini ricoverati, presso strutture ospedaliere di altre Regioni, con una spesa pari a 222 milioni di euro.

Lo Stato, per il risanamento di un disavanzo, non è riuscito a quantificare la massa debitoria del sistema sanitario calabrese dopo aver assegnato ai commissari “straordinari” alla Sanità, nominati dal Governo la conduzione del Piano di rientro ben 3 miliardi e mezzo annui.

Ha invece inteso far scattare l’aumento di nuove tasse, a carico dei contribuenti calabresi. Riguardano sia l’IRPEF che l’IRAP, respingendo anche l’ipotesi di una gestione stralcio per far fronte al debito contratto dalla Sanità calabrese.